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La revocatoria nel fallimento e nell'amministrazione straordinaria delle grandi imprese in stato d'insolvenza

Il sistema concorsuale è stato recentemente innovato con l'introduzione della nuova procedura dell'amministrazione straordinaria delle grandi imprese in stato d'insolvenza. In seno alla nuova procedura si è studiato l'istituto della revocatoria fallimentare. Tale istituto è stato analizzato prima nel suo alveo originario (rectius, il fallimento) per poi cogliere le differenze di applicazione nell'amministrazione straordinaria. In primo luogo si è cercato il ponte che permettesse di estendere la disciplina di detto istituto dal fallimento alla nuova procedura. Notevole è stato lo studio rivolto alla ricostruzione sistematica della natura e funzione della revocatoria fallimentare. La sistemazione dei presupposti e degli elementi dell'istituto de quo è stata preceduta dall'analisi della revocatoria ordinaria. Sono state passate in rassegna le varie teorie circa il presupposto oggettivo della revocatoria. Un'attenta analisi è stata fatta degli elementi costituenti il presupposto soggettivo. La prescrizione dell'azione in questione è stata rivista nell'ottica della nuova procedura. Infine sono state analizzate le varie teorie circa gli effetti della revocatoria. Nelle varie questioni si è cercato, dove possibile, di confrontare le scelte esegetiche operate nella vecchia disciplina dell'amministrazione straordinaria con la nuova.

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1. INTRODUZIONE. Spunto del presente lavoro è stata la riforma intervenuta nella disciplina dell'amministrazione straordinaria delle grandi imprese in stato d'insolvenza. La farraginosa disciplina dell'amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi, dopo più di un ventennio, ha lasciato il posto alla nuova amministrazione straordinaria delle grandi imprese in stato d'insolvenza. L'oggetto su cui verterà l'intera trattazione è rappresentato dall'istituto dell'azione revocatoria fallimentare, strictu senso. Detto istituto trova la sua regolamentazione negli artt. 67-71 del R. D. 16 marzo 1942, n.267, noto anche come legge fallimentare (in seguito l. f.). In dottrina, anche se non pacificamente, per revocatoria fallimentare si intende, lato senso, tutte le azioni di cui al titolo II, capo III, sezione III della legge fallimentare, esclusa quella di cui all'art. 66, che tratta della revocatoria civile esperibile nel fallimento. Il nome, di derivazione dottrinale, è dovuto all’intima somiglianza con la revocatoria pauliana. L'indagine si concentrerà sull'analisi della parte generale dell'istituto, ovverosia saranno trattati, con taglio prettamente di diritto

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Rocco Amico Contatta »

Composta da 217 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 6272 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 15 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.