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Nuovi operatori dell'economia dell'informazione: il motore di ricerca come impresa editoriale? Il caso Google

La tesi è dedicata allo studio di una nuova tipologia di imprese affermatasi con lo sviluppo di Internet e la cui attività ruota intorno ai processi di selezione, aggregazione, trasferimento e distribuzione di information good: i motori di ricerca. Nostro scopo è descrivere i meccanismi che regolano il funzionamento interno e la collocazione sul mercato di quelle organizzazioni che offrono al pubblico del Web servizi di information retrieval, verificando se l’attività da esse svolta le rende accorpabili o meno al settore delle aziende editoriali.
Sono i motori di ricerca una impresa editoriale? Quali sono le ragioni che hanno portato alla nascita di questa nuova tipologia aziendale? Cosa fa in concreto una azienda motore di ricerca? Quali i compiti da essa assolti? Che tipo di modello economico adottano? Esistono delle analogie tra le attività alla base delle imprese classiche del settore editoriale e le (nuove?) competenze di trattamento dell’informazione tipiche invece dei motori di ricerca? E di che tipo? Si tratta di questioni molto complesse, per poter rispondere alle quali è necessario innanzi tutto avere una definizione di impresa editoriale.
In generale possiamo considerare “editori” quegli operatori che hanno competenze specifiche nella gestione del contenuto a tutti i livelli della filiera produttiva (produzione, selezione ed aggregazione), ma è evidente che questa è una descrizione troppo vaga. Per identificare con maggior precisione l’azione delle imprese editoriali vanno sottolineate, oltre a quella di elaborazione, anche le funzioni di trasferimento e distribuzione di informazione e di contenuti tipicamente svolte da questa tipologia aziendale: l’editore dunque come colui che rende noto, che divulga le notizie, publisher nel senso etimologico del termine. In fondo, sin dalla comparsa delle prime attività editoriali moderne - le stamperie di libri di fine ‘400 - compito principale dell’editore è stato la selezione dei contenuti da lui ritenuti più idonei per la veicolazione al pubblico; o, come è possibile leggere alla voce history of publishing della Encyclopaedia Britannica,
"The functions peculiar to the publisher [are] selecting, editing, and designing the material; arranging its production and distribution; and bearing the financial risk or the responsibility for the whole operation – often merged in the past with those of the author, the printer, or the bookseller".
Queste stesse sono le funzioni alla base della nascita dei motori di ricerca: la selezione dell’informazione rilevante nella sovrabbondanza di dati presente sul nuovo medium Internet e che in ogni caso caratterizza tutta la nostra vita all’interno delle società avanzate (dovuta in particolar modo a digitalizzazione dell’informazione, crescente pervasività dei network telematici e migliorate tecniche di comunicazione, stoccaggio e recupero dell’informazione), e la sua presentazione al pubblico in seguito a processi di aggregazione e rielaborazione che possono tanto essere basati su manodopera umana (le directory) quanto su operazioni automatiche gestite da software (i search engine) debitamente istruiti per effettuare operazioni di filtro e selezione. Una informazione puntuale sempre più richiesta e necessaria che verosimilmente renderà economicamente redditizi tutti i servizi volti appunto alla sua individuazione nel mare magnum dell’informazione circolante: il disporre dell’informazione di cui si ha bisogno senza dover sopportare eccessive perdite di tempo, di denaro, di risorse cognitive, crea infatti un elevato valore per gli utenti che proprio per questo, mano a mano che "Internet and the World Wide Web have become indispensable research tools for locating and disseminating information", riconosceranno importanza crescente a tali servizi.
Ritengo quindi che i motori di ricerca siano una interessante forma di impresa, e che possano rientrare a pieno titolo nel novero delle aziende editoriali: anch’essi infatti svolgono funzioni di intermediazione tra domanda ed offerta di informazione, seppur con modalità inedite su un medium nato di recente, Internet.

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2 Comunicazione e informazione Iniziamo il lavoro con una precisazione che sgomberi il campo da equivoci e fraintendimenti circa i significati da noi attribuiti ai termini informazione e comunicazione, che non verranno qui utilizzati come sinonimi anche se spesso compariranno in contesti analoghi. Vediamo allora qual � la differenza e come, chiarito ci�, verr� organizzato il discorso nel corso di questo capitolo. Gli obiettivi di volta in volta posti alla ricerca sulla comunicazione sono da sempre stati influenzati non solo dalle contingenze socioeconomiche e politiche o dai paradigmi sociologici dominanti nei vari periodi storici in cui essa veniva condotta, ma anche dal grado di elaborazione dei modelli sui processi comunicativi. I media studies come li conosciamo oggi, infatti, sono il frutto di ci� che Wolf definisce una �contrapposizione costante 1 � tra interessi che da un lato conducevano all�indagine degli aspetti sociologici e, dall�altro, all�analisi di quelli pi� propriamente comunicativi. Cos�, il dibattito tra sociologia e semiotica ha caratterizzato l�intera tradizione della mass communication research, con interrogativi ricorrenti sul se sia legittimo un approccio comunicativo ai media, o se piuttosto non basti una teoria della societ� per generare poi proposizioni-guida e ricerche in quest�area. Al di l� delle rivendicazioni di una disciplina o di un�altra a definire e qualificare il campo della ricerca mediologica, il problema essenziale, a mio avviso, non � di ribaltare il rapporto tra tendenza sociologica e pertinenza comunicativa, ma di trovare e approfondire tutti i possibili punti di intersezione, corrispondenza, traduzione e assimilazione tra queste due prospettive. Esse sono entrambe necessarie ma nessuna di loro, da sola, � sufficiente a definire la complessit� dei temi e dell�oggetto di ricerca 2 . L�oggetto di ricerca - quanto mai complesso e vasto - sono appunto i processi di comunicazione al di sotto dei quali, se li descriviamo in termini semiotici, esiste in alcuni casi un sistema di significazione. Adottando quindi un�ottica semiotica, definiamo processo comunicativo il passaggio di un Segnale da una Fonte emittente, attraverso un Trasmettitore, lungo un Canale, a un Destinatario 3 . Se Emittente e 1 Cfr. Mauro Wolf, Teorie delle comunicazioni di massa, Milano, Bompiani, 1991, p. 110. 2 Mauro Wolf, Teorie delle comunicazioni di massa, Milano, Bompiani, 1991, p. 112. 3 Cfr. Umberto Eco, Trattato di semiotica generale, Milano, Bompiani, 1995, p. 19. A proposito di questo modello comunicativo, Yves Fran�ois Le Coadic parla di modellizzazione tipica della teoria dell�informazione, che rende lineare la relazione informatore/informato e che ha quindi il difetto di considerare analoghi il concetto di informazione della teoria matematica della trasmissione dei segnali ed il concetto di informazione tipico del processo della comunicazione umana. Ma di questo parleremo in seguito.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Gianluca Mileo Contatta »

Composta da 219 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1906 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.