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Corporate Social Responsibility: Implicazioni Strategiche ed Impatto sulle Performance Aziendali

L’elaborato si propone di offrire una concettualizzazione il più possibile esaustiva della responsabilità sociale d’impresa e di analizzare le modalità attraverso le quali la stessa possa essere efficacemente incorporata nel processo di definizione e di implementazione della strategia aziendale, evidenziandone le relative implicazioni sotto il profilo organizzativo e gestionale. Inoltre, esso si propone di confrontare i principali studi teorici ed empirici elaborati dalla dottrina al fine di indagare il segno della correlazione (positiva, neutrale, negativa) ed il nesso di causalità sottostanti il rapporto tra responsabilità sociale e performance finanziarie dell’impresa. I principali obiettivi dell’elaborato sono, da un lato, dimostrare come l’integrazione della dimensione sociale all’interno della value proposition dell’impresa consenta alla stessa di rafforzare il proprio posizionamento competitivo nei confronti dei principali competitors, dall’altro, evidenziare la possibile esistenza di una relazione di tipo sinergico tra performance sociali e performance finanziarie all’interno della quale le due componenti risultano essere mutualmente rinforzanti, secondo una sorta di “circolo virtuoso” (Waddock & Graves, 1997).
La disamina degli argomenti sopra riportati verrà effettuata sulla base delle pubblicazioni teoriche ed empiriche elaborate dalla letteratura accademica e professionale.
Per quanto concerne la struttura logico-espositiva delle argomentazioni, l’elaborato si compone di quattro capitoli. Nel primo capitolo, viene fornita una definizione esaustiva del concetto di responsabilità sociale d’impresa, evidenziando le dinamiche evolutive che hanno interessato detta tematica, le principali teorie economiche sottostanti ed i modelli interpretativi elaborati in letteratura. Nel secondo capitolo, si definisce come la corporate social responsibility possa essere incorporata nel processo di definizione della strategia aziendale e come la stessa possa concorrere al rafforzamento del vantaggio competitivo di un’impresa, evidenziandone le principali implicazioni di rilievo sotto il profilo gestionale. In questa sede, inoltre, viene presentato in modo esaustivo il paradigma strategico proposto da Porter e Kramer (2006, 2011) orientato alla Creazione di Valore Condiviso (“Creating Shared Value”). Nel terzo capitolo, si procede con la disamina dei principali studi teorici ed empirici elaborati dalla dottrina al fine di indagare il segno della correlazione (positivo, neutrale, negativo) e il nesso di causalità tra CSR e performance finanziarie. Nonostante la presenza di risultanti profondamente discordanti e contradditorie, verrà proposta una chiave di interpretazione “alternativa” secondo cui la relazione causale tra CSR e performance finanziarie dell’impresa sono “a doppio senso”, ossia si influenzano reciprocamente secondo una sorta di circolo virtuoso. Nel quarto capitolo, si procede con la disamina di un caso aziendale (il caso Société des Produits Nestlé S.A.) emblematico dell’approccio strategico alla responsabilità sociale d’impresa al fine di rafforzare le argomentazioni sostenute nel corso della trattazione teorica di cui sopra. In questa sede, si fornirà una breve presentazione dell’impresa (storia del Gruppo, corporate governance, strategy statement, principali business e prodotti, performance economiche, finanziarie e patrimoniali) per poi analizzare nel dettaglio la strategia di creazione di valore condiviso posta in essere dall’impresa. L’elaborato si conclude con un breve paragrafo riepilogativo delle principali evidenze raccolte e delle indicazioni per potenziali sviluppi futuri della materia.

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5 INTRODUZIONE Il dibattito circa la natura del ruolo sociale attribuibile alle imprese e le conseguenti aspettative di natura sociale riposte dalla società nei confronti delle stesse è stato oggetto di una profonda ed estesa trattazione accademica e professionale. Sotto il profilo temporale, la nascita di quella che molteplici autori definiscono come “epoca moderna” della responsabilità sociale d’impresa (Carroll, 1999) viene convenzionalmente ricondotta agli anni Cinquanta del secolo scorso quando, in seguito alla pubblicazione del libro “Social Responsibilities of the Businessman” da parte dell’economista statunitense Howard R. Bowen, viene formalmente riconosciuta la capacità delle imprese di modificare il contesto sociale di riferimento e, conseguentemente, viene attribuita in capo alle stesse una primordiale forma di responsabilità sociale. Nel corso dei decenni, il crescente interessamento nei confronti di detta tematica si manifestò in una notevole proliferazione di studi teorici ed empirici finalizzati, da un lato, ad ampliare la portata concettuale riferibile al concetto di corporate social responsibility (Carroll, 1999) (Waddock, 2004), dall’altro, ad individuare le possibili implicazioni strategiche ed organizzative sull’attività delle imprese (Porter & Kramer, 2006) (Kanter, 2011) (Porter & Kramer, 2011). Tuttavia, l’assenza di un approccio multidisciplinare capace di conciliare la dimensione istituzionale, organizzativa e individuale del fenomeno ha generato un’eccessiva frammentazione in materia e, di conseguenza, risulta essere particolarmente difficoltoso definire in maniera univoca ed esaustiva il concetto di responsabilità sociale d’impresa (Aguinis & Glavas, 2012). A prescindere dalle difficoltà intervenute nella concettualizzazione della responsabilità sociale d’impresa, è opportuno constatare come, ad oggi, l’adozione di politiche socialmente responsabili derivi prevalentemente dalla necessità da parte delle imprese di rispondere alle crescenti pressioni esercitate dai portatori di interessi interni ed esterni, in un’ottica di miglioramento della propria reputazione e della legittimazione (licence to operate) all’interno del contesto sociale di riferimento. Di conseguenza, gli investimenti in attività socialmente responsabili vengono concepiti come una sorta di costo, una costrizione dalla quale l’impresa non prevede di generare un risultato tangibile in termini finanziari (Porter & Kramer, 2006) (Rangan, Chase, & Karim, 2012). Secondo questa prospettiva, dunque, il rapporto tra performance economica dell’impresa e benessere sociale viene concepito come un “gioco a somma zero” (Porter & Kramer, 2006) nel quale l’impresa tende a focalizzarsi maggiormente sulla tensione esistente tra business e società piuttosto che sulla natura interdipendente della relazione. Di conseguenza, questo approccio porta ad una separazione tra strategia e operations in materia di responsabilità sociale che si manifesta, internamente, nell’isolamento di dette iniziative rispetto alle differenti unità operative ed, esternamente, in benefici sociali piuttosto contenuti rispondenti alle aspettative di un singolo stakeholder (Porter & Kramer, 2006).

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Scienze Aziendali

Autore: Davide Busanello Contatta »

Composta da 156 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.