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L'Alto Veliero oltre lo Stretto: la letteratura della Sicilia oltre le strettoie dell'esistente.

Informazioni tesi

  Autore: Antonina D'Alcamo
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Palermo
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lettere
  Relatore: Laura Restuccia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 80

Questa tesina intende parlare della Sicilia, di come è stata vista e rappresentata da alcuni dei suoi più importanti autori e, nel contempo, si propone di tracciare una sorta di topografia, non solo culturale, dell'Isola. A partire da questo dato eminentemente letterario si vorrebbe pure dare qualche riflessione sulla questione dell'identità siciliana. Chi arriva in Sicilia, infatti, viene subito aggredito da una sensazione di violenza. Violenza di iscrizioni murali, di un cielo troppo azzurro, quando è azzurro. Ma violenza anzitutto di secoli di sole e di un'eternità di polvere, e anche dello scirocco, vento che stringe in una morsa di fuoco mentre ricopre di sabbia tetti, strade e automobili. Anche lo scirocco - aggiunge Sciascia malinconico – è una dimensione della Sicilia.

Tutta l'opera degli scrittori siciliani è pregna della realtà siciliana, ora intesa come luogo della non-ragione, ora come laboratorio dove si fanno tutti gli esperimenti, anche i peggiori, ora come teatro di un eterno mal governo e come banco di prova del potere; gli autori si propongono di ricollegare la Sicilia al mondo intero, di tradurre la sua realtà di 'mondo a sé stante', la sua centralità, e la sua stessa universalità. La storia evidentemente è stata matrigna per noi gente del Sud. Per questo la posizione d'estraneità e abbandono nichilistico non convince, non esonera dalla necessità di fare i conti con la storia, con la convinzione, forse non vera e per questo rimproverata a Sciascia, che 'la verità è semplice'. Per fortuna i nostri autori non dimenticheranno, ne siamo certi, di essere figli dell'Illuminismo e, nel vivere le loro 'esperienze visive ed emozionali', non mancheranno di offrire un'ulteriore sollecitazione ad approfondire la qualità culturale degli spazi nella loro peculiarità, non solo naturalistica.

Il lettore ideale di queste pagine sarà allora il viandante che cerca di afferrare l'anima dei luoghi, che ama vagabondare e indugiare assaporando gli aspetti poco noti, il respiro segreto, l'atmosfera irripetibile. È allora necessario andare senza fretta, assecondando il desiderio di deviare e sostare, di prendere possesso dello spazio e del suo significato in maniera graduale. È certo comunque che da qualunque luogo dell'Isola cominci il giro, è alla qualità della luce, all'intensità dell'azzurro del cielo e del mare che si guarderà subito con ammirazione: a quel cielo e a quel mare, 'miracolosamente resistenti agli insulti della chimica', guarda anche Bufalino, per ritrovare l'aspetto duraturo dell'isola, proprio mentre ne mette a nudo le due anime, le due voci alterne che in essa convivono:

È come se, navigando fra Scilla e Cariddi, sul solco della nave due sirene affiorassero e vi tentassero con due lusinghe contrarie: una celeste, che parla di gelsomini d'Arabia, letizie di luna, spiagge simili a guance dorate; l'altra scura, infera, con mezzogiorni ciechi a picco sulle terrazze e sangue che s'asciuga adagio ai piedi di un vecchio ulivo.

Chiave interessante questa per capire l'identità plurale dell'Isola, per conoscere la 'difficile anagrafe' dei Siciliani, il sentimento profondo che questi nutrono per la loro casa.

Si tratterà, a questo punto, non tanto di vedere con gli occhi, quanto di ritrovare, attraverso il ricordo un luogo vivo per forza di scrittura. È qui che la Sicilia svelerà la parte più intima di sé, scoprirà le sue corde più sensibili, e perché ciò accada richiederà in chi le si accosta, come direbbe Sciascia, 'simpatia e conoscenza'.

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3 1 Cfr. N. Tedesco, L’Alto veliero oltre lo Stretto: la poesia oltre le strettoie dell’esistenza, in ID., L’isola impareggiabile-Significati e forme del mito in Quasimodo , Palermo, Flaccovio, 2002, p. 141 2 A. Calabrò, L’identità siciliana e la lezione di Camilleri in AA.VV., Il caso Camilleri – Letteratura e storia , Palermo, Sellerio, 2004, p. 31 3 Cfr. L. Sciascia, La Sicilia come metafora , intervista di M. Padovani, Milano, Mondadori, 1979, p. VII 4 Cfr. ibid. , p. VII Intr oduz i one Que sta te sina inte nde pa rla re de lla Sic ilia , di c ome è sta ta vista e ra ppre se nta ta da a lc uni de i suoi più importa nti a utori e , ne l c onte mpo, c ome già dic hia ra il titolo ste sso, pre so a pre stito da lla pe nna de l prof. Na ta le T e de sc o, si propone di tra c c ia re una sorta di topogra fia , non solo c ultura le , de ll’Isola 1 . A pa rtire da que sto da to e mine nte me nte le tte ra rio si vorre bbe pure da re qua lc he rifle ssione sulla que stione de ll’ide ntità sic ilia na : c ome be n sc rive Antonio C a la brò «È una que stione –l’ide ntità - c he a ppa ssiona moltissimo noi Sic ilia ni, forse più di qua nto non suc c e da a gli a bita nti di a ltre re gioni ita lia ne . C on pa ssione . C on ostina z ione . C on un c e rto e c c e sso d’e nfa si, pe rsino. […] Que stioni da te mpo pe rso? Ve ra e propria ‘va nita s’? » 2 . C hi a rriva in Sic ilia , infa tti, vie ne subito a ggre dito da una se nsa z ione di viole nz a . Viole nz a di isc riz ioni mura li, di un c ie lo troppo a z z urro, qua ndo è a z z urro. Ma viole nz a a nz itutto di se c oli di sole e di un’e te rnità di polve re , e a nc he de llo sc iroc c o, ve nto c he stringe in una morsa di fuoc o me ntre ric opre di sa bbia te tti, stra de e a utomobili. Anc he lo sc iroc c o - a ggiunge Sc ia sc ia ma linc onic o – è una dime nsione de lla Sic ilia 3 . In Sic ilia c i si se nte a ll’e stre mo limite de l mondo: a ppe na pa ssa to lo stre tto di Me ssina il tre no iniz ia a sussulta re sulle rota ie dive nute troppo stre tte , la ve loc ità diminuisc e , i villa ggi di c a se tte a ra be , c ubic he , se nz a te tto pa rla no da sole di spe c ula z ione e diliz ia . ‘E stra ne ità ’ de lla Sic ilia da l volto a ra bo, da i me rc a ti a ra bi, da lle c hie se ba roc c he e da i pa la z z i spa gnole ggia nti. ‘E stra ne ità ’ de lla Sic ilia , dove si è in gra do di ‘c a mmina re la tino’, di ma rc ia re diritto. E dove la ma fia svolge a nc he il c ompito de lla poliz ia ; e stra ne ità infine di que sto ‘mondo tota le ’ c he è la Sic ilia : isola a utogove rna nte si, c on una propria a utonomia c ultura le , de lle risorse pe c ulia ri, c on i suoi c ostumi e i suoi sc rittori: T oma si di L a mpe dusa , B ra nc a ti, Sc ia sc ia , e tc . 4 .

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Parole chiave

identità siciliana
sicilia metafora
la sicilia e il mondo
sicilia isola plurale
abbandono nichilistico
letteratura della sicilia

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