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Justice delayed e scelte organizzative: un'analisi delle iniziative legislative, dal pacchetto Flick ad oggi

Informazioni tesi

  Autore: Andrea Bellini
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Sociologia
  Corso: Sociologia
  Relatore: Romano Bettini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 208

Parlare di crisi della giustizia, in Italia, significa essenzialmente parlare di crisi di «risultati» ovverosia di inefficacia sociale del diritto, come diretta conseguenza della comprovata inefficienza dell’amministrazione della macchina giudiziaria. Trattasi di un caso significativo di «Italian style» legislativo-amministrativo, da inquadrare in una più ampia questione dell’efficienza pubblica. Ne consegue che l’Italia è, in ambito europeo, il paese con il maggior numero di condanne per la «irragionevolezza» dei tempi processuali. Alle porte della XIII Legislatura, la situazione era tale da lasciare ben poche speranze per il futuro: il penale in picchiata, il civile prossimo alla paralisi e la giustizia amministrativa evidentemente sottodimensionata.
Una approfondita analisi delle iniziative legislative che hanno preso le mosse dal c.d. pacchetto Flick, d’altra parte, ha messo in evidenza una scarsa capacità di progettazione, espressa dalla disorganicità e dalla frammentarietà degli interventi, ma anche e soprattutto dalla mancata previsione di una adeguata copertura organizzativo-amministrativa delle leggi. Per quanto riguarda il problema della durata dei procedimenti giudiziari, esso è stato affrontato in modo prevalentemente indiretto, puntando sulle grandi riforme come giudice unico e sezioni stralcio, peraltro realizzate «a costo zero», con ovvi limiti organizzativi. Nel frattempo, mentre nel settore civile si è fatto sentire l’effetto salutare della precedente istituzione dei giudici di pace, avvenuta nel 1995, la giustizia penale e quella amministrativa hanno registrato ulteriori peggioramenti, in attesa di quegli effetti delle recenti riforme che, viste le premesse, potrebbero non essere all’altezza delle aspettative. Per contro, la spesa per la giustizia è andata aumentando a ritmi davvero irrilevanti.
Le contraddizioni emerse in sede d’analisi sono innumerevoli e riconducono in buona parte al problema «organizzazione». A quanto pare, infatti, il legislatore non ne ha colto la vera essenza denotando una scarsissima cultura organizzativa. Tutto si è ridotto al dibattito sul modello ordinamentale del giudice unico. Inoltre, in una rinnovata ottica efficientista, è stata sviluppata l’idea di una «aziendalizzazione» della giustizia che, tuttavia, presenta prospettive decisamente limitate. Una scarsa attenzione, infine, hanno ricevuto i concreti problemi di natura strutturale, mentre l’entusiasmo per le nuove tecnologie sembra indurre ad un fraintendimento, invero piuttosto diffuso, sul rapporto uomo-macchina.
È necessario ripensare il percorso che conduce alle scelte organizzative.

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4 I. INTRODUZIONE. LA CRISI DELLA GIUSTIZIA, TRA CRISI DEL DIRITTO E QUESTIONE DELL�EFFICIENZA PUBBLICA I.1. Premessa. La crisi della giustizia come inefficacia sociale del diritto Il tema della crisi della giustizia ha assunto, negli ultimi anni, in Italia, una po- sizione di primo piano all�interno del dibattito politico, tanto da divenire terreno di scontro ideologico, vero e proprio campo minato per i partiti appartenenti allo schieramento di maggioranza, nonch� strumento privilegiato dai partiti all�opposi- zione per fare leva sull�opinione pubblica, specialmente in sede di campagna elet- torale. L�emersione della crisi nella coscienza popolare, coincidente con il trambu- sto sollevato dalle vicende giudiziarie legate a Tangentopoli, peraltro amplificato da un forte rilievo giornalistico, ha indotto i politici a prendere consapevolezza della necessit� di sollecitare quel processo riformatore che, per anni, � andato a- vanti a singulti, producendo una notevole storia di riforme mancate. La riforma ri- guardante l�istituzione del giudice unico nel primo grado del giudizio, tanto per fare un esempio, della quale si parlava gi� nei primi anni �60 1 , ha dovuto attendere per quasi quarant�anni, pur fortemente voluta dalla dottrina giuridica e giusproces- sualistica italiana 2 . 1. Cfr. M. RAMAT, �Il giudice unico�, in Questione giustizia, n. 3-4, Milano, FrancoAngeli, 1996, pp. 489-492, articolo tratto da Il Mondo, 1962, n. 53, riesumato in occasione della presenta- zione del disegno di legge riguardante l�istituzione del giudice unico nel �pacchetto� di riforme proposto dal Ministro Flick. 2. Cfr. V. FERRARI, Sociologia del diritto e riforma del processo, in AA.VV., Societ�, norme e valori (Studi in onore di Renato Treves), Milano, Giuffr�, 1984, p. 326 ss., per una storia delle ri- forme negli anni �70. L�Autore fa notare come le risposte politiche in materia di giudice unico si siano risolte in progetti ambigui e insufficienti, peraltro scarsamente pubblicizzati. Da tali vicende, Ferrari prende, poi, spunto per lanciare l�allarme del pericolo di un�eccessiva politicizzazione della giustizia.

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Parole chiave

depenalizzazione
equa riparazione
giudice di pace
giusto processo
organizzazione del lavoro
uffici giudiziari
sociologia del diritto
ragionevole durata del processo
pacchetto flick
crisi della giustizia

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