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Mass media e panico morale: percezione e rappresentazione dell'insicurezza in una società del rischio

Informazioni tesi

  Autore: Andrea Caddeo
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Magistero
  Corso: Scienze e tecniche psicologiche
  Relatore: Matteo Valdes
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 65

Sono stato da sempre interessato e affascinato dal mondo dei mass media e della loro potente comunicazione: l’esperienza ormai insegna come tutti gli ambiti della vita siano sempre più intrisi di informazione proveniente proprio da questi strumenti, specialmente negli ultimi anni; e risulta interessante con quanta rapidità e semplicità essi si trasformino per essere alla portata di tutti, cercando di soddisfare un bisogno essenziale dell’uomo di conoscere il mondo che lo circonda, e dunque un bisogno di informazione e di conoscenza sempre più richiesto. La società è caratterizzata dalla presenza di un insieme di individui che vivono collettivamente all’interno di uno stesso ambiente, non solo fisico, ma specialmente simbolico, che costituisce il patrimonio comune di un gruppo. Quest’ultimo ambiente simbolico, oggigiorno, è continuamente forgiato dalla presenza e dall’utilizzo che l’individuo fa dei mass media. Infatti il grado in cui i differenti media sono venuti a frapporsi tra noi e l’esperienza del mondo fuori dalla nostra osservazione diretta è stato da sempre il punto principale delle analisi teoriche sviluppate sin dal passato.
Il presente elaborato ha il compito di descrivere e portare all’attenzione del lettore un fenomeno che da sempre, o meglio dallo scorso secolo, affascina gli studiosi che si occupano specialmente della società e dell’analisi di tutte quelle che sono le colonne portanti del sistema sociale, di cui ogni individuo fa parte; un fenomeno legato proprio a una di queste colonne, ovvero il sistema mediatico (anche definito come “sistema di comunicazioni mediali” o “comunicazioni di massa”), che dall’inizio del 1900 occupa un ruolo rilevante all’interno della società, provocando una serie di effetti e collaborando ormai all’unisono con tutti gli altri ambiti specifici di una data società, quali famiglia, scuola, politica e varie istituzioni. Mi focalizzerò proprio su questo particolare sistema di comunicazione e informazione e sugli effetti (non di tipo comportamentale, ma emotivi) verso il pubblico: più specificatamente sulla relazione tra la rappresentazione di notizie legate all’insicurezza che i mass media offrono al pubblico e la percezione di paura, ansia, panico collettivo e morale dello stesso pubblico, che sembrerebbe proprio derivare dal sistema mediatico (all’interno ovviamente di un sistema che presenta altri fattori e caratteristiche contestuali che possono amplificare o meno tale sensazione di paura).
Il primo capitolo pone in evidenza tutte quelle che sono le teorie che dall’origine dei mass media hanno cercato di descriverne l’influenza e la potenza: la teoria della società di massa, marxismo, teoria funzionalista, teoria dell’influenza selettiva, teoria della socializzazione, costruttivismo sociale, scuola di Francoforte e scuola di Birmingham, teoria della dipendenza dei media sino ad arrivare alle teorie postmoderne e alla visione odierna di una società basata maggiormente sull’informazione e su nuove tipologie di sistemi comunicativi.
Il secondo capitolo affronta invece il fenomeno del panico morale: più specificatamente gli studi basati sulla sua analisi a partire da quelli di Cohen ed Hall, sottolineando anche le difficoltà che il concetto presenta nella propria definizione, ma soprattutto inserendo il fenomeno in una prospettiva recente come quella della società del rischio.
Il terzo capitolo cerca di riportare il discorso teorico sulla concretezza della realtà quotidiana italiana, attraverso prove evidenti riguardanti la relazione tra percezione di insicurezza e rappresentazione mediatica della stessa, accompagnate da dati numerici importanti, frutto di risultati delle ricerche riportate nei rapporti a cura dell’Osservatorio Europeo della Sicurezza dal 2007 sino al 2017, in particolare riportando come esempi, fatti legati specialmente al terrorismo, instabilità politica, insicurezza globale e immigrazione. Infatti l’Italia odierna rappresenta perfettamente quella “società del rischio” di cui parla Beck nel 1992, in cui l’insicurezza domina temporalmente in anticipo rispetto ai fatti a cui quell’insicurezza dovrebbe seguire, dando vita ad una cornice di ansia, insicurezza, paura che trova la sua conseguenza più prossima proprio nella formulazione di vari tipi di panico morale. Questo attraverso l’utilizzo dei mezzi di comunicazione, che in concomitanza con l’obiettivo di soddisfacimento del bisogno di informazione e di conoscenza dell’ambiente che circonda l’individuo, offre a questo, materiale di proiezione delle proprie ansie e del proprio sentimento di insicurezza.

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25 Capitolo 2 Il panico morale verso una società del rischio Gli effetti dei media sono conseguenze dell’attività, intenzionale o meno, dei mezzi di comunicazione di massa. In genere si compie una distinzione tra livelli di effetti che possono toccare il singolo individuo, un gruppo o un’organizzazione, un’istituzione sociale o la cultura di una determinata popolazione. Non solo: gli effetti possono investire i saperi e le opinioni (sfera cognitiva), gli atteggiamenti e i sentimenti, sino ad arrivare al comportamento. In questo capitolo mi concentrerò prevalentemente sull’effetto collettivo di panico morale, legato alle emozioni di paura, collera e al sentimento di insicurezza (dunque alla sensazione e non alla conseguente azione di fuga o ad altri atti inconsulti). Alla base un agire collettivo, che non appare semplicemente come il risultato dell’aggregarsi di individui atomizzati, ma come il frutto di complessi processi d’interazione mediati da certe reti di appartenenza; l’azione collettiva non è dunque espressione di irrazionalità, ma è un comportamento dotato di una sua logica che racchiude determinate strutture di relazione, di meccanismi decisionali, di obiettivi e conseguenti calcoli dei risultati, di circolazione dell’informazione. Attraverso la rivisitazione del corpus delle teorie del Collective Behavior si è passati da una visione centrata sul potenziale distruttivo e minaccioso dei comportamenti collettivi alla considerazione della capacità di quest’ultimi di creare mutamento sociale. 2.1. Il concetto di panico morale Il concetto di "panico morale" ha avuto un impatto enorme, non solo sulla sociologia - dove ha generato una piccola sotto-disciplina degli studi sul panico morale - ma anche nel dibattito culturale e sulla pratica dei giornalisti e dei politici. L’affermazione che una reazione sociale sia, di fatto, dettata da un panico morale, è diventata una mossa familiare in qualsiasi conversazione pubblica su problemi o rischi sociali.

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