Skip to content

Gli Umiliati nell'area tosco-emiliana

Informazioni tesi

  Autore: Paolo Rencinai
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2014-15
  Università: Istituto Superiore di Scienze Religiose di Milano
  Facoltà: Scienze Religiose
  Corso: Scienze Religiose con indirizzo Pedagogico
  Relatore: Renato Mambretti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 180

L’Ordine religioso degli Umiliati, nelle sue articolazioni (tre Ordini), deriva da un originale movimento spirituale, attestato nelle fonti a partire dagli anni settanta del XII secolo. Tale originalità è dovuta soprattutto alla presenza dei laici, uomini e donne, che, attratti dall’ideale evangelico della povertà assunto come scelta consapevole, si riunivano per pregare, per ascoltare esempi di vita apostolica e per lavorare con le proprie mani i panni di lana grezza, che da loro furono detti “umiliati”.
Forse perché disubbidirono al divieto di predicare da loro imposto dal papa Alessandro III, furono condannati come setta eretica al Concilio di Verona del 1184.
Nel frattempo si era formata una piccola comunità di chierici a Viboldone e, grazie all’atteggiamento moderato di costoro, l’intero movimento si guadagnò il favore di Innocenzo III, che lo recuperò definitivamente all’ortodossia nel Il nuovo Ordine si estese rapidamente da Milano a molte città del Nord e Centro Italia, giungendo fino in Toscana, Perugia e Roma. Gli Umiliati si trasformarono così in efficace strumento della Chiesa nella lotta contro il dilagare delle eresie, che nel XII secolo costituivano una presenza diffusa ed efficace nel proselitismo.
Nel 1201, dalla Curia romana e forse per iniziativa dello stesso Papa, gli Umiliati furono suddivisi in tre Ordini, ovvero tre tipologie di comunità. Il Primo Ordine, governato da un praepositus, era un’istituzione canonica composta di chierici.
Il Secondo Ordine comprendeva laici di entrambi i sessi, obbligati al voto di castità e alla vita comunitaria. Era retto da un prior o praelatus. Queste comunità potevano essere anche doppie, ovvero composte di uomini e donne, che pur vivendo separatamente, condividevano la chiesa e i locali adibiti al lavoro.
Il Terz’Ordine, infine, era composto esclusivamente di laici, celibi o coniugati, che, pur continuando a vivere nelle proprie case, si impegnavano a seguire norme pratiche e devozionali sotto la guida di un minister. Non si trattava, tuttavia, di una confraternita, cioè di una delle tante libere associazioni di laici che sorsero nel Medioevo, bensì di una formazione strutturata giuridicamente che il Papa aveva voluto equiparare ad una religio. Si tratta del primo Ordine religioso ad aver contemplato un Terz’Ordine.
Questi laici continuarono a dedicarsi alla produzione del tradizionale panno di lana anche quando, già negli ultimi decenni del Duecento, la decisa clericalizzazione incoraggiata dalle gerarchie ecclesiastiche li separò sempre più nettamente dai due Ordini regolari.
Agli inizi della loro storia, gli Umiliati, pur possedendo una notevole quantità di beni, erano riusciti a mantenersi generalmente integri moralmente e spiritualmente, tanto che le autorità civili affidavano loro importanti incarichi che avevano a che fare con l’amministrazione finanziaria dei Comuni.
Sullo scorcio del XV secolo, invece, cominciarono a cedere sempre più alla corruzione, iniziando un processo di irreversibile decadenza. Mentre il ramo femminile dell’Ordine sopravvisse fino al XIX secolo, quello maschile fu soppresso da papa Pio V nel 1571, soprattutto in seguito all’attentato, ordito da alcuni Umiliati, contro il cardinale arcivescovo di Milano Carlo Borromeo, che voleva riformare con decisione la loro Regola.
Con il presente lavoro tenteremo di ricostruire le vicende dell’Ordine nell’area tosco-emiliana, dove ha conosciuto una diffusione molto meno capillare rispetto a regioni come Lombardia o Veneto, che sono aree conosciute e studiate. Di conseguenza, gli Umiliati dell’Emilia-Romagna e della Toscana sono stati meno studiati, soprattutto per la scarsità dei documenti disponibili. Queste due aree geografiche non sono state scelte a caso: esse, infatti, sebbene geograficamente divise dall’Appennino, sono state anche molto unite grazie agli scambi commerciali e culturali, favoriti dalla relativa accessibilità dei valichi.
Il primo capitolo sarà dedicato all’apporto della storiografia moderna sugli Umiliati.
Nel secondo capitolo procederemo a una dettagliata ricognizione delle comunità umiliate in queste due regioni, analizzando le loro origini e le modalità insediative.
Il terzo capitolo affronterà il tema del lavoro e dell’andamento economico di queste domus.
Il quarto capitolo sarà dedicato alle mansioni pubbliche ricoperte dagli Umiliati.

