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Il gioco libero dei bambini: tempo perso o educazione all'aperto?

Informazioni tesi

  Autore: Fabio Spada
  Tipo: Diploma di Laurea
  Anno: 2016-17
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Scienze Motorie
  Corso: Scienze Motorie
  Relatore: Alessandro Bortolotti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 45

In questa tesi sono stati esposti dati e opinioni sul gioco libero dei bambini di oggi. Nella prima parte (dal secondo capitolo fino al terzo capitolo compreso) si descrive la parte teorica del gioco (compreso il gioco libero) e dell'outdoor education: storia e significato. Nel quarto capitolo si parla di una revisione della letteratura: esposizione di un articolo riguardante il gioco libero dei bambini nei paesi nordici, soprattutto nella Norvegia, con paragoni tra presente e passato e i possibili motivi riguardanti il calo di questa attività ludica. Nel quinto capitolo è stata svolta una mia ricerca personale, eseguita in una scuola elementare di Rimini, dove ho raccolto informazioni utili nel cercare di capire i bambini, le loro passioni e i loro impegni. Infine nelle conclusioni è presente il mio pensiero riguardante la situazione odierna dei bambini e del loro tempo dedicato al gioco libero (tempo libero).

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1. INTRODUZIONE E SCOPI DELLA TESI Nella società moderna viene dato sempre meno spazio al gioco libero all’aria aperta, alle attività motorie e a tutti i diversi campi d’esperienza a diretto contatto con la natura. Ciò non significa che sia negato al bambino di muoversi e di avere spazi e tempi per coltivare il necessario contatto con l’ambiente esterno, ma indubbiamente ciò non viene sempre percepito come priorità. Da una parte abbiamo un processo tecnologico in continua crescita, caratterizzato da giochi virtuali, individuali e statici che portano il bambino a uno stile di vita sedentario e isolato dal gruppo, dall’altra osserviamo i genitori ansiosi e iper-protettivi incapaci di accettare la presenza di un rischio nelle attività del proprio figlio. Si nota, infatti, una progressiva perdita del dinamismo tanto nell’infanzia, quanto nell’adolescenza: si tende a trascorrere interi pomeriggi a casa davanti la televisione o ai compiti (quasi sempre seduti), e questa cultura sedentaria ha ripercussioni negative sul bambino, sulla sua educazione, sul suo approccio relazionale alla realtà, sul suo sviluppo psichico e motorio e, in maniera importante, anche sulla sua salute. Lo scopo di questo mio lavoro è concentrato sull’importanza del gioco libero di quest’ultimi e i suoi molteplici motivi del declino nelle società moderne con le relative possibili soluzioni. In prima analisi ho letto un articolo riguardante i bambini norvegesi, dove s’illustra la situazione odierna in Norvegia. Essa è una nazione, come altri paesi nordici, in cui è molto sensibile l’Outdoor education, e il contatto con la natura è una forte tradizione che prende il nome di Frilustliv, letteralmente vita all’aria libera. L’articolo è abbastanza recente, pubblicato online il 22/02/2016 in un sito di riviste, scritto da Margrete Skar, Line Camilla Wold, Vegard Gundersen e Liz O’Brien. Per ciò che concerne l’Italia, non essendoci articoli e studi sul gioco libero dei bambini, ho condotto una piccola indagine statistica, per mezzo di un questionario, presso la scuola primaria G. B. Casti di Rimini. Questa mia ricerca (insieme all’articolo) riguarda i fanciulli di età compresa fra i sei e i dodici anni, ma, in particolar modo, il lavoro svolto si è concentrato su quelli di dieci-undici anni, perché è una fascia d’età in cui si frequenta la scuola elementare (meno compiti rispetto ad una scuola secondaria) ed il soggetto campionario risulta abbastanza consapevole di sé stesso, della sua volontà d’esser libero di giocare e sperimentare da solo, anche se il tutto dipende sempre da molti fattori, come sopra elencato. Il questionario da me adottato, è composto da quattordici domande a risposte multipla e da una tabella compilativa riguardante le attività svolte dal bambino nella sua giornata più libera della settimana. Le domande sono state estratte dal libro “Vite da bambini: la quotidianità dai 5 ai 13 anni” a cura di Maria Carmen Belloni. Il lavoro ha preso in considerazione i frequentanti delle classi quarte e quinte (per un totale di sei classi) che hanno compilato i questionari con l’aiuto di insegnanti e del sottoscritto. 1

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Parole chiave

outdoor education
gioco libero
tempo libero
natura
adulti protettivi

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