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Mappatura morfo-sedimentologica e classificazione degli impatti antropici presenti nelle praterie di Posidonia oceanica del Canale di Buccinara (Arcipelago di La Maddalena).

Informazioni tesi

  Autore: Myriam Stelletti
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Scienze Ambientali
  Corso: Scienze e tecnologie per l'ambiente e il territorio
  Relatore: Sandro De Muro
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 86

Gli obiettivi principali del presente lavoro di tesi contribuiscono alle conoscenze dei processi biogeomorfologici che sono alla base della formazione e della dinamica delle spiagge mediterranee. Il lavoro è stato incentrato sulla stesura di una mappa morfo-sedimentologica del Canale di Buccinara con scala 1:15.000, la quale riporta le facies sedimentarie, gli impatti antropici rilevati sul fondale e la distribuzione delle praterie di Posidonia oceanica.
Come base cartografica è stata utilizzata la carta sedimentologica inedita prodotta dal lavoro svolto sul campo dal CMGG durante le campagne oceanografiche Paleocli.ge 1999, 2000, 2001 e Mirto 2002. Le facies sedimentarie riportate sulla mappa derivano dall’analisi di dati sedimentologici granulometrici raccolti durante le stesse campagne, i quali sono stati trattati secondo le metodologie sedimentologiche standard. I dati sono stati successivamente rielaborati e raggruppati in 8 facies sedimentarie. Il rilevamento degli impatti antropici e la mappatura della distribuzione delle praterie di Posidonia oceanica sono stati effettuati attraverso l’analisi dei dati acustici del Side Scan Sonar, precedentemente raccolti durante le campagne sopracitate, trattati in ambiente GIS congiuntamente a foto aeree.
L’area oggetto di studio ha subìto un intenso sviluppo antropico concentrato prevalentemente sulle coste, provocandone un cambiamento radicale nella morfologia. Ciò ha determinato un degrado ambientale nei fondali marini delle aree portuali, commerciali e militari. Sono stati individuati, evidenziati e classificati impatti relativi all’ancoraggio, pesca a strascico, utilizzo di esplosivi e dumping. I presenti impatti si collocano sia all’interno dei posidonieti che su fondale privo di vegetazione. Di ognuno è stato quantificato in termini di numero, l’areale occupato, la frequenza e dimensione.
La pianta appartenente al genere Posidonia svolge un ruolo biogeomorfologico ed ecosistemico rilevante per i sistemi spiaggia delle coste del Mar Mediterraneo e del SW dell’Australia. Da viva svolge un’azione di contenimento del materiale terrigeno, produce sedimento biogenico e bioclastico che va ad alimentare la spiaggia e attutisce l’effetto delle onde proteggendo la spiaggia. Da morta contribuisce alla genesi delle spiagge, favorisce la capacità di risposta elastica del sistema spiaggia, smorzando il moto ondoso e fornendo una naturale difesa nei confronti dell’erosione dei litorali. Dato il diffuso declino delle praterie in tutto il Mediterraneo, per cause sia naturali che antropiche, è opportuno avere informazioni dettagliate circa la sua distribuzione in modo da comprendere al meglio i fenomeni regressivi. Nell’area oggetto di studio è stata quindi analizzata e studiata la distribuzione delle praterie in relazione ai fattori geomorfologici che controllano l’area e in relazione agli impatti antropici presenti.
Il prodotto cartografico finale è uno strumento utile ai fini della gestione delle spiagge e della pianificazione costiera: i gestori costieri, le amministrazioni comunali, provinciali e regionali possono ricavare informazioni immediate circa le aree vulnerabili che necessitano di conservazione, protezione e/o ripristino.

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15 2.1 Cenni storici sull’Arcipelago di La Maddalena I territori di La Maddalena, delle sue isole e delle coste galluresi antistanti sono frequentati dall’uomo da diverso tempo, non solo per le loro bellezze naturali, ma anche perché situate in una zona del Mediterraneo favorevole agli scambi, vista la vicinanza con la Corsica. Si hanno testimonianze già dal Neolitico, periodo al quale sono stati assegnati cronologicamente gli utensili rinvenuti nella rias di Cala Villamarina dell’isola di Santo Stefano e all’interno di un tafone nell’isola di Spargi. Le isole dell’Arcipelago furono successivamente frequentate dall’età Nuragica fino ai Romani, i quali chiamavano le isole “Insulae Cunicularie” (da Plinio il Vecchio nel “Naturalis Historia”) o “Ilva” (secondo Tolomeo), e successivamente “Fussa”, “Bucina”, e isola “Bicinara”. Fu solo grazie al geografo Gian Francesco Fara, in epoca rinascimentale, che si consolidò la denominazione di “Magdalena” che si trasformò poi in “Maddalena” da Alberto della Marmora. I primi abitanti stabili delle isole pare furono un gruppo di eremiti sotto l’ordine di San Benedetto che vivevano in un monastero a Budelli dal 1198, anche se, però, non è mai stata documentata con certezza l’esistenza del monastero. Per avere notizie certe di una nuova presenza stabile nell’Arcipelago bisogna attendere fino alla seconda metà del ‘600 quando un piccolo gruppo di pastori si trasferì dalla Corsica andando a risiedere principalmente nella zona interna di La Maddalena, a Caprera e a Budelli. Il viceré di Sardegna Roèro, Ercole Tommaso, marchese di Cortanze, rivolgeva alle isole denominate in quel periodo “Intermedie”, il timore che i pastori corsi potessero appropriarsene. Allo stesso tempo, poiché i pastori facevano ritorno in Corsica per registrare le nascite e per pagare i tributi, alla Repubblica di Genova (che controllava la Corsica) poteva sorgere una pretesa di sovranità sull’Arcipelago. Il 14 ottobre del 1767, il viceré della Sardegna conte Vittorio Lodovico d’Hallot Des Hayes inviò così una spedizione militare nell’Arcipelago di La Maddalena allo scopo di avere un maggior controllo della zona, soprattutto sul traffico illecito di grano e carni che tra le isole e la Corsica si era instaurato, ma anche sulle frequenti visite dei pirati barbareschi nonchè sui francesi. Furono quindi costruiti i primi fortini a Santo Stefano, Guardia Vecchia, Tegge, Punta Rossa e Punta Sardegna. In risposta la Francia (poco dopo aver conquistato la Corsica) inviò nell’Arcipelago il 22 febbraio del 1793 una flotta francese capitanata dal giovane Napoleone Bonaparte, la quale però dopo soli quattro giorni dovette ritirarsi grazie all’insorgere

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Parole chiave

impatti antropici
posidonia ocenica
parco nazionale dell'arcipelago di la maddalena

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