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Stanley Donwood - Tecniche e Metodi

Informazioni tesi

  Autore: Nataliya Atanasova
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: DAMS
  Corso: Dams - Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo
  Relatore: Livio Billo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 62

Oltre alla sua veste di artista visivo contemporaneo, Stanley Donwood è anche scrittore di brevi storie di fiction di gusto suspence, spesso lasciate finire in inquetanti opened endings. Fino ad ora, su richiesta di committenti di importanti riviste britanniche di letteratura, l'artista ha pubblicato di proprio nome due libri di storie brevi: "Slowly Downward" nel 2005, e nel 2007 "Household Worms", che girano intorno alla figura dell’ uomo di carattere insicuro e insoddisfatto, spesso vittima della propria coscienza, tipico della nostra attuale società, dove egli si trova dibattuto fra disperazione, disoccupazione, sogni mai realizzati, e influenzato dalle dubbiose e incerte informazioni sul mondo che lo circonda.
I lavori intorno ai libri non si limitano a fare di Stanley uno scrittore, ma proseguono anche nei lavori fuori, al loro esterno - sulle copertine, e non solo le sue, ma anche di numerosi altri libri e romanzi, fra cui spicca anche l'ultima edizione de "L’isola del Tesoro" di Robert Louis Stevenson.
L'artista britannico non è estraneo nemmeno al mondo virtuale, in quanto egli gestisce di persona il proprio sito ufficiale, come il maggior centro informativo che dà notizie sulle ultime opere messe in circolazione dalla propria fabbrica: la "Slowly Downward Manufactory", e sull'avventura esecutiva delle opere più famose.
Dal 2006, Donwood cominciò a pubblicare sul proprio sito, ogni qualvolta sull'orizzonte si avvicinasse il progetto per una nuova mostra o evento, una pagina di giornale (scaricabile in versione PDF per i collezionisti), nel quale mostrava in anteprima alcuni dei nuovi lavori impegnati nella mostra, il tema e le tecniche di esecuzione che usava come medium conduttore, per far fluire al meglio il proprio messaggio per l'intera durata del evento.
Sulla tradizione dei giornali e della loro facile fruizione nel mondo informativo, si tenne, nel 2011 anche la promozione dell'ultimo album dei Radiohead, "The King Of Limbs", grazie ad un giornale distribuito gratuitamente nelle più importanti capitali europee dallo stesso artista e dal cantante del gruppo inglese. Il giornale venne intitolato: ''The Universal Sigh'' e aveva la funzione non solo di annunciare la nascita del nuovo album dei Radiohead, ma anche di far fluire la notizia, su un supporto tattile e in grado di dissolversi da solo nel tempo, dopo che non si aveva più bisogno di esso.
Il problema ambientale è infatti una delle maggiori preoccupazioni dell'artista, e i suoi metodi e temi di lavoro rispettano sempre le condizioni di lasciare la minor traccia possibile, in modo da non danneggiare l'ecosistema.
Un altro tema, molto amato dall'artista, legato anch'esso alla tematica del Climate Change, è quello relativo al ruolo delle istituzioni e dalla loro funzione nel mondo attuale: concerne la problematica della sicurezza, del dovere e delle indicazioni da seguire, messe a punto da forze governatrici spesso invisibili, ma di forte impatto sui nostri destini.
Nei paesaggi immaginari dell'artista sono sempre presenti delle formule rassicuranti come il listino delle indicazioni, suggerimenti precauzionali, istruzioni per l'uso o segni di indicazioni di percorso: niente che un uomo normale, colto magari nell’atto di scappare da un disastro spaventoso, non farebbe per salvare la propria vita.
Donwood prende in esame le abitudini quotidiane di tutti noi da una parte, ci fa vedere ciò che fa parte della nostra coscienza e mente collettiva, e dall'altra lo sconvolge senza pietà e senza il minimo preavviso.
Nel 2004 Donwood si ritrova ad essere spettatore diretto di una disastrosa alluvione a Cornwall, Inghilterra, e da quel momento in avanti il suo linguaggio rappresentativo cambia radicalmente da quello precedente e più rassicurante, in cui lo spettatore era, per così dire, “avvisato e mezzo salvato”. Da un momento all'altro, lo spettatore è coinvolto e travolto, trascinato senza scampo da onde gigantesche che arrivano ad affondare la nostra abituale visione del mondo. Banchieri e politici scappano insieme a noi dal disastro, e nemmeno le più grandi forze dell’autorità, del passato e del presente, sono più in grado di fermare il flusso travolgente.
Di fronte agli immaginari apocalittici in cui ci immergeremo, troveremo alcune ancore di salvataggio, nelle ultime invenzioni tecnico-scientifiche, ma quello che ci riporterà di nuovo in superficie non avrà bisogno di elettricità e di precisione tecnica, perché ci sarà portato dalle tradizioni migliori dell’immaginario del passato.
Questo sarà il modo in cui Stanley Donwood ci aiuterà a ritrovare le coordinate precise del nostro presente.

