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Il velo tra moda e sicurezza

Il lavoro ha come oggetto l'analisi del velo islamico nelle sue varie prospettive. Il lavoro è articolato in cinque capitoli. Nel primo capitolo sono state messe a confronto tre religioni monoteiste: l'Ebraismo, il Cristianesimo e l'Islam. Si è concluso il capitolo evidenziando che nella tradizione ebraica, cristiana ed islamica sono emersi diversi punti di contatto. Sono state approfondite diverse questioni sull'Islam. Il secondo capitolo è stato incentrato sulla conoscenza dei veli islamici più comuni e quelli meno usuali: l'hijab con le sue diverse sfumature, il niqab, il burqa, l'al amira, la shayla, la khimar, lo chador, l'abaya. È stato messo in evidenza che nel Golfo Persico esistono diverse tipologie di copricapo maschile: nel Sultanato dell'Oman si utilizza il masar. I sauditi si coprono il capo con il ghutra. Nel terzo capitolo è stato trattato il dibattito sul velo nell'Europa contemporanea. Si è parlato di come la Corte di Giustizia delle comunità europee e la Corte europea dei diritti dell'uomo, organi giurisdizionali che nascono con logiche funzionali diverse, possano giudicare sulle medesime questioni. Nel capitolo è stato fatto un breve excursus delle normative nazionali vigenti negli Stati europei, approfondendo le casistiche francesi, italiane, inglesi ed austriache. Sono stati narrati diversi casi.
Nel quarto capitolo si è discusso su come il velo stia dettando legge in termini di moda, imponendo tendenze, apportando contaminazioni ed ispirando stilisti e designer di ogni parte del mondo. I Paesi che hanno registrato un alto numero di consumatori musulmani sono gli Emirati Arabi Uniti, la Turchia, l'Indonesia, l'Arabia Saudita, l'Iran e la Nigeria, a cui vanni aggiunti i milioni di consumatori di fede islamica ormai stabilmente residenti in Europa ed in particolare in Francia, Germania, Regno Unito ed Italia. In questa sezione è stato evidenziato come la tecnologia (blog, social network e forum) ha accelerato la diffusione dell'islamic fashion soprattutto tra i giovani di seconda generazione che ostentano orgogliosamente la propria appartenenza ad un'unica comunità transnazionale. In Arabia Saudita sono molti i siti che propongono vendita di prodotti on line: Amina Al Jassim, Desert Store, Heba Jamal, Muna Abu Sulayman, Nabila Nazer, Sidra, Thana Addas, Wahat Aljalabiya. In questo capitolo si è parlato di stilisti occidentali che hanno approcciato in modo innovativo al mondo arabo. È il caso di citare Armani che nella primavera del 2015 ha proposto una pralina priva di alcool per celebrare il Ramadan. Nel quinto capitolo sono state intervistate donne di fede islamica, residenti in Italia e all'estero. Ognuna di loro portato la propria esperienza ed il proprio contributo circa l'uso del velo facendo paragoni tra il proprio Paese d'origine ed altri di fede musulmana.

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3    INTRODUZIONE Il presente lavoro ha come oggetto l’analisi del velo islamico nelle sue varie prospettive. L’interesse per l’aspetto culturale, simbolico e religioso del particolare capo di abbigliamento nasce dalla centralità che, in questi ultimi anni, l’argomento ha assunto nei luoghi di dibattito. L’opinione pubblica, talvolta, in una visione superficiale e subculturale, associa il velo all’islam, all’integralismo, agli attentati terroristici e alla sottomissione della donna all’uomo. Dopo aver consultato diverse fonti informative come articoli e libri appropriati ed effettuato numerose ricerche informatiche e cartacee, si è sentita l’esigenza di andare oltre gli schemi forniti dai mass media per provare a capire cosa c’è dietro il velo. A mio avviso, il tema del velo meriterebbe spazi molto più ampi per essere trattato con la dovuta attenzione. Pertanto in questa sede, lo scopo sarà quello di dare delle informazioni con prospettive di analisi differenti rispetto a quelle fornite dai mezzi di comunicazione di massa e più approfondite sull’argomento proponendo degli spunti di riflessione e di confronto. Il lavoro è articolato in cinque capitoli. Nel primo capitolo si metteranno a confronto tre religioni monoteiste: l’Ebraismo, il Cristianesimo e l’Islam ove sarà posto in evidenza il velo e la sua ampia diffusione in tutto il mondo; la sua diffusione nelle cultura persiana, babilonese e greca in cui ha assunto sfumature e significati differenti. Si evidenzieranno esempi di figure femminili che hanno indossato con orgoglio ed eleganza il velo, segno della loro sacralità, nobiltà e dignità sono state la “moglie del guerriero assiro”, la “matrona romana d’epoca imperiale” e la “fedele sposa dell’ebreo”. Il lavoro è circoscritto al campo storico, religioso e sociale delle tre religioni monoteiste. Di ogni culto si cercherà di capire le origini etimologiche, i vari significati simbolici e l’interpretazione data dai testi sacri al velo. Si parlerà dei vari significati simbolici attribuiti al velo nelle tre confessioni religiose. Per quanto concerne l’Islam si farà un percorso lievemente diverso poiché il velo islamico sarà il leitmotiv dell’intero lavoro. Il secondo capitolo sarà incentrato sulla conoscenza dei veli islamici più comuni e verrà data una breve rassegna di quelli meno usuali. Si vedrà che ogni velo è fortemente legato all’area di appartenenza geografica della donna, riflettendone la cultura, il momento politico e l’aspetto squisitamente religioso. Nel terzo capitolo sarà trattato il dibattito sul velo nell’Europa contemporanea. Si parlerà di come la Corte di Giustizia delle comunità europee e la Corte europea dei diritti dell’uomo, organi giurisdizionali che nascono con logiche funzionali diverse, possano giudicare sulle medesime questioni con il rischio, certamente delegittimante, di pronunciarsi in modo avverso sulla stessa fattispecie o addirittura come lo stesso Organo possa sentenziare su casi analoghi in modo

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Maria Luisa Fasulo Contatta »

Composta da 134 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 52 click dal 13/06/2018.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.