Strategie di distribuzione e marketing di Mamma Roma

Questa ricerca è fondata prevalentemente sullo studio approfondito di alcuni materiali presenti nel «Fondo Cineriz» e nel «Fondo Alfredo Bini» conservati presso la Biblioteca Luigi Chiarini di Roma. Integrati dall’attenta consultazione di riviste specializzate e stampa generica in attività in quel periodo. Tra tutte hanno avuto un peso più importante riviste come «Araldo dello spettacolo», «Cinemundus», «Giornale dello spettacolo», «Cinecorriere» e «Filmcritica».
Intendo cominciare la mia ricerca analizzando la società in cui Mamma Roma si evolve, operazione indispensabile per chi vuole avvicinarsi alle opere di Pasolini. Parlare di Pasolini implica l'uso di parole quali "borghesia" e "sottoproletariato" che oggi forse hanno un'aria ingiallita, ma tratteggiano il panorama in cui le sue storie si collocano e, aprendole a non troppo azzardate metafore, le ritroviamo di sfacciata attualità.
Dopo aver attraversato la società italiana del 1962, e il Pasolini dei ragazzi di vita – senza tralasciare il rapporto con la madre, che in Mamma Roma emerge prepotentemente – mi soffermerò sulla XXIII Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Kermesse in cui Mamma Roma venne presentata insieme a titoli di assoluto spessore che sono considerati oggi fondamentali nella Storia del cinema.
Nel secondo capitolo entrerò nel vivo della distribuzione, esaminando prima come si presenta la Cineriz nel panorama italiano, e il suo ruolo in esso, soffermandomi soprattutto sul trimestre Settembre/Novembre 1962 – periodo in cui Mamma Roma era nella sale italiane. Passerò poi al lato pubblicitario, di marketing, ma anche strutturale e prettamente filmico di Anna Magnani, figura inedita nel cinema di attori non-professionisti di Pasolini. Concluderò il capitolo andando a vedere dove il film è stato effettivamente distribuito e con quale successo nelle principali città italiane.
Nel capitolo finale mi occuperò dapprima di chi andava a vedere il film e di come questo è stato ricevuto. Tenendo conto delle interpretazioni diverse che possono emergere da status sociali di appartenenza lontani tra loro, e quindi della parzialità della ricostruzione. Valuterò prima le reazioni in sala, per poi uscirne all'esterno e approfondire le principali polemiche a cui la pellicola ha dovuto rispondere – prima e dopo la proiezione d’esordio – e le numerose e variegate contestazioni che da ogni occasione sembravano affiorare.
In ultimo andrò a sfogliare le opinioni della critica sulla stampa generica e su quella specializzata, confrontando l’immediata ricezione di Mamma Roma con quella postuma, e di Pasolini stesso, come cineasta e intellettuale.

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5 1 Inquadramento storico Era il Febbraio del 1962, Amintore Fanfani scioglieva il suo III governo per varare, venti giorni dopo, il suo IV. Coadiuvato da Aldo Moro formò un tripartito (DC, PSDI, PRI) che ottenne ampia fiducia alla Camera e in Senato. La presidenza della Repubblica sarà poi attribuita ad Antonio Segni solo due mesi dopo 1 . L’Italia, sperimentando quindi la collaborazione fra socialisti e democristiani, si apprestava a vivere con ottimismo il suo anno migliore - in termini di crescita finanziaria - con l’economia che si glorificava del + 8,6% rispetto al PIL precedente, un record ancora ineguagliato che spinse la popolazione a proseguire la sua immersione nel consumismo: le spese degli italiani crescono in ogni settore dell’intrattenimento 2 , negli immobili, nel tempo libero e nelle automobili. Un’opulenza che si concretava in cambiali, o meglio in “pagherò”, impegnando il reddito dei mesi a venire, e sottraendo disponibilità alle banche; un meccanismo che porterà poi alla resa dei conti con l’inflazione, e all’epilogo del sogno americano durato solo pochi anni. 1.1 Il ’62 in Italia: la rincorsa al sogno americano Il cinema cavalcava queste ambizioni, dapprima guadagnando il ruolo di principale paese importatore di film americani, superando la Germania Ovest 3 , e più vistosamente con una 1 P. GINSBORG, Storia d'Italia dal dopoguerra a oggi, Einaudi, Torino 2006. 2 Da 213 miliardi a 225. È anche il Cinema a beneficiare di queste quote, ma i risparmi vengono spesi principalmente per Tv e Sport. 3 La situazione dello spettacolo in Italia, in «Cinecorriere», a. XV n. 11-12.

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Fabrizio Sani Contatta »

Composta da 65 pagine.

 

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