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4 # PREMESSA SULL'ARTISTA Stanley Donwood, pseudonimo di Dan Rickwood, autore di lavori potenti, fa parte della generazione di artisti più influenti ed innovativi del giorno d’oggi, per quanto egli sia tanto schivo e riservato che non se ne conosce nemmeno con sicurezza la reale data di nascita, che probabilmente è il 1968. Nato nell'Essex in Gran Bretagna, appena lasciata la sua città natale per frequentare la Exeter University, si mise a lavorare come lavapiatti in un piccolo ristorante, che adesso viene usato da sfondo importante e suggestivo in alcune delle sue storie brevi, pubblicate nel libro intitolato Slowly Downward del 2005. Dopo l'esperienza passata per alcuni anni nel ristorante, le sue esperienze lavorative crebbero in numero e varietà: divenne addetto alle consegne in un ufficio postale, curatore forestale, artista di graffiti, e infine lavorò come vigile del fuoco. Attorno a questo periodo, iniziò a lavorare sulle copertine della band inglese Radiohead e nel 2006 fondò una propria casa discografica per talenti emergenti, di nome "Six Inch Records" - dietro il quale si nascondono misteri di gusto numerologico. Molte delle sue ultime opere d'arte, in realtà, celano significati profondi attorno alla mistica della numerologia, e si rispecchiano solitamente nei valori dei prezzi e delle misure delle sue opere. Oltre alla sua veste di artista visivo contemporaneo, Stanley Donwood porta la veste anche di scrittore di brevi fiction di gusto suspence, spesso lasciate finire in inquietanti opened endings. Fino ad ora, su richiesta di committenti di importanti riviste britanniche di letteratura, l'artista ha pubblicato di proprio nome due libri di storie brevi: Slowly Downward nel 2005, e nel 2007 Household Worms, che girano intorno alla figura dell’ uomo di carattere insicuro e insoddisfatto, spesso vittima della propria coscienza, tipico della nostra attuale società, dove egli si trova dibattuto fra disperazione, disoccupazione, sogni mai realizzati, e influenzato dalle dubbiose e incerte informazioni sul mondo che lo circonda. I lavori intorno ai libri non si limitano a fare di Stanley uno scrittore, ma proseguono anche nei lavori fuori, al loro esterno- sulle copertine, e non solo le sue, ma anche di numerosi altri libri e romanzi, fra cui spicca anche l'ultima edizione de "L’isola del Tesoro" di Robert Louis Stevenson. L'artista britannico non è estraneo nemmeno al mondo virtuale, in quanto egli gestisce di persona il proprio sito ufficiale, come il maggior centro informativo che dà notizie sulle ultime opere messe in circolazione dalla propria fabbrica: la "Slowly Downward Manufactory'', e sull'avventura esecutiva delle opere più famose. Dal 2006, Donwood cominciò a pubblicare sul proprio sito, ogni qualvolta sull'orizzonte si avvicinasse il progetto per una nuova mostra o evento, una pagina di giornale (scaricabile in versione PDF per i collezionisti), nel quale mostrava in anteprima alcuni dei nuovi lavori impegnati nella mostra, il tema e le tecniche di esecuzione che usava come medium

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