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SERIE BATTE CINEMA: quali contenuti scegliamo? Come li guardiamo? E su quali schermi?

Informazioni tesi

  Autore: Leonardo Corti
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2017-18
  Università: Accademia di Belle Arti
  Facoltà: Arti Multimediali
  Corso: Arti Multimediali
  Relatore: Flavio Lazzeri
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 73

Le serie tv sono probabilmente la forma d’arte più forte degli ultimi anni e stanno superando di gran lunga il mondo del cinema e la forma classica di narrazione. Nelle pratiche culturali del secolo scorso, il cinema è stato il terreno più fertile di dibattito artistico e una fonte di aggregazione sociale molto forte, ma nell’ultimo decennio sono le serie tv che nel nostro panorama visivo hanno creato dei fenomeni di seguito di massa, condivisi da una fetta molto più ampia di pubblico.
Il mondo della televisione è sempre stato il fratello di serie B del cinema, più popolare, ma con meno pretese artistiche. Comunque molto spesso gli artisti hanno preferito questo medium per contenuti di alto livello rispetto al cinema, di conseguenza a ciò anche il nostro concetto di serialità ha cambiato accezione in positivo, tanto che oggi non si sente quasi più una differenza di potenziale artistico trai due media.
L’ultimo colpo al mondo del cinema è stato causato invece dalle nostre abitudini. Le piattaforme on demand hanno conquistato sempre più pubblico per la facilità di fruizione e l’irriverenza dei contenuti. Il pubblico ha scoperto che ci si affeziona presto ai personaggi e diventa difficile abbandonarli dopo che ci hanno conquistato.
L’immersione che produce una serie tv si sta dimostrando sempre molto più profonda, se il cinema ci dava uno sguardo sul mondo, una finestra, per una serie tv questa definizione si addice male, i punti di vista e le finestre sono molti di più, ci si trova in un enorme edificio a vetrate.
Inoltre i tempi seriali permettono una godibilità più rilassata rispetto ad un film, si sente meno la responsabilità di dover esprimere tutto il possibile in un tempo ristretto come 90 minuti, rendendo sempre più preferibile al grande pubblico le serie, senza togliere niente alla qualità.
La pervasività delle serie è tale che spesso le serie hanno prodotto fenomeni di dipendenza mediatica al pari dei videogiochi, e la dipendenza sembra si stia accentuando a seguito delle nostre abitudine di fruizione e per la qualità dei contenuti.
Il panorama artistico è entrato a far parte delle nostre vite come una seconda pelle e forma le nostra identità e i nostri modi di vivere, così come le nostre abitudini sociali sia con i media che con le altre persone. Il nostro modo di guardare un audiovisivo è cambiato così velocemente che non ci si rende ancora conto di quali effetti stia producendo in noi, nel nostro modo di pensare e nel nostro modo di relazionarci. Quali novità ci aspettano in futuro?
Che cosa vedremo tra dieci anni sui nostri schermi?

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La specificità delle serie tv: una nuova forma d’arte 1.1 In che modo le serie tv si differenziano dal cinema? In entrambi i casi si parla di prodotti video audiovisivi, all’apparenza indistinguibili. Entrambi questi media trattano immagini in movimento. Il cinema nasce originariamente per la sala, nel corso del tempo con l’arrivo dell’home video (VHS, DVD, BLU-RAY) si è allontanato sempre più dalla proiezione per la visione a casa. Le serie invece sono create per la vendita televisiva, che oggi si è ramificata su molti tipi di piattaforme, non solamente la tv fissa in salotto, ma anche pc, tablet, smartphone. Non dobbiamo pensare che la visione di una serie sia un’esperienza legata indissolubilmente al mezzo televisivo, la predilizione per dispositivi “casalinghi” è dovuta alla facilità e comodità con cui si distribuisce. Bisogna anche ammettere che probabilmente seguire una serie al cinema farebbe uno strano effetto. Allo stesso tempo anche i produttori di film si preoccupano della distribuzione dopo i teatri e cinema, ma idealmente il luogo per cui è costruito resta la sala. Un’altra sostanziale differenza riguarda la durata della visione, un film ha una durata media dai 90 ai 180 minuti, 1

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