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L'Irpef tra criticità e prospettive di riforma

Informazioni tesi

  Autore: Francesco Armillei
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Scuola di Economia, Management e Statistica
  Corso: Economia, Mercati e Istituzioni (L-33)
  Relatore: Stefano Toso
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 62

Il presente elaborato si articola in 3 capitoli. Nel primo viene ripercorsa per sommi capi la storia dell'Irpef, partendo dalla sua istituzione nel 1974 fino alle più recenti modifiche, passando per le importanti riforme del 1997 e del 2003.
Nel secondo capitolo invece l'attenzione si sposta sulle principali criticità che questa imposta presenta oggi. In particolar modo si è scelto di raggrupparle in tre categorie: le problematiche riguardanti la base imponibile (soggetta a importanti fenomeni di erosione), quelle derivanti dall'affastellarsi di un elevato numero di deduzioni e detrazioni (che generano confusione e distorsioni nel sistema) e quelle connesse alla struttura formale delle aliquote (che presentano un andamento erratico e difficilmente giustificabile).
Nel terzo capitolo si cerca di dar conto delle varie proposte di riforma che sono recentemente emerse nel dibattito accademico e politico del nostro Paese. Esse sono state distinte in due principali filoni: le proposte di natura incrementale, che non stravolgono l'impianto attuale dell'Irpef ma lo correggono, e quelle di natura radicale, che ruotano (sebbene in diverse forme) intorno all'idea di una flat rate income tax.
Nelle conclusioni, infine, vengono riassunti i punti salienti dell'elaborato e vengono tentate alcune previsioni sugli sviluppi futuri del sistema.

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L’Irpef tra criticità e prospettive di riforma – Francesco Armillei 3 Introduzione Nel ragionare degli effetti dell’azione del settore pubblico sulla vita dei cittadini spesso si cade nell’errore di focalizzarsi eccessivamente sul lato della spesa, ovvero sull’utilizzo e sull’impiego che il settore pubblico fa delle risorse di cui dispone. Certamente questa è la modalità principale con cui i diversi livelli di governo espletano la loro funzione di produrre beni e servizi e di redistribuire ricchezza tra i cittadini, secondo le preferenze dei cittadini stessi. Più o meno sanità pubblica? Più o meno spese per la difesa? Più welfare per i pensionati o più spese per i sussidi ai lavoratori? Sono tutte domande sulle quali il dibattito pubblico si infiamma e intorno alle quali nel dibattito accademico fioriscono ricerche e analisi. Eppure, spesso si trascura il fatto che l’azione del settore pubblico comincia prima del momento della spesa: infatti è già con l’operazione del prelievo fiscale che i governi perseguono la loro missione. Anzi, verrebbe da dire che è proprio nell’operazione di prelievo fiscale che lo Stato e gli altri enti dotati di tale potere fanno maggiore uso della loro supremazia sull’individuo, espropriandolo di parte della sua ricchezza. Allo stesso tempo, però, è bene ricordare che proprio grazie a questa operazione “intrusiva” il settore pubblico è in grado di funzionare, di assolvere i suoi compiti (in primo luogo di garantire l’efficienza economica laddove il mercato fallisce, redistribuire la ricchezza e stabilizzare la struttura macroeconomica) e, in definitiva, di soddisfare le esigenze espresse dei cittadini. Concentrare la propria attenzione sul lato del prelievo fiscale non vuol dire dunque indagare un aspetto marginale del rapporto tra cittadini e Stato e dell’azione di quest’ultimo, significa invece andare all’origine di alcune delle più importanti questioni di politica economica. Tra tutte le tipologie attraverso le quali si esplica il potere coattivo del settore pubblico nel prelevare denaro dalle tasche dei cittadini, l’ambito più rilevante da un punto di vista quantitativo (e probabilmente anche da un punto di vista psicologico) è quello delle imposte, anche per la loro funzione di finanziamento generale di tutte le altre attività dei diversi livelli di governo. E, all’interno della categoria delle imposte, vale la pena concentrare l’attenzione sulle imposte sul reddito degli individui, anche qui in

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Parole chiave

fisco
reddito
imposte
tasse
irpef
deduzioni
aliquote
detrazioni
progressività
flat tax

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