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Il principio di non discriminazione nell'ordinamento tributario italiano e comunitario

Informazioni tesi

  Autore: Silvia Napoli
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Antonio Rau
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 145

Il problema della parità di trattamento, all'interno dell'ordinamento tributario italiano, è generalmente impostato con riferimento all'Art. 53 della Costituzione; ma oggi il ricorso all'impostazione non dovrebbe essere giustificato tanto dall'esigenza di coprire la spesa pubblica, quanto dalle finalità extrafiscali che, di volta in volta, l'ente pubblico si propone. Il perseguimento di questi fini si attua anche mediante diversificazioni di trattamento fiscale, cioè di norme contenenti agevolazioni tributarie di vario genere. Tuttavia...

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3 Introduzione In materia tributaria, l’interpretazione delle norme costituzionali e della capacità contributiva, in particolare, è, oggi, influenzata da due esigenze, che emergono chiaramente dalla realtà sociale: da un lato, vi è bisogno di prendere atto del crescente impiego dell’attività tributaria, in funzione di fini extrafiscali, e di tenere conto di esso, nell’interpretazione delle norme poste a tutela dell’eguaglianza tributaria; dall’altro, vi è la necessità di valorizzare quelle stesse norme in funzione di un più accurato adeguamento degli oneri fiscali alle possibilità dei singoli contribuenti e di un’effettiva realizzazione di quell’equa distribuzione dei carichi pubblici, nella quale si è sempre fatta consistere la giustizia tributaria. Queste esigenze sono fondamentalmente incompatibili, in quanto il perseguimento dei fini extrafiscali non può aversi se non a costo di deroghe ad una rigorosa attuazione dell’eguaglianza nella distribuzione dei carichi fiscali; e, proprio in considerazione di questa antiteticità, il rapporto tra di esse è spesso risolto nel sacrificio, pressoché totale, dell’una nell’altra. Da una parte, quanti attribuiscono maggiore rilevanza all’esigenza di consentire all’ente pubblico di servirsi liberamente dello strumento fiscale, pervengono ad una sostanziale negazione di una tutela costituzionale dell’eguaglianza tributaria; e, viceversa, coloro che avvertono maggiormente l’esigenza della tutela della parità di trattamento fiscale, spesso escludono che questa possa essere subordinata al perseguimento di fini extrafiscali, se non nei casi in cui ciò sia espressamente voluto dalla Costituzione medesima. Quest’indagine mira proprio a determinare, da un lato i limiti della tutela della parità di trattamento e dunque del principio di non discriminazione fiscale e, dall’altro, i vincoli, che tale tutela pone all’impiego dello strumento fiscale per i fini extrafiscali, guardando, a tal fine, non solo alle norme contenute nell’art. 53 della Costituzione, ma anche al principio generale dell’eguaglianza giuridica, per i riflessi che esso ha nel campo tributario. Con riferimento alle esenzioni fiscali, per esempio, sarebbe chiaramente insoddisfacente il sostenere che queste contrastano sempre col principio della capacità contributiva (perché ostacolano la realizzazione di un’uniforme distribuzione degli oneri), o che esse

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Parole chiave

giustizia tributaria
tassazione
tasse di effetto equivalente
tributi
diritto tributario
principio di non discriminazione
esenzioni fiscali
agevolazioni tributarie
articolo 3 della costituzione
articolo 53 della costituzione
discriminazione fiscale

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