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Il palazzo Calà Ulloa alle Mortelle

La tesi ha per tema un importante palazzo della Napoli vicereale. Il palazzo, noto con il nome di Calà Ulloa, sorge a mezza collina lungo le pendici che portano a S. Martino, in un’area ricca di interesse sia storico che artistico, conosciuta dalla tradizione come collina (o poggio) delle Mortelle.
La collina, la cui storia è ancora tutta da scrivere, deve probabilmente il nome al gran numero di mirti, comunemente denominati mortelle, che vi crescevano. La particolare bellezza del sito, dove abbondanza di spazio, ventilazione costante e bellezza del panorama offrivano non poche attrattive, produsse, tra fine ‘500 e inizio ‘600, la rapida edificazione di fabbriche ecclesiastiche e patrizie, determinando una notevole crescita urbanistica, che proseguirà fin quasi ai giorni nostri. Il palazzo Calà Ulloa affaccia, con il suo lungo prospetto principale, caratterizzato dagli ampi balconi, su piazzetta Mondragone. La piazzetta ha assunto l’attuale configurazione soltanto verso la fine del secolo scorso, allorquando la lottizzazione di una parte superiore dei giardini del palazzo Cellamare consentì la costruzione della Villa Eldorado, prospiciente il lato sud. Siamo nel cuore di un quartiere di Napoli che poi è un’altra Napoli, una piccola città nella città. Area che riporta indietro nel tempo; area in cui si aprono magnifiche terrazze naturali dove il panorama spunta all’improvviso eterno: il Vesuvio, il mare, la costa, la città.
Ho deciso di occuparmi dello studio di questo palazzo del ‘600, inserito nel contesto della collina delle Mortelle, per i motivi che di seguito illustrerò. Innanzitutto un luogo ricco di storia, di segni, di significati che ci riportano ad una Napoli non ancora dimenticata dalla memoria collettiva. L’importanza di tale palazzo si evince, in primo luogo, dalla lettura del Celano, che nelle sue Notizie del bello, dell’antico e del curioso della città di Napoli (1692), così descrive il palazzo: “...vedesi l’allegrissima e nobil casa edificata dal già fu D. Carlo Calà Duca di Diano e Reggente del Collateral Consiglio, ora dei suoi eredi: casa che par fondata per abitazione perpetua della delizia per le amenissime vedute che ella ha”.
Il palazzo è inserito in un contesto ricco di storia: il Ritiro di Mondragone, fondato nel 1655, con annessa la piccola chiesa settecentesca di S. Maria delle Grazie (occidente); palazzo Cellamare con i suoi meravigliosi giardini (meridione); la chiesa S. Carlo alle Mortelle, fondata nel 1616 (settentrione); il palazzo Brancaccio (oriente), oggi non più esistente ma la cui grande mole è facilmente riconoscibile nella pianta del Duca di Noja (1775). Pertanto, una prima fase della ricerca, non poteva tralasciare lo studio del contesto, dove, paesaggio naturale e costruzioni, riescono a stabilire una relazione di elevato interesse storico e architettonico.
Il palazzo compare in tutte le più importanti piante della città, a partire dalla pianta del Duca di Noja, ed è visibile nelle maggiori vedute che raffigurano il borgo di Chiaia (nella veduta di Gaspar van Wittel, riferibile agli inizi del Settecento e rappresentante Il borgo di Chiaia da Pizzofalcone, il palazzo è ripreso in primissimo piano).
Nonostante il palazzo sia di notevole importanza, mancano studi attenti e approfonditi e ciò mi porta ad affrontare questo tema con notevole interesse e impegno.
Il palazzo, entusiasticamente descritto dal Celano e ricorrente in più fonti dalle quali si evince ben poco, a parte notizie scarse e frammentarie, è stato individuato con certezza soltanto nel 1990 da Leonardo Di Mauro a seguito di un ritrovamento di una pianta settecentesca nell’Archivio di Stato napoletano.
L’interesse si è concentrato anche sulla figura di Carlo Calà duca di Diano, personaggio di primo piano nell’ambiente culturale napoletano del Seicento, che, subito dopo la metà del secolo, fece costruire il palazzo.
Il mio impegno è stato, quindi, quello di restituire alla città, con lo studio del palazzo Calà Ulloa, un piccolo pezzo di storia, senz’altro di eccezionale interesse per lo studio della città dal punto di vista storico, urbanistico, artistico e sociale.

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Il palazzo Calà Ulloa alle Mortelle 2 Introduzione Questo studio ha per tema un importante palazzo della Napoli vicereale. Il palazzo, noto con il nome di Calà Ulloa, sorge a mezza collina lungo le pendici che portano a S. Martino, in un’ area ricca di interesse sia storico che artistico, conosciuta dalla tradizione come collina (o poggio) delle Mortelle. La particolare bellezza del sito, dove abbondanza di spazio, ventilazione costante e bellezza del panorama offrivano non poche attrative, produsse, tra fine ‘500 e inizio ‘600, la rapida edificazione di fabbriche ecclesiastiche e patrizie, determinando una notevole crescita urbanistica, che proseguirà fin quasi ai giorni nostri. Il palazzo Calà Ulloa affaccia, con il suo lungo prospetto principale, caratterizzato dagli ampi balconi, su piazzetta Mondragone. Siamo nel cuore di un quartiere di Napoli che poi é un’altra Napoli, una piccola città nella città. Area che riporta indietro nel tempo; area in cui si aprono magnifiche terrazze naturali dove il panorama spunta all’improvviso eterno: il Vesuvio, il mare, la costa, la città. Ho deciso di occuparmi dello studio di questo palazzo del ‘600, inserito nel contesto della collina delle Mortelle, per i motivi che

Tesi di Laurea

Facoltà: Architettura

Autore: Maurizio Siani Contatta »

Composta da 62 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2924 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 3 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.