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DOPPIAGGIO O SOTTOTITOLAZIONE - Una scelta nell'apprendimento delle lingue straniere

Informazioni tesi

Autore: MARINA SCOPPETTA
Tipo: Laurea liv.I
Anno: 2015-16
Università: Università degli Studi di Perugia
Facoltà: Lingue e Letterature Straniere
Corso: Lingue e letterature straniere
Relatore: Roberta Mastrofini
Lingua: Italiano
Num. pagine: 55

Abbiamo raccontato una storia italiana che comincia negli anni Trenta con la diffusione di una novità tecnica di fronte alla quale, come sempre, l’Italia risulta impreparata.

In questo caso, fu l’avvento del sonoro nel cinema, e abbiamo visto come già nel 1932, brillantemente, si riuscì a colmare i ritardi e a sviluppare un’industria, quella del doppiaggio, che ha caratterizzato la fruizione dei film da parte del nostro pubblico.

È stata l’importanza del mercato italiano per l’industria cinematografica statunitense a far nascere il doppiaggio, diventato poi un mezzo per affezionarci alle grandi star di Hollywood, e anche uno strumento molto utilizzato dagli stessi registi italiani per migliorare la recitazione degli attori. Ma siccome, per fortuna, i tempi cambiano, e dopo ottantasei anni il mondo non è più lo stesso, oggi è globale e quindi più piccolo, lo stesso pubblico italiano è diventato molto più esigente ed acculturato.

Da almeno una decina di anni, in Italia, due fenomeni procedono in parallelo. Il doppiaggio, per ragioni industriali, è sempre più raffazzonato e perde qualità e cresce la consapevolezza che si può scegliere certamente di vedere un film doppiato, ma che si sta vedendo un film diverso da quello voluto dal regista. In altre parole, cresce la consapevolezza che un’opera d’arte ha una sua integrità e non può essere alterata da altri; aumenta la sensibilità culturale di capire la differenza tra una riproduzione della Gioconda a Roma e l'originale al Louvre, che non è la stessa cosa ascoltare Bruce Springsteen alla radio invece che vederlo live al Circo Massimo.

Accertato il presupposto che quando parliamo di un film in lingua originale e uno doppiato stiamo parlando di due cose differenti, si può stare a discutere all'infinito dei pro e i contro di entrambe le soluzioni. La fruizione del film è soggettiva, varia da persona a persona per mille motivi; insomma, nessuno godrà dello stesso film allo stesso modo, e su questo il regista non può avere nessun controllo. La cosa più saggia sarebbe, perciò, quella di far scegliere agli spettatori come vedere un film, doppiato o sottotitolato. Ma se la corporazione dei doppiatori italiani non consente che una metropoli come Roma abbia
almeno un quarto delle cento sale di Parigi dove si proiettano le versioni originali dei film, il dibattito è destinato a continuare.

Il doppiaggio dei film stranieri è un albero che sta dentro una foresta che nell’ultima parte del nostro lavoro abbiamo tentato di guardare dall’alto. Un Paese come l’Italia con un grande mercato ci ha abituato alla traduzione non solo dei film, ma di qualsiasi cosa, dai libri sino alle istruzioni per l’uso di qualsiasi oggetto. Non avvertivamo fino a qualche tempo fa la necessità che la globalizzazione ci ha imposto, saper parlare una seconda lingua per comunicare con il mondo. Ciò che Paesi molto più piccoli, come la Finlandia, hanno capito tanto tempo fa e che non a caso ha consentito loro di diventare più ricchi e più istruiti.

Abbandonare il doppiaggio dei film, o comunque limitarlo, potrebbe essere il segnale importante che anche l’Italia ha individuato un problema vero e che intende risolverlo non a chiacchiere ma con azioni concrete. Certo, per parlare una lingua straniera, non basta vedere tanti film in lingua originale, sarebbe semplicistico, ma da qualche parte bisogna pur cominciare. A condizione che parlare una seconda lingua nel 2016 sia considerata una grande opportunità soprattutto per i nostri giovani in cerca di un lavoro dignitoso là dove si trova. Se, al contrario, decidiamo o abbiamo deciso che questo è un problema secondario o piccolo, andiamo avanti così, con la forza dell'abitudine. Da parte mia, ho cercato di lanciare un sassolino nello stagno.

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1 Introduzione Lo scopo primario del doppiaggio è riprodurre il parlato di un film in una lingua diversa, favorendo la circolazione di un prodotto cinematografico al di là dei confini nazionali. Il doppiaggio si è affermato come unico sistema in grado di risolvere il problema della comprensione universale del linguaggio filmico dopo l’avvento del sonoro 1 . È la procedura di traduzione audiovisiva più nota e diffusa in Italia, Francia, Gran Bretagna, Spagna e in Paesi germanofoni come Austria, Germania e Svizzera. Come vedremo, dagli anni Trenta ad oggi l’industria del doppiaggio italiano si è tanto evoluta da sfornare una scuola di doppiatori professionisti che hanno saputo creare il nostro immaginario: ci siamo affezionati a Robert De Niro, Marlon Brando o Woody Allen anche grazie alle loro voci italiane. Ad un certo punto, con la crisi e con la crescente irruzione nel “doppiaggese” di dialetti e registri popolari, la qualità è venuta meno e gli amanti del cinema hanno cominciato a manifestare un disagio sempre più grande. Autori, registi di culto che creano vere e proprie opere d’arte, vengono traditi, per sciatteria, fretta o arroganza. Finanche i titoli dei film vengono storpiati, vizio che viene da lontano. Stagecoach (Diligenza) di John Ford divenne Ombre rosse e lo stesso Ford non ha mai capito perché. Con il mondo globalizzato e la diffusione tra i giovani dell’esperanto della lingua inglese diviene sempre più incomprensibile per quale motivo nella capitale d’Italia un solo cinema su 300 proietti film in lingua originale, mentre a Parigi le sale sono cento. La lobby familista dei doppiatori italiani difende il proprio ruolo e fortilizio, naturalmente in nome del pubblico che non amerebbe i sottotitoli. Ma forse molto semplicemente sarebbe il pubblico a dover scegliere, se ne avesse la possibilità. I film in lingua originale non tutelerebbero soltanto l’integrità di un’opera d’arte o dell’ingegno. Consentirebbero di mandare un segnale importante all’esterno, vale a dire che l’Italia, invece di 1 Storia del doppiaggio, http://www.studioenterprise.it/storia_doppiaggio.htm.

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doppiaggio
traduzione adattamento cinematografico

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