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Protocolli applicabili nella pratica anestesiologica sui primati

Informazioni tesi

  Autore: Martina Argano
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Medicina Veterinaria
  Corso: Medicina Veterinaria
  Relatore: Mitzy Mauthe von Degerfeld
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 149

Introduzione: I Primati sono animali usati da anni in Medicina Sperimentale, ma varie sono le manualità che potrebbero richiedere l’anestesia: dal posizionamento di radio-collari, allo spostamento, fino alla gestione clinica dei singoli animali, con esecuzione di visite o interventi chirurgici più complessi. Poche sono le informazioni su protocolli anestesiologici applicabili su campo.

Obiettivi: Sfruttando la casistica clinica del C.A.N.C. della Facoltà di Medicina Veterinaria di Torino, si vogliono individuare dei protocolli anestesiologici efficaci, sicuri ed affidabili, capaci di garantire un’idonea analgesia, che tengano conto della fisiologia e della natura stessa dei Primati, ma che possano anche essere applicati nel lavoro su campo.

Materiali e metodi: Oggetto di studio sono stati 13 Primati, 4 Amadriadi e 9 Macachi, sottoposti a due manualità diverse (intervento di deferentectomia ed ispezione del cavo orale) con l’utilizzo di tre protocolli anestesiologici. Per le Amadriadi sono state utilizzate Medetomidina (50 mcg/kg) e Ketamina (5 mg/kg) per l’induzione dell’anestesia, somministrate con sistema propulsivo a fiato, ed Isofluorano per il mantenimento. Al Macaco sottoposto ad intervento chirurgico sono stati somministrati 1,5 mg/kg di Tiletamina – Zolazepam per l’induzione dell’anestesia ed Isofluorano per il mantenimento. Ai Macachi sottoposti a laringoscopia, invece, è stata somministrata soltanto l’associazione Tiletamina - Zolazepam a 4,6 mg/kg. Quando utilizzata, la Medetomidina è stata antagonizzata con Atipamezolo (250 mcg/kg). Di tutti gli esemplari sono state monitorate FC e FR, mentre SpO2 e Pressione Arteriosa sono state monitorate soltanto nei pazienti sottoposti ad intervento chirurgico. Per tutti gli animali si sono annotati tempi e caratteristiche di induzione e risveglio. I dati sono stati sottoposti a statistica descrittiva.

Risultati e Considerazioni: I dosaggi somministrati, corretti in seguito a pesatura, sono stati in media di 66,65±14,46 mcg/kg di Medetomidina e 6,65±1,46 mg/kg di Ketamina per le Amadriadi e 3,63±0,8 mg/kg (range: 1,5-4,4) di Tiletamina – Zolazepam per i Macachi. L’induzione è stata rapida e tranquilla in tutti gli esemplari, con tempi medi di 1,76±0,33 min nelle Amadriadi e 1,97±0,8 min nei Macachi. La FC è stata, come prevedibile, più bassa nel gruppo a cui è stata somministrata la Medetomidina e più alta nel gruppo in cui sono stati somministrati Tiletamina e Zolazepam, senza erogazione di Isofluorano. Non si sono osservate alterazioni rilevanti dei parametri fisiologici durante le procedure il che fa, anche, supporre che si sia ottenuto un buon grado di analgesia. Il risveglio è avvenuto in tempi rapidi e spesso con una progressione di eventi simile nei diversi animali. In media sono stati necessari, in seguito al termine dell’erogazione di Isofluorano, 21,5±4,15 min per le Amadriadi e 6 min per il Macaco. Queste tempistiche sono difficilmente comparabili con quelle necessarie agli altri Macachi data la differente gestione del protocollo. Durante tutti gli interventi, comunque, non sono stati osservati effetti indesiderati di alcun tipo. I protocolli sono apparsi validi, ma si potrebbe ipotizzare di modificarli associando la Medetomidina a Tiletamina e Zolazepam, in modo da ridurre i tempi di risveglio con l’antagonista.

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4 INTRODUZIONE I Primati hanno da sempre suscitato grande interesse per l’estrema somiglianza che li accomuna al genere umano. Questa vicinanza filogenetica ha dapprima invogliato al loro studio approfondito, che ha fatto sì che, per un lungo periodo, i Primati siano stati tra gli animali più utilizzati per la sperimentazione, e successivamente, soprattutto negli ultimi anni, ha indotto le persone a riflettere sulla necessità di salvaguardarne il benessere e di conseguenza di limitarne l’utilizzo in quest’ambito. Le sembianze umane e l’estrema intelligenza, infatti, sono state in grado di suscitare grande commozione dell’opinione pubblica che si è sempre più prodigata alla difesa dei diritti di questi animali. Ne è derivato un inasprimento della normativa che odiernamente regola la sperimentazione animale (Decreto Legislativo n. 116 del 27 gennaio 1992), la quale prevede la necessità di iter piuttosto complessi prima di consentire l’intervento su queste specie. Attualmente tutte le specie di Scimmie e Proscimmie sono elencate negli allegati CITES e, quindi, la loro detenzione e vendita soggiace a norme decisamente restrittive facendo di esse animali di pregio; alcune sono detenute presso strutture espositive, altre vengono allevate come veri e propri animali da compagnia. Ne deriva, quindi, un’attenzione di tipo affettivo ed economico a cui è necessario che il Medico Veterinario sia in grado di rispondere nel momento in cui ne sia richiesto l’intervento. Cambia anche di parecchio l’approccio anestesiologico che, da pura trasposizione di tecniche umane finalizzate al successo della ricerca scientifica in atto senza, molte volte, tener in considerazione le esigenze specie specifiche del paziente in oggetto, diventa decisamente più fine, personalizzato ed in grado di garantire una gestione del dolore intra- e postoperatoria che assume crescente importanza.

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Parole chiave

anestesia
veterinaria
primati
sedazione
ketamina
animali esotici
scimmie
animali non convenzionali
animali selvatici
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