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista
Mostra/Nascondi contenuto.
6 INTRODUZIONE L’Ordine religioso degli Umiliati, nelle sue articolazioni (tre Ordini), deriva da un originale movimento spirituale, attestato nelle fonti a partire dagli anni settanta del XII secolo. Tale originalità è dovuta soprattutto alla presenza dei laici, uomini e donne, che, attratti dall’ideale evangelico della povertà assunto come scelta consapevole, si riunivano per pregare, per ascoltare esempi di vita apostolica e per lavorare con le proprie mani i panni di lana grezza, che da loro furono detti “umiliati”. Forse perché disubbidirono al divieto di predicare da loro imposto dal papa Alessandro III, furono condannati come setta eretica al Concilio di Verona del 1184. Nel frattempo si era formata una piccola comunità di chierici a Viboldone e, grazie all’atteggiamento moderato di costoro, l’intero movimento si guadagnò il favore di Innocenzo III, che lo recuperò definitivamente all’ortodossia nel 1201. Il nuovo Ordine si estese rapidamente da Milano a molte città del Nord e Centro Italia, giungendo fino in Toscana, Perugia e Roma. Gli Umiliati si trasformarono così in efficace strumento della Chiesa nella lotta contro il dilagare delle eresie, che nel XII secolo costituivano una presenza diffusa ed efficace nel proselitismo. Nel 1201, dalla Curia romana e forse per iniziativa dello stesso Papa, gli Umiliati furono suddivisi in tre Ordini, ovvero tre tipologie di comunità. Il Primo Ordine, governato da un praepositus, era un’istituzione canonica composta di chierici. Il Secondo Ordine comprendeva laici di entrambi i sessi, obbligati al voto di castità e alla vita comunitaria. Era retto da un prior o praelatus. Queste comunità potevano essere anche doppie, ovvero composte di uomini e donne, che pur vivendo separatamente, condividevano la chiesa e i locali adibiti al lavoro. Il Terz’Ordine, infine, era composto esclusivamente di laici, celibi o coniugati, che, pur continuando a vivere nelle proprie case, si impegnavano a seguire norme pratiche e devozionali sotto la guida di un minister. Non si trattava, tuttavia, di una confraternita, cioè di una delle tante libere

