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HORIZON 2020 – Il programma quadro per la ricerca e l'innovazione. La progettazione europea.

Informazioni tesi

  Autore: Gabriele Sotgia
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2016-17
  Università: Università degli Studi di Urbino
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze politiche e delle relazioni internazionali
  Relatore: Fabio Bordignon
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 102

Horizon 2020 (o “Orizzonte 2020”) costituisce la strategia settennale dell’Unione Europea per la Ricerca e l’Innovazione attualmente in vigore. In questa programmazione comunitaria i temi della crescita e gli investimenti rappresentano le pietre miliari. La programmazione finanziaria dell'Unione Europea per la crescita economica e la coesione dei paesi membri è stabilita in periodi della durata di 7 anni (2014-2020). L’obiettivo dell’elaborato è quello di far conoscere, analizzare ed esplicare le modalità d’uso degli strumenti messi a disposizioni dall’Unione Europea per accedere ai molteplici finanziamenti e utilizzare a pieno le risorse disponibili. Il macro processo, iniziato a Lisbona nel 2000, ha dato l’impronta e le linee guida dell’ultimo decennio per quanto riguarda le strategie dell’UE. Infatti, Ricerca e Innovazione sono ancora oggi due temi fondamentali all’interno di Orizzonte 2020, strategia proposta dalla Commissione Europea e approvata dal Consiglio Europeo nel 2010 e attualmente in vigore. Per poter riuscire ad eliminare o a scavalcare i problemi posti dall’economia nella nostra società l’Unione doveva, secondo la Strategia di Lisbona, diventare “L’economia basata sulla conoscenza competitiva e dinamica del mondo, in grado di realizzare una crescita economica sostenibile con nuovi e migliori posti di lavoro e una maggiore coesione sociale”. L’Europa, dopo anni di Leadership condivisa con gli USA, sta ora vivendo un periodo nella quale trova delle difficoltà a tenere il passo degli altri continenti nel campo della ricerca e dell’innovazione. Uno dei tanti problemi riguardante l’Unione Europea è la frammentazione nella ricerca. Difatti, a differenza di paesi come USA e Giappone dove la politica della ricerca e per lo sviluppo tecnologico è coordinata a livello centrale da un unico centro, in Europa il coordinamento è affidato anche a livello nazionale ai 28 Stati membri appartenenti all’Unione. È facile intuire a quali difficoltà possa portare questa decentralizzazione. Inoltre gli schemi burocratici complicati e tortuosi portano a indebolire e paralizzare il sistema, la conoscenza delle molteplici possibilità presenti nell’Unione non sono infatti sempre conosciute e questo porta spesso ad avere sfiducia nei confronti delle istituzioni dell’Unione Europea. Saranno proposti dei dati raccolti attraverso l’Eurobarometro e anche una indagine di “Demos” presentata nell’ultima edizione dell’Osservatorio europeo sulla sicurezza che dedicano una parte all’Ue. La sfiducia e la scarsa informazione delle possibilità di accesso ai finanziamenti presenti sono state le principali ragioni che mi hanno spinto a scegliere di portare avanti un lavoro indirizzato a far conoscere i programmi di ricerca e innovazione, il significato della ricerca all’interno dei tanti finanziamenti disponibili, l’utilizzo dei finanziamenti europei all’interno dell’UE ed illustrare la nascita di un progetto europeo per il ricevimento di fondi. L’elaborato nasce in parte dall’esperienza maturata nell’ambito di un ciclo di lezioni organizzato dal Centro Interdipartimentale di Ricerca “L’Europa è gli altri” (CREA) con la collaborazione del CESTAS di Bologna, organizzazione che realizza progetti di cooperazione internazionale e un ente accreditato che svolge attività di alta formazione, presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Urbino “Carlo Bo”. Il corso aveva come obiettivo di introdurre all'uso dello schema adottato dagli enti internazionali, Organizzazioni non governative, Ministero degli Affari Esteri, Nazioni Unite, Commissione Europea, per concepire e scrivere un progetto di sviluppo. Dall’altra parte ciò che mi ha spinto ad elaborare una tesi incentrata sull’Unione Europea è soprattutto il percorso accademico che ho deciso di intraprendere continuando gli studi nell’ambito degli studi europei. L’altro motivo è sicuramente dato dall’aver usufruito durante il mio percorso della Laurea triennale in Scienze Politiche, Economiche e del Governo, della borsa di studio “Erasmus+”, programma che rientra anche nella “Strategia Europa 2020” per il settennio di programmazione 2014-2020, che mi ha permesso di intraprendere un semestre di studi presso l’Universidad Complutense de Madrid. Questa esperienza mi ha permesso di entrare in contatto con le diverse culture europee, combinandole tra loro. Ciò mi ha fornito motivazione e fermezza nel scegliere già l’argomento che avrei trattato nella tesi e dandomi una spinta importante per continuare gli studi specialistici nell’ambito delle Politiche Europee ed Internazionali presso l'Università Cattolica del Sacro cuore di Milano.

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7 Introduzione “La ricerca è il cardine della strategia dell’UE per favorire la crescita e creare l’occupazione al suo interno. I paesi dell'UE dovranno investire, da qui al 2020, il 3% del PIL in R&S (1% di finanziamenti pubblici, 2% di investimenti privati) con l'obiettivo di creare 3,7 milioni di posti di lavoro e realizzare un aumento annuo del PIL di circa 800 miliardi di euro, tra gli strumenti che assicurano sviluppo, vi è sicuramente la ricerca” (Commissione Europea, Ottobre 2016) 1 . Horizon 2020 (o “Orizzonte 2020”) costituisce la strategia settennale dell’Unione Europea per la Ricerca e l’Innovazione attualmente in vigore. In questa programmazione comunitaria i temi della crescita e gli investimenti rappresentano le pietre miliari. La programmazione finanziaria dell'Unione Europea per la crescita economica e la coesione dei paesi membri è stabilita in periodi della durata di 7 anni (2014-2020). L’obiettivo dell’elaborato è quello di far conoscere, analizzare ed esplicare le modalità d’uso degli strumenti messi a disposizioni dall’Unione Europea per accedere ai molteplici finanziamenti e utilizzare a pieno le risorse disponibili. Il macro processo, iniziato a Lisbona nel 2000, ha dato l’impronta e le linee guida dell’ultimo decennio per quanto riguarda le strategie dell’UE. Infatti, Ricerca e Innovazione sono ancora oggi due temi fondamentali all’interno di Orizzonte 2020, strategia proposta dalla Commissione Europea e approvata dal Consiglio Europeo nel 2010 e attualmente in vigore. Per poter riuscire ad eliminare o a scavalcare i problemi posti dall’economia nella nostra società l’Unione doveva, secondo la Strategia di Lisbona, diventare “L’economia basata sulla conoscenza competitiva e dinamica del mondo, in grado di realizzare una crescita economica sostenibile con nuovi e migliori posti di lavoro e una maggiore coesione sociale” 2 . L’Europa, dopo anni di Leadership condivisa con gli USA, sta ora vivendo un periodo nella quale trova delle difficoltà a tenere il passo degli altri continenti nel campo della ricerca e dell’innovazione. Uno dei tanti problemi riguardante l’Unione Europea è la 1 “Le politiche dell’Unione Europea: Ricerca e Innovazione”. Commissione Europea – Direzione generale della Comunicazione, 2016. 2 Cfr. COM(2005) 24 definitivo, del 2 febbraio 2005.

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