Skip to content

Il palazzo Calà Ulloa alle Mortelle

Informazioni tesi

  Autore: Maurizio Siani
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1998-99
  Università: Università degli Studi di Napoli
  Facoltà: Architettura
  Corso: Architettura
  Relatore: Leonardo Di Mauro
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 62

La tesi ha per tema un importante palazzo della Napoli vicereale. Il palazzo, noto con il nome di Calà Ulloa, sorge a mezza collina lungo le pendici che portano a S. Martino, in un’area ricca di interesse sia storico che artistico, conosciuta dalla tradizione come collina (o poggio) delle Mortelle.
La collina, la cui storia è ancora tutta da scrivere, deve probabilmente il nome al gran numero di mirti, comunemente denominati mortelle, che vi crescevano. La particolare bellezza del sito, dove abbondanza di spazio, ventilazione costante e bellezza del panorama offrivano non poche attrattive, produsse, tra fine ‘500 e inizio ‘600, la rapida edificazione di fabbriche ecclesiastiche e patrizie, determinando una notevole crescita urbanistica, che proseguirà fin quasi ai giorni nostri. Il palazzo Calà Ulloa affaccia, con il suo lungo prospetto principale, caratterizzato dagli ampi balconi, su piazzetta Mondragone. La piazzetta ha assunto l’attuale configurazione soltanto verso la fine del secolo scorso, allorquando la lottizzazione di una parte superiore dei giardini del palazzo Cellamare consentì la costruzione della Villa Eldorado, prospiciente il lato sud. Siamo nel cuore di un quartiere di Napoli che poi è un’altra Napoli, una piccola città nella città. Area che riporta indietro nel tempo; area in cui si aprono magnifiche terrazze naturali dove il panorama spunta all’improvviso eterno: il Vesuvio, il mare, la costa, la città.
Ho deciso di occuparmi dello studio di questo palazzo del ‘600, inserito nel contesto della collina delle Mortelle, per i motivi che di seguito illustrerò. Innanzitutto un luogo ricco di storia, di segni, di significati che ci riportano ad una Napoli non ancora dimenticata dalla memoria collettiva. L’importanza di tale palazzo si evince, in primo luogo, dalla lettura del Celano, che nelle sue Notizie del bello, dell’antico e del curioso della città di Napoli (1692), così descrive il palazzo: “...vedesi l’allegrissima e nobil casa edificata dal già fu D. Carlo Calà Duca di Diano e Reggente del Collateral Consiglio, ora dei suoi eredi: casa che par fondata per abitazione perpetua della delizia per le amenissime vedute che ella ha”.
Il palazzo è inserito in un contesto ricco di storia: il Ritiro di Mondragone, fondato nel 1655, con annessa la piccola chiesa settecentesca di S. Maria delle Grazie (occidente); palazzo Cellamare con i suoi meravigliosi giardini (meridione); la chiesa S. Carlo alle Mortelle, fondata nel 1616 (settentrione); il palazzo Brancaccio (oriente), oggi non più esistente ma la cui grande mole è facilmente riconoscibile nella pianta del Duca di Noja (1775). Pertanto, una prima fase della ricerca, non poteva tralasciare lo studio del contesto, dove, paesaggio naturale e costruzioni, riescono a stabilire una relazione di elevato interesse storico e architettonico.
Il palazzo compare in tutte le più importanti piante della città, a partire dalla pianta del Duca di Noja, ed è visibile nelle maggiori vedute che raffigurano il borgo di Chiaia (nella veduta di Gaspar van Wittel, riferibile agli inizi del Settecento e rappresentante Il borgo di Chiaia da Pizzofalcone, il palazzo è ripreso in primissimo piano).
Nonostante il palazzo sia di notevole importanza, mancano studi attenti e approfonditi e ciò mi porta ad affrontare questo tema con notevole interesse e impegno.
Il palazzo, entusiasticamente descritto dal Celano e ricorrente in più fonti dalle quali si evince ben poco, a parte notizie scarse e frammentarie, è stato individuato con certezza soltanto nel 1990 da Leonardo Di Mauro a seguito di un ritrovamento di una pianta settecentesca nell’Archivio di Stato napoletano.
L’interesse si è concentrato anche sulla figura di Carlo Calà duca di Diano, personaggio di primo piano nell’ambiente culturale napoletano del Seicento, che, subito dopo la metà del secolo, fece costruire il palazzo.
Il mio impegno è stato, quindi, quello di restituire alla città, con lo studio del palazzo Calà Ulloa, un piccolo pezzo di storia, senz’altro di eccezionale interesse per lo studio della città dal punto di vista storico, urbanistico, artistico e sociale.

