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La presenza italiana in Egitto

Tesi di ricerca che si inserisce in un filone di studi sulla politica estera fascista nel Mediterranaeo, centrando l'analisi sulle relazioni diplomatiche e sui tentativi di penetrazione economica, politica e culturale del regime in Egitto. Particolare attenzione ai contatti dei regi agenti diplomatici italiani con esponenti del nazionalismo egiziano, ed ai rapporti con l'Alto Commissario britannico nell'ottica degli equilibri generali dello scacchiere internazionale. Peculiare analisi dell'attività della ''FIAT Oriente'' di Alessandria d'Egitto. Fonti archivistiche dall'Archivio Storico del Ministero degli Affari Esteri in Roma e dall'Archivio Storico FIAT di Torino.

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2 Capitolo Primo L’Egitto dal 1882 al 1922: uno sguardo d’ insieme 1. Dall’influenza anglo-francese all’occupazione britannica. Con il decreto khediviale del 18 novembre 1876, iniziò de facto il condominio anglo-francese in Egitto 1 . Con tale misura ormai inevitabile data la disastrata condizione delle finanze egiziane, il Khedive stabiliva la creazione della Cassa del Debito Pubblico affidandone il controllo a due Collaboratori Generali la cui nomina era strettamente legata alla volontà dei Governi di Londra e Parigi; ai due commissari veniva riconosciuto il potere di partecipare alla redazione della legge di bilancio e di vegliare, 1 Cfr. B. Aglietti, L’Egitto.Dagli avvenimenti del 1882 ai giorni nostri, Roma, 1965, p. 52.

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Fulvio Capurso Contatta »

Composta da 209 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3226 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.