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La società dell'informazione e la tutela della privacy nell'ordinamento internazionale e comunitario

La prima parte della tesi è dedicata ad approfondire gli aspetti caratterizzanti della società dell’informazione nel quadro europeo e a porre in risalto il fondamentale ruolo svolto dall’Unione europea sia nella fase d’ideazione sia in quella dedicata alla sua compiuta realizzazione. Nella seconda parte, l’analisi viene estesa al quadro internazionale; qui viene posto l’accento sul positivo riscontro avuto dall’iniziativa comunitaria da parte della comunità internazionale e sugli sforzi compiuti dalla stessa, all’unisono con importanti Organizzazioni internazionali, per far si che acquisti un più ampio respiro si da divenire una strategia globale, anche alla luce delle potenzialità ad essa riconosciute, di strumento idoneo a garantire la crescita e l’integrazione dei Paesi in via di sviluppo. Infine, nella terza parte, viene affrontato il tema della tutela della privacy, incentrato sull’analisi del quadro legislativo di riferimento in ambito europeo, rappresentato dalla Convenzione 108 emanata nell’ambito del Consiglio d’Europa il 28 gennaio 1981 e da due direttive comunitarie: la direttiva 95/46/CE del 24 ottobre 1995 e la direttiva 97/66/CE del 15 dicembre 1997. E la scelta di affrontare un argomento così attuale, quale la tutela dei diritti della personalità nella società dell’informazione, solo in relazione al quadro europeo e non anche nel quadro internazionale, è stata dettata dalla totale assenza di norme vigenti a livello mondiale. Ossia, su scala mondiale manca qualsiasi esplicito riconoscimento del diritto alla privacy e della necessità di una sua tutela, sia nei trattati che negli accordi o convenzioni, unici atti, questi, aventi valore vincolante per gli Stati che li ratificano.
Ed è questa, una situazione che sicuramente non depone a favore di uno sviluppo globale della società dell’informazione. Come infatti ampiamente posto in risalto nel corso dei vari vertici internazionali in tema di SI, essa potrà dirsi realmente compiuta solo se acquisirà la fiducia di coloro che sono e saranno i suoi maggiori fruitori, ossia i cittadini, e via obbligata affinché ciò accada è la realizzazione di un quadro legislativo idoneo a garantire un’adeguata tutela a quel fondamentale diritto quale è quello alla riservatezza.

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IIntroduzione Da sempre l’informazione è generatrice di progresso, ovvero da quando, circa 5000 anni fa, l’uomo ha iniziato ad unire nella scrittura segni e linguaggio. Invenzioni come il sistema tipografico a caratteri mobili escogitato da Gutemberg nel Quattrocento, oppure, in tempi più recenti, come il telegrafo, il telefono, la radio o la televisione, hanno contribuito ciascuna ad innovarne ed accelerarne lo scambio. Ma, più di tutte, è stata l’informatica, il cui avvento si registra intorno agli anni ’60 del secolo scorso, a rivoluzionare le modalità di produzione e di scambio delle informazioni, incidendo non soltanto su tale aspetto, ma sugli elementi costitutivi della società civile, sugli elementi che sino ad allora avevano definito il nostro modo di vivere, di comunicare e di relazionarci con gli altri. Divenuta tecnologia di massa nel volgere di breve tempo, l’informatica ha spalancato le porte a quella che oramai è definita la “rivoluzione del XXI° secolo”, una rivoluzione digitale che, interessando le più svariate tecnologie, sta inducendo cambiamenti paragonabili a quelli realizzati dalla rivoluzione industriale dell’800, e i cui effetti sono già, e saranno

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Massimiliano Giara Contatta »

Composta da 255 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5228 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 6 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.