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Ha Parlato Richard Mutt. Caso Chiuso!

Tesi a fumetti sul dada: Trasposizione a fumetto di un evento che sarà in seguito giudicato dagli storici come l'episodio che ha stravolto per sempre la concezione di arte. Stiamo parlando di Fountain, un orinatoio capovolto firmato "R. Mutt 1917" e della Mostra degli artisti indipendenti.
Chi sarà stato l'autore che ha stravolto l'intero panorama artistico dal novecento in avanti? Signore e signori, dopo cento anni di silenzio, facciamo parlare Richard Mutt!

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1. L'IDEA 9 8 «Amo del Dada è la spontaneità, l’ironia e il non prendersi troppo sul serio...» «Per molte persone non ha senso, lo considerano stupido e forse divertente. Ma questo è l’uso sbagliato della parola.» Perché lo hai scelto? Perché è stato così importante per te? E’ stato importante per me scoprire quanto fosse profonda l’ideologia che sta alla base di questo movimento, nonostante l’apparente e superficiale prima impressione: dietro l’ironia c’era quella critica pungente alla società ipocrita. Per molti il dada è qualcosa di assurdo insensato, è così? Per molte persone non ha senso, qualcosa di stupido e forse divertente. Questo è l’uso sbagliato della parola. Ancora oggi ci riesce difficile capire il dada perché non è uno stile artistico in senso proprio, non ha caratteristiche unitarie, il dada ha diverse facce perché ogni artista è diverso. L’arte tradizionale il dada la trasforma in farsa! In pratica, sì. Il dada propone un azione di disturbo il cui scopo è quello di mettere in crisi il sistema, ritorcendo contro la società le cose a cui essa stessa attribuiva un valore. Usando la follia e l’assurdo, i dada non si facevano beffe solo dell’arte ma anche del suo pubblico, ” dei valori e dei dogmi della società. Quando nasce l’idea? Mentre studiavo Storia dell’Arte Moderna all’Accademia di Belle Arti di Catania, alla triennale. Perché proprio il Dada? comics in inglese tradotto letteralmente sta per comico. cosa c’è di più comico di un fumetto sul Dada? Ma ... perché un cesso? Di tanti eventi sul dada, perché proprio quello? Perché è quello più provocatorio tra tutte le provocazioni: ti costringe a pensare e a chiederti: “ehi un momento, ma questa è arte?” Cosa ti ha incuriosito del dada? il fatto che ogni grande movimento della storia dell’arte del XX secolo ha preso qualcosa dal dada. Non si è davvero fatto niente di più radicale da allora. Che si tratti di performance o di arte politica, molte forme artistiche moderne hanno radici nel Dada. Come vedi il Dada? Come un bambino che chiede perché in continuazione, confondendoti le idee e facendoti domande che ti fanno restare senza parole e perdere le tue certezze. Cosa ami di più di questa corrente/filosofia di pensiero? La spontaneità, la provocazione, la verità, e soprattutto l’ironia e il non prendersi troppo sul serio. Si divertivano e ridevano di se stessi. Vogliamo parlare delle trovate geniali che si inventavano per attirare l’attenzione? Come la diffusione di false notizie e messaggi sbalorditivi sui giornali!? “il dada è diverso dalle altre correnti”... In cosa e perché? dove lo rivediamo oggi il dada? Ha fatto cose per la prima volta che non sarebbero state possibili prima nell’arte. Il dada oggi lo ritroviamo anche nella cultura pop, a partire dalle riviste musicali e dalle copertine dei dischi, fino ad arrivare ai video musicali. Una sera lessi per caso il racconto di Friedrick Glauser, scrittore di romanzi gialli che ha vissuto un anno con i Dadaisti nel 1917. Il racconto era stato estratto da un libro che poi ho comprato e letto tutto d’un fiato. Mi resi conto sul serio che tutto quello che avevo scoperto e studiato sul dada, per me era diventato importante e personale: mi ero innamorata del Dada. 2004, Take me out, videoclip del gruppo indie rock scozzese Franz Ferdinand: si ispira all’estetica dei collage Dada berlinesi.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Arti Applicate

Autore: Valentina Conte Contatta »

Composta da 72 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.