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista

FAQ

Per consultare la tesi è necessario essere registrati e acquistare la consultazione integrale del file, al costo di 29,89€.
Il pagamento può essere effettuato tramite carta di credito/carta prepagata, PayPal, bonifico bancario, bollettino postale.
Confermato il pagamento si potrà consultare i file esclusivamente in formato .PDF accedendo alla propria Home Personale. Si potrà quindi procedere a salvare o stampare il file.
Maggiori informazioni
Ingiustamente snobbata durante le ricerche bibliografiche, una tesi di laurea si rivela decisamente utile:
  • perché affronta un singolo argomento in modo sintetico e specifico come altri testi non fanno;
  • perché è un lavoro originale che si basa su una ricerca bibliografica accurata;
  • perché, a differenza di altri materiali che puoi reperire online, una tesi di laurea è stata verificata da un docente universitario e dalla commissione in sede d'esame. La nostra redazione inoltre controlla prima della pubblicazione la completezza dei materiali e, dal 2009, anche l'originalità della tesi attraverso il software antiplagio Compilatio.net.
  • L'utilizzo della consultazione integrale della tesi da parte dell'Utente che ne acquista il diritto è da considerarsi esclusivamente privato.
  • Nel caso in cui l'Utente volesse pubblicare o citare una tesi presente nel database del sito www.tesionline.it deve ottenere autorizzazione scritta dall'Autore della tesi stessa, il quale è unico detentore dei diritti.
  • L'Utente è l'unico ed esclusivo responsabile del materiale di cui acquista il diritto alla consultazione. Si impegna a non divulgare a mezzo stampa, editoria in genere, televisione, radio, Internet e/o qualsiasi altro mezzo divulgativo esistente o che venisse inventato, il contenuto della tesi che consulta o stralci della medesima. Verrà perseguito legalmente nel caso di riproduzione totale e/o parziale su qualsiasi mezzo e/o su qualsiasi supporto, nel caso di divulgazione nonché nel caso di ricavo economico derivante dallo sfruttamento del diritto acquisito.
  • L'Utente è a conoscenza che l'importo da lui pagato per la consultazione integrale della tesi prescelta è ripartito, a partire dalla seconda consultazione assoluta nell'anno in corso, al 50% tra l'Autore/i della tesi e Tesionline Srl, la società titolare del sito www.tesionline.it.
L'obiettivo di Tesionline è quello di rendere accessibile a una platea il più possibile vasta il patrimonio di cultura e conoscenza contenuto nelle tesi.
Per raggiungerlo, è fondamentale superare la barriera rappresentata dalla lingua. Ecco perché cerchiamo persone disponibili ad effettuare la traduzione delle tesi pubblicate nel nostro sito.
Per tradurre questa tesi clicca qui »
Scopri come funziona »

DUBBI? Contattaci

Contatta la redazione a
[email protected]

Ci trovi su Skype (redazione_tesi)
dalle 9:00 alle 13:00

Oppure vieni a trovarci su


Non hai trovato quello che cercavi?


Abbiamo più di 45.000 Tesi di Laurea: cerca nel nostro database

Oppure consulta la sezione dedicata ad appunti universitari selezionati e pubblicati dalla nostra redazione

Ottimizza la tua ricerca:

  • individua con precisione le parole chiave specifiche della tua ricerca
  • elimina i termini non significativi (aggettivi, articoli, avverbi...)
  • se non hai risultati amplia la ricerca con termini via via più generici (ad esempio da "anziano oncologico" a "paziente oncologico")
  • utilizza la ricerca avanzata
  • utilizza gli operatori booleani (and, or, "")

Idee per la tesi?

Scopri le migliori tesi scelte da noi sugli argomenti recenti


Come si scrive una tesi di laurea?


A quale cattedra chiedere la tesi? Quale sarà il docente più disponibile? Quale l'argomento più interessante per me? ...e quale quello più interessante per il mondo del lavoro?

Scarica gratuitamente la nostra guida "Come si scrive una tesi di laurea" e iscriviti alla newsletter per ricevere consigli e materiale utile.


La tesi l'ho già scritta,
ora cosa ne faccio?


La tua tesi ti ha aiutato ad ottenere quel sudato titolo di studio, ma può darti molto di più: ti differenzia dai tuoi colleghi universitari, mostra i tuoi interessi ed è un lavoro di ricerca unico, che può essere utile anche ad altri.

Il nostro consiglio è di non sprecare tutto questo lavoro:

È ora di pubblicare la tesi