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La rivoluzione del giornalismo nell'era di Internet

L’avvento di Internet, e più in generale della digitalità, rappresenta un nuovo paradigma della comunicazione: massicce quantità di informazioni circolano in rete senza filtri né censure. Nel mondo sconfinato del web, ognuno può servirsi del linguaggio dei bit per diffondere o ricercare notizie, saltando la mediazione giornalistica.
Si tratta di una mediamorfosi epocale, un processo di separazione e di inversione di importanza tra media e messaggio, che incide inevitabilmente non solo sull’organizzazione editoriale e sul confezionamento del prodotto giornalistico, ma anche sulla figura e sul ruolo del giornalista, sul suo rapporto con i lettori e in senso più ampio sul modo di informarsi che si va affermando.
La multimedialità, l’ipertestualità e l’interattività sono caratteristiche rivoluzionarie delle news telematiche, in grado di rimettere in discussione i punti cardine del giornalismo tradizionale, a cominciare dal concetto stesso di notizia.
Il criterio valutativo convenzionale adottato dagli operatori dell’informazione per determinare la notiziabilità di un dato evento era la capacità di quell’evento di diventare oggetto di interesse per il maggior numero di persone. Ma oggi, travolti da un flusso incessante di potenziali notizie, risulta sempre più difficile riuscire ad individuare gli avvenimenti capaci di attirare l’attenzione.
L’informazione massificata non è più sufficiente per rispondere ai bisogni di un pubblico ormai smaliziato ed esigente, in cerca di notizie “su misura”.

Lo spazio teoricamente illimitato della rete consente edizioni customizzabili: ogni utente si trasforma in autore, ha la possibilità di interagire e di creare un’edizione individuale del “daily me” o un palinsesto personalizzato del “my tg”, in base alle proprie specifiche necessità e curiosità.
L’accesso diretto alle fonti, la tempestività di aggiornamento garantita dal web, la rapidità di consultazione dell’informazione online e la convergenza sullo schermo del personal computer di dati, parole, suoni ed immagini, realizzano nuovi paradigmi comunicativi, centrati sul coinvolgimento attivo dei destinatari dell’informazione, che richiedono inevitabilmente una riconfigurazione della figura del giornalista.
Di fronte alla liberalizzazione sancita dai mezzi elettronici, il cyber-redattore è costretto a modificare l’organizzazione del suo lavoro e ad adeguare metodi e regole del mestiere.

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1 INTRODUZIONE L’avvento di Internet, e più in generale della digitalità, rappresenta un nuovo paradigma della comunicazione: massicce quantità di informazioni circolano in rete senza filtri né censure. Nel mondo sconfinato del web, ognuno può servirsi del linguaggio dei bit per diffondere o ricercare notizie, saltando la mediazione giornalistica. Si tratta di una mediamorfosi epocale, un processo di separazione e di inversione di importanza tra media e messaggio, che incide inevitabilmente non solo sull’organizzazione editoriale e sul confezionamento del prodotto giornalistico, ma anche sulla figura e sul ruolo del giornalista, sul suo rapporto con i lettori e in senso più ampio sul modo di informarsi che si va affermando 1 . La multimedialità, l’ipertestualità e l’interattività sono caratteristiche rivoluzionarie delle news telematiche, in grado di rimettere in discussione i punti cardine del giornalismo tradizionale, a cominciare dal concetto stesso di notizia. Sembra essersi rotto, probabilmente in modo irreversibile, quel 1 Ettore Ciancico, Internet e televisione, Marsilio Editori, 1997

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Caterina Carannante Contatta »

Composta da 241 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 10883 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.