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I difficili rapporti USA-ALC e gli sviluppi del regionalismo anti-egemonico

Informazioni tesi

  Autore: Alessandro Fanetti
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2016-17
  Università: Università degli Studi di Siena
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Internazionali e Diplomatiche
  Relatore: Andrea Francioni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 214

Il lavoro che ho svolto analizza i mutamenti che stanno avvenendo nella parte centro-sud del continente americano, soprattutto con riguardo all'emancipazione dal grande e potente vicino del nord. Governi di forte matrice di sinistra, insieme alla creazione di organizzazioni regionali antiegemoniche come ALBA-TCP (l'Alleanza Bolivariana per i Popoli della Nostra America-Trattato di Commercio dei Popoli) e CELAC (Comunità degli Stati Latinoamericani e Caraibici), mostrano chiaramente il “nuovo corso” della regione in questi ultimi anni.
Il mutamento dei rapporti di forza in quest’area, insieme allo sviluppo di “centri di potere internazionale” come i BRICS, fanno ritenere possibile e probabile un futuro mondo multipolare nel quale l’ALC (America Latina e i Caraibi) sarà uno dei poli decisivi.
Per comprendere meglio come siamo arrivati alla situazione odierna, è necessario fare alcuni passi indietro nel tempo; è del 1823, infatti, l’enunciazione della Dottrina Monroe (l’America agli americani).
A partire da questo momento, gli stati europei ridimensionarono la loro presenza nell’area e, al contempo, aumentò l’influenza di Washington.
Tutti i presidenti statunitensi che si sono succeduti nel tempo hanno avuto, come una delle priorità in politica estera, il rafforzamento della presenza del loro paese nella parte centro-sud del continente (per motivi geografici, politici ed economici).
In concomitanza con questa situazione, i popoli e importanti personalità dell’ALC si impegnarono nella lotta contro la violazione della loro sovranità e per creare forme di aggregazione e di unità fra i loro paesi.
Tra le prime e più significative proposte unitarie, possiamo ricordare quella del Libertador Simón Bolívar (unità dell’America spagnola).
Questa situazione, comunque, ha garantito agli USA un progressivo sviluppo della propria influenza nel continente, mentre i movimenti di liberazione e le proposte di integrazione dell’area non trovavano sbocchi concreti e decisi (salvo rare eccezioni come la Rivoluzione Cubana del 1959).
Con la caduta dell’URSS, al contrario di quanto fosse lecito pensare, gli USA hanno “allentato” la presa sul continente e, anche come conseguenza di tale novità, i popoli del centro-sud, forse per la prima volta da secoli, hanno avuto maggiore libertà nell'elezione dei propri rappresentanti nelle istituzioni nazionali. Tale situazione ha portato alla nascita di molti governi di sinistra (Chávez in Venezuela, Lula in Brasile, Morales in Bolivia e molti altri), decisamente proiettati verso la collaborazione fra i paesi del sud del mondo e la difesa di una maggiore autonomia da Washington.
A mio avviso, due delle maggiori novità inerenti l'integrazione in America Latina e nei Caraibi sono costituite, come accennato all'inizio, dalla CELAC e da ALBA-TCP.
La prima si è costituita nel 2011 grazie all'unione del Gruppo di Rio e della CALC e comprende tutti gli stati del continente ad eccezione degli USA e del Canada (novità storica, mai successo prima d'ora).
Ad oggi, tale Comunità è un foro di dialogo e di concertazione politica che si relaziona e stringe accordi anche con altri stati e organizzazioni internazionali come l'Unione Europea.
La sfida del prossimo futuro riguarderà il raggiungimento di un'unità e di una cooperazione più stretta tra gli stati che ne fanno parte, soprattutto in ambito politico e sociale.
Per quanto riguarda la seconda organizzazione, essa nasce nel 2004 grazie all'impegno decisivo dell'allora Presidente del Venezuela Hugo Rafael Chávez Fría e di Fidel Alejandro Castro Ruz. Gli stati che la compongono sono quelli "più a sinistra" nel panorama politico di questa regione ed ha come obiettivi principali quelli di un'integrazione solidale, contro il libero mercato e le ingerenze degli Stati Uniti nell'area.
Essa agisce più unitariamente della CELAC, si impegna per influenzare le decisioni stesse di quest'ultima verso posizioni più "radicali" e ricerca una collaborazione con tutti quei "centri di potere" nel mondo più ostili all'egemonia e al ruolo predominante degli USA.
In conclusione possiamo dunque sottolineare come l'ALC è una regione in deciso fermento politico, economico e culturale. Le novità degli ultimi anni, soprattutto nell'ambito dell'integrazione, lo mostrano pienamente.
Nonostante le difficoltà e gli ostacoli che si parano davanti, sembra che la strada sia tracciata verso un futuro mondo multipolare dove tale area sarà protagonista, grazie alle sue enormi ricchezze e al percorso unitario e di collaborazione extra-continentale intrapresi.

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5 Introduzione I rapporti Stati Uniti-America Latina e Caraibi e l'integrazione nel Continente Il subcontinente americano centromeridionale è, da secoli, teatro di lotte e scontri tra chi lo vorrebbe sfruttare e le popolazioni che invece ci vorrebbero vivere in pace ed armonia. La Spagna, il Portogallo, la Francia e l'Inghilterra prima, gli Stati Uniti poi, sono le maggiori potenze “rapinatrici” delle immense risorse che l'ALC (America Latina e Caraibi) possedeva e possiede. Per fronteggiare tali tentativi egemonici si sono sviluppate molte forme di resistenza. Oltre alle varie lotte armate, uno dei tentativi più significativi per combattere le superpotenze interessate ad “approfittarsi” della regione è stata l'idea e la proposta di unità dell'intera area dell'America Latina e dei Caraibi. L'aspirazione ad avere un'ALC forte ed indipendente si sviluppa già nelle idee e nelle lotte di Simón Bolìvar nel XIX° secolo, come nell'esempio e nella tenacia di José Martí e di molti altri pensatori e rivoluzionari centro-sud americani. L'idea principale era appunto quella di affrancare dal giogo delle potenze straniere tutta questa parte di America, per secoli sfruttata e depredata delle sue immense risorse. Ad oggi tale area è, insieme all'Europa, il posto nel quale i processi di integrazione regionale, nelle più svariate forme e modalità, sono più ricercati, sviluppati e numerosi. Questa parte del pianeta è una delle più attive riguardo la nascita e lo sviluppo di organizzazioni regionali in ambito sociale, economico e politico, nonché nei rapporti tra quest'ultime e il resto del mondo. Progetti unitari come MERCOSUR (Mercato Comune del Sud) , ALBA-TCP (Alleanza Bolivariana per i Popoli della Nostra America- Trattato di Commercio dei Popoli), OSA (Organizzazione degli Stati Americani), CELAC (Comunità degli Stati Latinoamericani e Caraibici), CARICOM (Comunità dei Caraibi), CAN (Comunità Andina), ALADI (Associazione Latino-Americana di Integrazione),SICA (Sistema dell'Integrazione Centroamericana), UNASUR (Unione delle Nazioni Sudamericane) e molti altri sono, chi più chi meno, gli assi portanti del nuovo sviluppo di quest'area. La nascita e la crescita di un numero così ampio di organizzazioni regionali, talvolta quasi sovrapposte negli obiettivi e nelle finalità

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Parole chiave

decolonizzazione
sinistra
unità
mondo multipolare
alba
alc
celac
america latina e caraibi
regionalismo anti-egemonico
tribunale permanente dei popoli

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