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Nascita ed evoluzione della Primavera di Praga

Informazioni tesi

  Autore: Daniele Ormella
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1989-90
  Università: Università degli Studi di Pavia
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Guido  Donnini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 161

Il processo politico avviato da Kruscev al XX congresso del partito comunista sovietico del febbraio 1956, detto di destalinizzazione poiché causò un graduale distacco dal carattere rigidamente dittatoriale del regime staliniano, favorì l'affermazione di una corrente riformista all'interno del partito comunista cecoslovacco guidata da Alexander Dubcek.

Tale fenomeno, che determinerà la nascita e la successiva evoluzione della cosiddetta “primavera di Praga”, ebbe un contenuto essenzialmente economico e politico; mentre dal punto di vista economico la riforma si basava su alcuni presupposti quali la reintroduzione delle funzioni del mercato, l'indipendenza delle imprese, l'abbandono della programmazione economica dirigista e l'elaborazione di un progetto di autogestione economica che prevedeva la nascita nelle fabbriche di consigli eletti da tutti i dipendenti, da quello politico si programmava l'introduzione di garanzie riguardo alla libertà di parola, di pensiero, di associazione e di circolazione dei cittadini, nonché il rispetto del diritto di sciopero. Si prevedeva inoltre il reintegro del principio della legalità, il quale implicava l'indipendenza dei giudici e in pratica il ripristino dello Stato di diritto.

Questo progetto politico era contenuto nel cosiddetto “Programma d'Azione” approvato il 5 aprile 1968 dal Comitato centrale del partito comunista. Veniva anche previsto un processo di democratizzazione delle norme che disciplinavano la vita interna del partito comunista, con la stabilizzazione giuridica dei diritti della minoranza e il riconoscimento del diritto di critica.
Il nuovo corso riformatore venne sostenuto con forza dagli intellettuali, in modo particolare dagli scrittori, i quali, partendo da una critica molto dura nei confronti del potere totalitario del partito comunista e della concezione dirigistica dell'economia, auspicavano una graduale e pacifica transizione verso un sistema socialista e democratico con il libero concorrere di varie forze politiche tra loro indipendenti. Alle ore 23 del 20 agosto 1968, ponendo quindi una brusca fine al processo politico riformista, numerose unità corazzate sovietiche, tedesche dell'est, polacche, ungheresi e bulgare invasero la Cecoslovacchia: il motivo principale dell'attacco venne costituito dalla volontà di impedire la celebrazione del XIV congresso del partito comunista cecoslovacco, il quale, procedendo all'elezione di un nuovo Comitato centrale, avrebbe sancito la definitiva affermazione dell'ala facente capo al leader Dubcek.
Il suo progetto politico era assai osteggiato dalle forze conservatrici e in generale contrarie all'abolizione della censura, all'indipendenza dei sindacati, all'autogestione operaia e all'ampliamento delle libertà civili e politiche, nel quadro di una graduale reintroduzione del principio della legalità e dello Stato di diritto. La dirigenza sovietica obbligò in pratica lo stesso Dubcek e il presidente della Repubblica Svoboda ad accettare il Protocollo di Mosca del 26 agosto 1968, che imponeva per prima cosa l'annullamento del XIV congresso del partito comunista, le cui decisioni politiche venivano quindi dichiarate illegali.

In questa situazione l'azione politica di Dubcek si rivelò debole: egli infatti, condizionato dalla propria ideologia, si rifiutò di considerare l'ipotesi che il suo “socialismo dal volto umano” si ponesse in radicale contrasto con il modello di comunismo sovietico; egli non seppe neppure sfruttare a proprio vantaggio la situazione creata dalla “guerriglia politica” che la popolazione oppose spontaneamente nei primi giorni dell'occupazione militare, circostanza che obbligava il leader sovietico Breznev a cercare una soluzione politica. L'atteggiamento di Dubcek, troppo incline al compromesso politico nel vano tentativo di preservare il processo riformista, agevolò la transizione verso la fase della cosiddetta normalizzazione, nella quale la popolazione, già piuttosto delusa e disorientata dalla realpolitik dello stesso Dubcek e dall'atteggiamento passivo degli intellettuali, temette perfino di perdere quei pochi benefici che l'ordine restaurato poteva garantire.

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IN TR ODU ZION E Qua li cons eguenze ebbe la polit ica di des t a linizza zione, a vvia t a da l lea der del pa rt it o comunis t a s oviet ico K rus cev, s ull’ evoluzione s t orico- polit ica cecos lova cca degli a nni 1 9 5 6 -1 9 6 8 ? Come rea gì l’ U nione S oviet ica a ll’ a fferma rs i di una linea polit ica riformis t a in s eno a l pa rt it o comunis t a cecos lova cco, guida t a da A lexa nder Dubcek ? Qua le fu il s uo ruolo dura nt e la cos iddet t a “Prima vera di Pra ga ”? Che rilievo ebbe l’ a t t eggia ment o della s ociet à civile cecos lova cca e, a ll’ int erno di es s a , come s i a rt icolò la pos izione degli int ellet t ua li? Qua le fu, in s os t a nza , il loro cont ribut o? Come s i a rrivò a lla progres s iva liquida zione dell’ es perienza riformis t a e a lla vit t oria della linea polit ica di norma lizza zione impos t a da L eonid Breznev con l’ int ervent o milit a re dell’ a gos t o 1 9 6 8 ? Qua le fu la genia le int uizione polit ica del lea der s oviet ico, na t ura lment e da l s uo pa rt icola re punt o di vis t a ? Il mio t ent a t ivo di fornire una ris pos t a il più pos s ibile a degua t a a ques t i int erroga t ivi s t a a lla ba s e del mio la voro di ricerca e ne cos t it uis ce una prima va lida mot iva zione, unit a ment e a l mio profondo int eres s e pers ona le per l’ a na lis i delle vicende s t oriche rela t ive a i pa es i dell’ E uropa orient a le fa cent i pa rt e del cos iddet t o Pa t t o di Va rs a via . Inolt re, dura nt e la fa s e di ela bora zione di ques t o la voro, ho pot ut o prendere pa rt e, in qua lit à di udit ore, a l colloquio int erna ziona le dedica t o a ll’ a na lis i della Prima vera di Pra ga e delle s ue ripercus s ioni in E uropa , t enut os i a Cort ona nell’ a prile del 1 9 8 8 . In t a le occa s ione, olt re a lla rileva nza dell’ event o in s é, che ha vis t o la pa rt ecipa zione di s t orici di rilievo (pens o a F ra nçois F ejt o) e di es uli cecos lova cchi diret t i t es t imoni e prot a gonis t i della Prima vera di Pra ga (mi riferis co a d es empio a Zdenek Mlyna r), ho a vut o modo di ra ccogliere una cos picua qua nt it à di document i che mi ha nno a gevola t o nella s t rut t ura zione della mia ricerca e nella formula zione delle t es i da I

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Parole chiave

ruolo degli intellettuali
riforma economica
nascita evoluzione primavera di praga
normalizzazione dubcek
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opinione pubblica cecoslovacca
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intervento militare
xiv congresso straordinario clandestino
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