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L'effetto della riforma Pac 2014-2020 sulle superfici agrarie in Italia

Informazioni tesi

  Autore: Alessandro Vanzaghi
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Agraria
  Corso: Scienze e tecnologie agrarie, agroalimentari e forestali
  Relatore: Roberto Pretolani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 47

Dagli anni ’80 la PAC (Politica Agricola Comune) è stata soggetta ad una serie di riforme di cui l’ultima è stata la Riforma PAC 2014-2020, approvata nel 2013 in co-decisione tra Parlamento e Consiglio dei Ministri e introdotta nel 2014.

Una delle novità più importanti portate dalla riforma è stata la suddivisione dei pagamenti diretti in sette differenti tipologie. Tra questi sostegni, particolare importanza viene attribuita al greening, che rappresenta il 30% del massimale nazionale ed è dipendente dal rispetto di alcune pratiche benefiche per il clima e per l’ambiente. Esse sono: il mantenimento dei prati permanenti, la diversificazione colturale e l’istituzione di aree di interesse ecologico (EFA).

Il greening, insieme al pagamento accoppiato, ha portato conseguenze importanti sulle produzioni agricole italiane e questo studio si è posto, in particolare, l’obiettivo di indagare circa gli spostamenti delle superfici dei seminativi avvenuti in seguito all’introduzione della riforma.

A questo scopo sono stati utilizzati i dati forniti dal database dell’ISTAT riferiti a diverse colture rientranti nei gruppi dei seminativi interessati dalla riforma, ovvero: cereali, leguminose, colture industriali e foraggere temporanee.
Attraverso una serie di elaborazioni, si sono ottenuti i dati relativi a produzioni, superfici e rese per tutti gli anni tra il 2010 ed il 2017 che sono stati poi raggruppati per essere analizzati a livello nazionale, a livello di macro aree e a livello regionale.

Dalle varie analisi effettuate per questi dati è risultato che, in seguito all’introduzione della riforma, le superfici coltivate a cereali hanno subito un notevole calo, cui ha contribuito soprattutto il mais nelle regioni settentrionali. Al contrario, le leguminose, principalmente grazie al cece e alla fava da granella, presentano valori sempre crescenti dal 2015 in tutte le macro aree italiane. Questo risultato positivo è dovuto, più che al contributo accoppiato, alle pratiche del greening. Anche le foraggere temporanee presentano per lo più trend crescenti, nonostante un netto calo generale al sud nel 2017, mentre è stato rilevato un marcato aumento delle colture industriali solamente al nord, grazie alla soia, la coltura su cui ha maggiormente influito il pagamento accoppiato della nuova riforma.

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1 RIASSUNTO Dagli anni ’80 la PAC (Politica Agricola Comune) è stata soggetta ad una serie di riforme di cui l’ultima è stata la Riforma Pac 2014-2020, approvata nel 2013 in co-decisione tra Parlamento e Consiglio dei Ministri e introdotta nel 2014. Una delle novità più importanti portate dalla riforma è stata la suddivisione dei pagamenti diretti in sette differenti tipologie. Tra questi sostegni, particolare importanza viene attribuita al greening, che rappresenta il 30% del massimale nazionale ed è dipendente dal rispetto di alcune pratiche benefiche per il clima e per l’ambiente. Esse sono: il mantenimento dei prati permanenti, la diversificazione colturale e l’istituzione di aree di interesse ecologico (EFA). Il greening, insieme al pagamento accoppiato, ha portato conseguenze importanti sulle produzioni agricole italiane e questo studio si è posto, in particolare, l’obiettivo di indagare circa gli spostamenti delle superfici dei seminativi avvenuti in seguito all’introduzione della riforma. A questo scopo sono stati utilizzati i dati forniti dal database dell’ISTAT riferiti a diverse colture rientranti nei gruppi dei seminativi interessati dalla riforma, ovvero: cereali, leguminose, colture industriali e foraggere temporanee. Attraverso una serie di elaborazioni, si sono ottenuti i dati relativi a produzioni, superfici e rese per tutti gli anni tra il 2010 ed il 2017 che sono stati poi raggruppati per essere analizzati a livello nazionale, a livello di macro aree e a livello regionale. Dalle varie analisi effettuate per questi dati è risultato che, in seguito all’introduzione della riforma, le superfici coltivate a cereali hanno subito un notevole calo, cui ha contribuito soprattutto il mais nelle regioni settentrionali. Al contrario, le leguminose, principalmente grazie al cece e alla fava da granella, presentano valori sempre crescenti dal 2015 in tutte le macro aree italiane. Questo risultato positivo è dovuto, più che al contributo accoppiato, alle pratiche del greening. Anche le foraggere temporanee presentano per lo

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