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista
Mostra/Nascondi contenuto.
Il palazzo Calà Ulloa alle Mortelle 2 Introduzione Questo studio ha per tema un importante palazzo della Napoli vicereale. Il palazzo, noto con il nome di Calà Ulloa, sorge a mezza collina lungo le pendici che portano a S. Martino, in un’ area ricca di interesse sia storico che artistico, conosciuta dalla tradizione come collina (o poggio) delle Mortelle. La particolare bellezza del sito, dove abbondanza di spazio, ventilazione costante e bellezza del panorama offrivano non poche attrative, produsse, tra fine ‘500 e inizio ‘600, la rapida edificazione di fabbriche ecclesiastiche e patrizie, determinando una notevole crescita urbanistica, che proseguirà fin quasi ai giorni nostri. Il palazzo Calà Ulloa affaccia, con il suo lungo prospetto principale, caratterizzato dagli ampi balconi, su piazzetta Mondragone. Siamo nel cuore di un quartiere di Napoli che poi é un’altra Napoli, una piccola città nella città. Area che riporta indietro nel tempo; area in cui si aprono magnifiche terrazze naturali dove il panorama spunta all’improvviso eterno: il Vesuvio, il mare, la costa, la città. Ho deciso di occuparmi dello studio di questo palazzo del ‘600, inserito nel contesto della collina delle Mortelle, per i motivi che

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista

FAQ

Per consultare la tesi è necessario essere registrati e acquistare la consultazione integrale del file, al costo di 29,89€.
Il pagamento può essere effettuato tramite carta di credito/carta prepagata, PayPal, bonifico bancario, bollettino postale.
Confermato il pagamento si potrà consultare i file esclusivamente in formato .PDF accedendo alla propria Home Personale. Si potrà quindi procedere a salvare o stampare il file.
Maggiori informazioni
Ingiustamente snobbata durante le ricerche bibliografiche, una tesi di laurea si rivela decisamente utile:
  • perché affronta un singolo argomento in modo sintetico e specifico come altri testi non fanno;
  • perché è un lavoro originale che si basa su una ricerca bibliografica accurata;
  • perché, a differenza di altri materiali che puoi reperire online, una tesi di laurea è stata verificata da un docente universitario e dalla commissione in sede d'esame. La nostra redazione inoltre controlla prima della pubblicazione la completezza dei materiali e, dal 2009, anche l'originalità della tesi attraverso il software antiplagio Compilatio.net.
  • L'utilizzo della consultazione integrale della tesi da parte dell'Utente che ne acquista il diritto è da considerarsi esclusivamente privato.
  • Nel caso in cui l'Utente volesse pubblicare o citare una tesi presente nel database del sito www.tesionline.it deve ottenere autorizzazione scritta dall'Autore della tesi stessa, il quale è unico detentore dei diritti.
  • L'Utente è l'unico ed esclusivo responsabile del materiale di cui acquista il diritto alla consultazione. Si impegna a non divulgare a mezzo stampa, editoria in genere, televisione, radio, Internet e/o qualsiasi altro mezzo divulgativo esistente o che venisse inventato, il contenuto della tesi che consulta o stralci della medesima. Verrà perseguito legalmente nel caso di riproduzione totale e/o parziale su qualsiasi mezzo e/o su qualsiasi supporto, nel caso di divulgazione nonché nel caso di ricavo economico derivante dallo sfruttamento del diritto acquisito.
  • L'Utente è a conoscenza che l'importo da lui pagato per la consultazione integrale della tesi prescelta è ripartito, a partire dalla seconda consultazione assoluta nell'anno in corso, al 50% tra l'Autore/i della tesi e Tesionline Srl, la società titolare del sito www.tesionline.it.
L'obiettivo di Tesionline è quello di rendere accessibile a una platea il più possibile vasta il patrimonio di cultura e conoscenza contenuto nelle tesi.
Per raggiungerlo, è fondamentale superare la barriera rappresentata dalla lingua. Ecco perché cerchiamo persone disponibili ad effettuare la traduzione delle tesi pubblicate nel nostro sito.
Scopri come funziona

DUBBI? Contattaci

Contatta la redazione a
[email protected]

Ci trovi su Skype (redazione_tesi)
dalle 9:00 alle 13:00

Oppure vieni a trovarci su

Parole chiave

palazzi napoletani
palazzo cala ulloa
sviluppo urbanistico
storia dell'urbanistica
poggio delle mortelle

Non hai trovato quello che cercavi?


Abbiamo più di 45.000 Tesi di Laurea: cerca nel nostro database

Oppure consulta la sezione dedicata ad appunti universitari selezionati e pubblicati dalla nostra redazione

Ottimizza la tua ricerca:

  • individua con precisione le parole chiave specifiche della tua ricerca
  • elimina i termini non significativi (aggettivi, articoli, avverbi...)
  • se non hai risultati amplia la ricerca con termini via via più generici (ad esempio da "anziano oncologico" a "paziente oncologico")
  • utilizza la ricerca avanzata
  • utilizza gli operatori booleani (and, or, "")

Idee per la tesi?

Scopri le migliori tesi scelte da noi sugli argomenti recenti


Come si scrive una tesi di laurea?


A quale cattedra chiedere la tesi? Quale sarà il docente più disponibile? Quale l'argomento più interessante per me? ...e quale quello più interessante per il mondo del lavoro?

Scarica gratuitamente la nostra guida "Come si scrive una tesi di laurea" e iscriviti alla newsletter per ricevere consigli e materiale utile.


La tesi l'ho già scritta,
ora cosa ne faccio?


La tua tesi ti ha aiutato ad ottenere quel sudato titolo di studio, ma può darti molto di più: ti differenzia dai tuoi colleghi universitari, mostra i tuoi interessi ed è un lavoro di ricerca unico, che può essere utile anche ad altri.

Il nostro consiglio è di non sprecare tutto questo lavoro:

È ora di pubblicare la tesi