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La finanza regionale: sviluppi recenti e prospettive

Che cosa significa la presenza di diversi livelli di governo all’interno di un Paese? Quali funzioni essi dovrebbero svolgere? E come possono essere finanziati? Quali sono i costi e i benefici della loro esistenza?
La risposta a questi quesiti è la condizione necessaria per la comprensione del vasto dibattito sul “federalismo fiscale” che ha avuto luogo in Italia e in altri Paesi industrializzati nell’ultimo decennio.
I temi del federalismo fiscale, sono tornati imperiosi al centro del dibattito di politica economica: ciò è dovuto in larga misura alla ridotta autonomia decisionale degli Stati nazionali in materia fiscale e monetaria, alle difficoltà incontrate dalla tumultuosa e disordinata espansione dello Stato sociale, e alla rinnovata importanza degli aspetti allocativi delle risorse in presenza di una loro minore crescita e più diseguale distribuzione.
Come spesso accade nella teoria economica, l’assenza di soluzioni inoppugnabili rende opportuna una valutazione critica dello stesso fenomeno da diversi punti di vista. Ciò è di particolare importanza nel caso del federalismo fiscale, dove ai risultati tradizionali della teoria economica si mescolano sviluppi e intuizioni che provengono dalla scienza della politica e dall’economia delle istituzioni e delle scelte pubbliche. Diventa quindi essenziale, anche ai fini di una migliore comprensione delle esperienze applicative, dar conto in maniera dettagliata dell’evoluzione della teoria del federalismo fiscale.

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1 1 Le teorie del decentramento 1.1 Perché decentrare: la teoria economica tradizionale L’esistenza di diversi livelli di governo, in un unico Stato, trova una giustificazione nella teoria economica. La domanda che in questo caso ci si pone è “Perché decentrare?”, “Perché è più conveniente affidare alcune funzioni agli enti sub-centrali, piuttosto che accentrare tutti i poteri?”. E’ proprio a queste domande che gli economisti hanno tentato di dare una risposta. La teoria economica tradizionale del federalismo fiscale fornisce un quadro abbastanza coerente, che dipende fortemente dalle assunzioni iniziali, che costituiscono allo stesso tempo la base e il tallone d’Achille di tutta l’architettura teorica. Ciò che faremo in questo capitolo è, allora, ripercorrere i contributi fondamentali della teoria tradizionale, proponendo anche i diversi elementi di critica, per poi dare spazio agli interventi alternativi più moderni. 1.1.1 Quando le preferenze sono tendenzialmente omogenee: Teorema di Oates L’idea alla base della teoria economica tradizionale, tra l’altro non nuova nella letteratura economica, è che il potere debba essere delegato dove esista una migliore informazione su ciò che succede a livello politico, economico e sociale.

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Riccardo Bianchino Contatta »

Composta da 225 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5138 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 35 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.