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Evitare l'uso del biberon durante l'avviamento dell'allattamento nei neonati pretermine può migliorare i tassi di allattamento esclusivo?

I parti pre-termine, ossia i parti che avvengono prima della 37a settimana di gravidanza, sono circa il 10% rispetto a tutte le tipologie di parto. Dato che questi neonati non trascorrono all’interno dell’utero materno una o più settimane gestazionali, non tutti gli organi sono adeguatamente sviluppati e, in particolare, non sono presenti i riflessi che permettono ai neonati di alimentarsi in maniera opportuna. Questi, sono i riflessi di orientamento verso il seno materno, di suzione e di deglutizione. In mancanza di essi, i pretermine vengono nutriti attraverso nutrizione parenterale prima, e nutrizione enterale successivamente. Essi, però, sono metodi invasivi da utilizzare per il minor tempo possibile e, in questo modo, vengono meno tutti i numerosi aspetti positivi che l’allattamento al seno materno può dare, come per esempio la protezione dalle infezioni e dall’enterocolite necrotizzante.
Lo scopo della mia tesi di laurea quindi, è di capire quali sono le migliori modalità per avvicinare i neonati pretermine all’allattamento al seno materno e, se questo non è possibile, di evidenziare quali strategie alternative sono le migliori. Dopo un colloquio con la relatrice, la dott.ssa Adami, abbiamo deciso di costruire il mio elaborato attraverso l’analisi critica di un articolo scientifico, o Critical Appraisal Topic (CAT), analizzando quindi una revisione sistematica della letteratura, confrontandola poi con altri articoli scientifici, ma anche con la realtà con cui sono a contatto i professionisti sanitari.
L’articolo scientifico è una revisione sistematica con meta-analisi: “Avoidance of bottles during the establishment of breast feeds in preterm infants (Review)”, (Collins, Gillis, McPhee, Suganuma, & Makrides, 2016). Esso è stato ricercato nelle banche dati PubMed e Cochrane, la consultazione di siti internet e libri di testo. Non state applicate restrizioni linguistiche, e sono stati utilizzati MeSH terms; sono stati selezionati gli articoli pubblicati negli ultimi tre anni per considerare esclusivamente le ultime evidenze. La letteratura trovata è stata piuttosto modesta, ma l’articolo scientifico scelto sembra avere una buona qualità metodologica, che verrà analizzata nel riassunto strutturato, dopo il primo capitolo che descrive i neonati prematuri e le relative problematiche riguardo l’alimentazione. Nel terzo ed ultimo capitolo, verrà analizzata la revisione sistematica in maniera critica, confrontandola poi con altri tre articoli: “Feeding imprinting: the extreme test case of premature infants born with very low birth weight”, (Suberi, Morag, Strauss, & Geva, 2017); “Breastfeeding characteristics of Late-preterm infants in a Kangaroo Mother Care Unit” (Pike, Ktritzinger, & Krüger, 2017) e “A comparison of the safety of cupfeeding and bottlefeeding in premature infants whose mothers intend to breastfeed” (Marinelli, Burke, & Dodd, 2001).
Infine, i risultati saranno confrontati con le esperienze di due infermiere che lavorano presso il polo ospedaliero Scaligero di San Bonifacio “Girolamo Fracastoro”, insignito nel Marzo di quest’anno dall’UNICEF come “Ospedale amico dei bambini per l’allattamento al seno” (Baby-Friendly Hospital), per poi concludere con delle implicazioni per la pratica.

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2 PREMESSA Fin dall’inizio del mio percorso universitario, ho sempre manifestato il mio interesse verso l’ambito pediatrico-neonatologico. Al terzo anno mi sono potuta confrontare con questa particolare tipologia di pazienti in modo teorico, tramite le lezioni del modulo di Infermieristica materno-infantile e, successivamente, dal punto di vista pratico, attraverso il tirocinio professionalizzante nel reparto di Pediatria. Durante una lezione di assistenza ostetrica, la docente stava illustrando i riflessi neonatali che portano un neonato ad alimentarsi, ossia i riflessi di orientamento verso il seno materno, di suzione e di deglutizione. Questi riflessi però, non sono sempre presenti nel neonato che nasce prematuro, perciò bisogna aiutarlo ad alimentarsi attraverso dei metodi alternativi. Tali metodi alternativi sono quelli che verranno indagati nel mio elaborato. La tesi di laurea è il capitolo conclusivo del libro che fa parte della grande libreria che è la vita; dopo i tre anni di università e le meravigliose esperienze nei tirocini formativi, posso dire di essere orgogliosa di poter trattare un argomento che mi ha sempre affascinata, sia dal punto di vista professionale che da quello personale.

Laurea liv.I

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Arianna Pedrollo Contatta »

Composta da 42 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.