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Critica ed espansione ipertestuale di "The History Man" di Malcolm Bradbury

Le nuove tecnologie che si possono in vario modo applicare alla letteratura ridefiniscono i concetti ad essa legati: ovvero l’autore, il testo e il lettore. Questa tesi vuole essere un esperimento per l’applicazione delle nuove tecnologie ad una materia classica come la letteratura e la critica letteraria e dimostra come cambi il metodo di lettura e la configurazione spaziale del testo, che ci permetto di guardare i contenuti da una nuova prospettiva. Il romanzo di Bradbury si adatta bene ad un discorso di tipo ipertestuale proprio per le idee alla base del romanzo. Il microcosmo in cui viene ambientato il romanzo è un campus universitario, al cui interno emergono con forza le nuove scienze sociali, come sociologia e psicologia, le quali secondo Bradbury tendono a ricategorizzare l’uomo, ad imprigionarlo in griglie di lettura fisse e prestabilite, quindi dissolvono l’uomo e lo fanno diventare uno stereotipo. Infatti, ad un’analisi del romanzo scopriamo che tutti i personaggi sono stereotipi riconducibili a luoghi comuni. E’ come se il personaggio fosse costruito su vari livelli (ruoli e comportamenti), i quali collegati tra loro creano la struttura del personaggio. Questo tipo di analisi si adatta molto bene ad un discorso di tipo ipertestuale. L’analisi porta ad una frammentazione dei personaggi ad una loro riduzione a tanti piccoli ruoli, che non danno alcun tipo di identità e personalità e che solo uniti da una sottile rete possono dare un personaggio. Nell’interezza del romanzo la rete è data dalla trama, a livello ipertestuale è invece creata dai link. A successivi collegamenti del testo abbiamo un approfondimento, ma anche una dissoluzione del personaggio, a ritroso lo ritroviamo complesso, imperfetto e stereotipo di un ruolo sociale, com’era nelle intenzioni di Malcolm Bradbury, ma pur sempre un personaggio.

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Critica ed Espansione Ipertestuale di The History Man di Malcolm Bradbury Le nuove tecnologie che si possono in vario modo applicare alla letteratura ridefiniscono i concetti ad essa legati: ovvero l’autore, il testo e il lettore. Questa tesi vuole essere un esperimento per l’applicazione delle nuove tecnologie ad una materia classica come la letteratura e la critica letteraria e dimostra come cambi il metodo di lettura e la configurazione spaziale del testo, che ci permetto di guardare i contenuti da una nuova prospettiva. Il romanzo di Bradbury si adatta bene ad un discorso di tipo ipertestuale proprio per le idee alla base del romanzo. Il microcosmo in cui viene ambientato il romanzo è un campus universitario, al cui interno emergono con forza le nuove scienze sociali, come sociologia e psicologia, le quali secondo Bradbury tendono a ricategorizzare l’uomo, ad imprigionarlo in griglie di lettura fisse e prestabilite, quindi dissolvono l’uomo e lo fanno diventare uno stereotipo. Infatti, ad un’analisi del romanzo scopriamo che tutti i personaggi sono stereotipi riconducibili a luoghi comuni. E’ come se il personaggio fosse costruito su vari livelli (ruoli e comportamenti), i quali collegati tra loro creano la struttura del personaggio. Questo tipo di analisi si adatta molto bene ad un discorso di tipo ipertestuale. L’analisi porta ad una frammentazione dei personaggi ad una loro riduzione a tanti piccoli ruoli, che non danno alcun tipo di identità e personalità e che solo uniti da una sottile rete possono dare un personaggio. Nell’interezza del romanzo la rete è data dalla trama, a livello ipertestuale è invece creata dai link. A successivi collegamenti del testo abbiamo un approfondimento, ma anche una dissoluzione del personaggio, a ritroso lo ritroviamo complesso, imperfetto e stereotipo di un ruolo sociale, com’era nelle intenzioni di Malcolm Bradbury, ma pur sempre un personaggio.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Daniela Longo Contatta »

 

Questa tesi ha raggiunto 1729 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.