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Analisi sui tassi d'interesse dei bond governativi

Informazioni tesi

  Autore: Alberto Corallo
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2018-19
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze dell'economia
  Relatore: Fabrizio Panebianco
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 82

La tesi si sviluppa indagando sulle ragioni sottostanti ai movimenti dei tassi d’interesse dei titoli di stato.
Le ragioni teoriche possono essere molte e pertanto l’analisi più pratica, attraverso i dati, diviene centrale nel giudizio sulla validità della teoria. Talvolta però i risultati “pratici” danno, essi stessi, luogo a ipotesi teoriche ulteriori. La tesi, quindi, vede al suo interno lo sviluppo intersecato fra teorie ben note, analisi sui dati, ed ulteriori ipotesi; il tutto al fine di ricercare le spiegazioni che sembrano le più realistiche possibili.
Le variabili su cui si indaga sono i prezzi, il Pil e la quantità di moneta, poiché è ben nota la loro forte relazione con il tasso d’interesse. Si include anche il rating che, identificando alcuni tratti del paese, si assume che rifletta o condizioni le scelte degli investitori. Infine si tratta il legame fra tassi di paesi diversi, assumendo che la sempre maggior connessione fra economie abbia un certo riflesso sul tasso.
In definitiva, si ritiene che tale indagine possa dare utili implicazioni pratiche ed un insieme di considerazioni di cui tener conto nella previsione del tasso d’interesse.
Si mostra che l’economia “reale” è meno sensibile al tasso rispetto ai movimenti monetari e finanziari e dunque che, generalmente, un aumento del Pil corrisponde ad una diminuzione del tasso ed un aumento dei prezzi per via della tendenza a crescere della moneta; mentre aumenti del Pil più importanti con inflazioni maggiori, comportano un aumento del tasso, dando l’idea di un movimento più pronunciato dell’economia reale.
Sembra dunque importante osservare quanto i prezzi aumentino: se poco il tasso scende, se molto il tasso sale.
Si mostra che effettivamente i paesi con rating peggiori hanno un Pil più basso e tassi più alti. Talvolta un downgrade fa aumentare il tasso, ma non sempre: si suppone per via del grado basso di rischio che caratterizza i paesi per cui ciò non vale. Infine se da un lato il rating non sempre incide sul tasso a breve, si può dire con più sicurezza che influenza i tassi a lungo e lo spread, anche sui tassi a breve.
Infine si vede che il tasso di un paese viene influenzato dai tassi di altri paesi. In particolare sembra contare il peso economico e la vicinanza e dunque anche l’integrazione commerciale. A risentirne sembra essere principalmente il tasso a lungo rispetto a quello a breve, sul quale invece dovrebbe pesare maggiormente la politica monetaria interna.
I capitoli della tesi si articolano sulle variabili suddette. Vi sono approfondimenti vari, talvolta utili più per confermare, come il capitolo sulle dummy temporali, altre volte più utili per formulare ipotesi, sempre al fine di addentrarsi sempre più nei meccanismi che stanno dietro ai movimenti del tasso. Tali approfondimenti, seppur coerenti col filo logico complessivo, sono sempre riconoscibili ed eventualmente evitabili dal lettore che preferisce arrivare alle conclusioni più immediate.
Infine nel capitolo “letture utili” si propone del materiale accademico e ricerche negli ambiti trattati in questa sede. In generale, la letteratura proposta non ha solo la funzione di confermare l’approccio teorico iniziale, ma anche di confermare i nostri risultati e la loro possibile spiegazione, attraverso analisi empiriche e teoriche dei vari autori.

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  Lingua: Italiano
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4 CAP1. TEORIA E DAI PER L’ANALISI EMPIRICA Prima di procedere all’analisi empirica è bene innanzitutto ricordare la teoria macroeconomica che vede fra i protagonisti il tasso d’interesse, pertanto si rende necessario un ripasso teorico dei modelli IS-LM e AS-AD. Si procede poi a evidenziare alcune caratteristiche utili dei dati utilizzati, come alcune statistiche descrittive (fra cui la media e la deviazione standard) e alcune correlazioni fra le variabili. 1.1 RIPASSO TEORICO DEI MODELLI IS-LM e AS-AD Prezzi, Pil e quantità di moneta sono ritenute fondamentali per la variazione del tasso d’interesse. Si vuole quindi innanzitutto proporre un ripasso teorico delle dinamiche che le legano al tasso, attraverso i modelli IS-LM e AS-AD. 1.1.1 Domanda e offerta di moneta Prima di introdurre i modelli IS-LM e AS-AD, è bene osservare i meccanismi di domanda e offerta di moneta. La moneta (M) si può vedere come un normale bene economico, di cui se ne può volere di più o di meno. Il tasso d’interesse può essere visto come il suo prezzo, o meglio come il costo-opportunità a detenere più o meno moneta. Si consideri il tasso d’interesse sui titoli, se esso aumenta conviene detenere meno moneta e preferire investire nei titoli, mentre se il tasso diminuisce diventa preferibile detenere più moneta. La curva di domanda di moneta (Md) è quindi inclinata negativamente come una tipica curva di domanda. La curva d’offerta (Ms) è rigida e verticale: si assume fissata, poiché decisa esclusivamente dalla banca centrale che è l’autorità monetaria.

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