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Il trattamento psicoeducativo nell'autismo: Denver Model e ABA a confronto

Informazioni tesi

  Autore: Paola Vitali
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2016-17
  Università: Università Telematica Guglielmo Marconi
  Facoltà: Pedagogia
  Corso: Scienze dell'Educazione
  Relatore: Italia Amati
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 243

L’autismo è una sindrome attualmente definita Disturbo dello Spettro Autistico (DSA), a causa della complessità e delle molteplici manifestazioni che la caratterizzano. È uno dei disturbi più analizzati, fra quelli dell'età evolutiva. Gli studi hanno avuto origine fin dal secolo scorso e, nonostante siano passati decenni da allora, ancora oggi risultano esserci molti interrogativi sull’eziologia del disturbo e sul tipo di intervento terapeutico più efficace. Si è scelto quindi di compiere una ricerca bibliografica approfondita sull’autismo e su quelli che oggi sono due dei trattamenti psicoeducativi più conosciuti a esso rivolti: l’ABA e il Denver Model. Il lavoro di tesi parte da un interrogativo di base, rivolto a definire se e come sia possibile offrire alle persone con DSA un aiuto concreto nelle problematiche che il loro essere neurodiverse comporta. Pertanto, si esaminano i due metodi presi in considerazione e si analizzano quelle che, attualmente, sono le raccomandazioni della comunità scientifica, riguardo l’intervento più idoneo per l’autismo e per le disabilità ad esso correlate. L’elaborato si suddivide in cinque capitoli.
Nel primo capitolo si affrontano i Disturbi dello Spettro Autistico, con un breve excursus storico sugli studi, sulle ricerche e sull’evoluzione dei criteri diagnostici. Si esaminano le classificazioni nosografiche oggi in uso (DSM-V e ICD-10), con i relativi criteri diagnostici stabiliti per i DSA e infine si analizzano i dati relativi all’epidemiologia e all’eziologia della sindrome.
Nel secondo capitolo si approfondisce il percorso diagnostico, primo step del percorso abilitativo, a cui segue l’attuazione del progetto terapeutico. Si esaminano le Linee Guida adottate in Italia e si analizzano le indicazioni che sono offerte, sotto forma di Raccomandazioni, riguardo al trattamento in senso più ampio e poi nello specifico si esaminano i dati riferiti all’ABA e al Denver Model.
Nel terzo e nel quarto capitolo, rispettivamente, si compie un’analisi approfondita sull’ABA (Applied Behavioral Analysis) e sul Denver Model, analizzando le origini delle metodologie di trattamento in un’ottica storiografica, i loro fondamenti, le loro tecniche, le modalità di somministrazione ed infine la loro efficacia, considerando quanto emerge dalle Linee Guida nazionali, dalla letteratura e anche dalle testimonianze di famiglie di bambini con DSA, che sperimentano i vari tipi di intervento, ricercando per i propri figli cure e sostegno.
Nel quinto capitolo si esaminano in maniera approfondita i testi e i documenti ufficiali di riferimento che, ad oggi, offrono una panoramica esaustiva sui trattamenti per l’autismo e soprattutto determinano, in base ai criteri dell’evidenza scientifica, quali di essi siano più o meno raccomandati. E sono i testi sui quali si basa un’analisi comparativa fra i due metodi d’ intervento presi in esame: Denver Model e ABA.
Al termine del lavoro di ricerca, nelle conclusioni, si effettua una riflessione finale. Riflessione che evidenzia che per l’autismo, non esiste oggi, purtroppo, né prevenzione né cura. È un disturbo sul quale attualmente si può intervenire solo attraverso prese in carico globali, attuate con percorsi individualizzati che offrano sostegno e integrazione al soggetto e supporto alla sua famiglia. L’ABA e il Denver Model non si possono considerare come trattamenti di minore o di maggiore efficacia, né rispetto ad altri né tra di loro. Per l’autismo attualmente risulta che non esista farmaco, terapia o trattamento che possa guarire il soggetto che ne è affetto. Esistono però interventi che, come l’ABA o il Denver Model, possono essere attuati in base alle singole realtà e con programmi individualizzati, offrendo opportunità di crescita, per la conquista di abilità e competenze indispensabili ai processi di sviluppo e di integrazione.

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123 CAPITOLO IV IL DENVER MODEL «[...] Denver Model at the University of Colorado Health Sciences Center. Il modello sostenuto da Sally Rogers utilizza strategie che rientrano nell’ “approccio evolutivo”. In particolare, viene enfatizzato il ruolo del gioco, inteso come modalità di apprendimento». 161 4.1 Premessa Le Linee Guida della SINPIA, inseriscono il Denver Model fra le strategie ad approccio evolutivo, 162 distinguendo queste modalità d’intervento da quelle di tipo comportamentale, che traggono le loro origini dall’ABA di Lovaas. La SINPIA contrappone i metodi ad approccio evolutivo a quelli comportamentali e descrive tali approcci in questo modo: 161 SINPIA, Società Italiana di Neuropsichatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza, Linee guida per l’autismo, Trento, Ed. Erickson, 2005, p. 79. 162 Ibidem, p. 77 (“I modelli, che fanno riferimento a tali approcci sono il“Denver Model at the University of Colorado” (Rogers et al., 2000), il “Heath Sciences Center Developmental Intervention Model at The George Washington University School of Medicine” (Greenspan et al., 1999) e la “Thérapie d’Echange et de Développement (TED) de l’Université François Rabelais, CHU de Tours” (Lelord et al., 1978; Barthélèmy et al., 1995)”.

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Parole chiave

educazione
autismo
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