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Apprendimento a distanza: linee per un modello di formazione in rete

Da molto tempo internet (grazie alla comunicazione sincrona ed asincrona) unisce persone e gruppi contribuendo alla nascita di un “Mercato delle qualità” (P. Lèvy). In questo mercato si possono offrire le proprie competenze e conoscenze e prendere quelle di cui si abbisogna in modo da crescere cognitivamente. Ciò può essere molto utile alla formazione a distanza: nelle precedenti generazioni di F.A.D, infatti, il problema era lo studio a domicilio del materiali preparati. Magari non si capiva un concetto, ci si sentiva soli di fronte alle difficoltà e non si portava avanti lo studio. Con la Rete si possono creare, invece, dei “gruppi sapienziali” in cui le persone si scambiano pareri e conoscenze su un certo tema di studio riuscendo cosi a penetrarlo meglio in tutta la sua complessità. Questo è esattamente ciò che accade nell’ambito di un corso on line attraverso vari strumenti.
§ Innanzitutto le “Classi Virtuali” (chat grafiche o testuali): qui accedono le persone che hanno scaricato sul proprio computer le lezioni ipermediali da studiare (prima di sostenere le prove intercorso). La finalità è discutere sulla lezione affinchè lo studio a distanza non sia solo memorizzazione di nozioni. Il risultato è buono: ciascuno porta ciò che sa (conoscenze o semplici opinioni) e si fa maggiore chiarezza sulle mille sfaccettature che ogni argomento ha.
§ Poi i “Sistemi di Tutoraggio” (posta elettronica, F.A.Q…): in questo caso si avvia un confronto a 2 tra lo studente ed un esperto in materia volto a chiarire eventuali dubbi sui temi di studio. In genere si preferisce questa opzione solo all’inizio per non mettere a disagio lo studente: in seguito è meglio discutere in pubblico di certi dubbi e/o perplessità al fine di poter avere un confronto chiarificatore con tutti. Il contributo di tutti può portare maggiori apporti alla comprensione tematica.
§ Infine i “Sistemi di Archiviazione” (archivio, biblioteca virtuali): in essi si trovano sia i materiali prodotti dagli studenti negli anni precedenti che i materiali di approfondimento. In pratica, tramite questi mezzi, lo studente può confrontarsi con i punti di vista di persone che li hanno preceduti nello studio di un certo tema. Il risultato, poi, è sempre una migliore comprensione delle tematiche di studio..
Grazie a questi strumenti, il Corso on line evita l’abbandono dello studio, permette di spiegare in rete anche tematiche difficili, evita che lo studente si senta solo. Oltre a questi vantaggi, vanno riconosciuti allo studio tramite corsi on line anche altri vantaggi: questo studio permette ampi risparmi a tutti i soggetti in causa. Gli Studenti possono evitare di spostarsi e d sostenere spese di alloggio extra-moenia. Gli Istituti formativi possono creare dei corsi che si possono facilmente riciclare per più commissionanti. I Commissionanti (per lo più aziende..) possono usare dei corsi facilmente aggiornabili che costano meno di corsi formativi in presenza.
Le prospettive di sviluppo di una formazione a distanza via corso on line paiono buone vista la diffusione sempre più crescente di:
§ Connessioni ADSL e ISDN: sono a banda larga e fanno scorrere i materiali didattici con maggiore velocità sul computer degli utenti. Cosi si può usare di più anche la VideoConferenza.
§ Sistemi operativi più completi: di solito un problema dei corsi on line è il dover scaricare dalla rete molti programmino (plug-in) per fruire particolari materiali del sito. Assieme a questo i corsi on line forniscono aree dove fare il free download di simili programmi.
§ Sistemi di pagamento on line criptati: grazie a migliori pratiche di criptazione sarà possibile pagare on line dando il numero della propria carta di credito.

Unici elementi da risolvere sono: il costo dei Tutor (servono molti tutor ed il tutor è una figura che costa), il cambi di mentalità (le persone preferiscono ancora il contatto “a pelle”).

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4 INTRODUZIONE Ormai da molto tempo, internet collega persone e gruppi sparsi nel mondo, contribuendo alla nascita del Cyberspazio. Il Cyberspazio, termine coniato da William Gibson nel suo ormai storico romanzo "Neuromante", indica un luogo non fisico ma digitale e telematico abitato da soggetti lontani nello spazio e nel tempo. Questo luogo è estremamente informale: qui, infatti, parametri esteriori come il sesso, l’età, la professione non superano la barriera rappresentata dallo schermo. Pertanto non possiamo considerare l’altro in base alle solite categorie estetiche ma dobbiamo considerarlo in base a quel che ha nella sua mente. E tutti hanno qualcosa di utile dentro di se, siano esse conoscenze, opinioni o esperienze di vita. A tal proposito, Pierre Lèvy 1 in “L’intelligenza collettiva”, sostiene che nessuno sa tutto e che ognuno sa qualcosa. Anche i disoccupati, i bocciati, gli emarginati sociali sono depositari di intelligenze che possono tornare utili alla società come al singolo. Tuttavia, troppo spesso delle persone vengono emarginate solo perché hanno bassi voti in pagella o sono disoccupate: come se questo volesse dire non avere esperienze, abilità tipicamente loro da fornire alla società! Bisogna, invece, considerare tutte le persone (e di tutte le società) come Fonti di intelligenze e collegarle tra loro. Ma come e perché farlo? Riguardo al come, di sicuro non possiamo utilizzare la comunicazione mediatica tradizionale (stampa, radio, televisione) perché c'è un centro di emissione e un gran numero di ricettori passivi rispetto alla fonte ed isolati 1 Lèvy Pierre, L’intelligenza collettiva, Feltrinelli, Milano, 1999, 34pag

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Fabrizio Ferrara Contatta »

Composta da 131 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 6349 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.