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Processi di Agenda 21 Locale e politiche e strumenti per lo Sviluppo Urbano Sostenibile. Il caso di Mola di Bari

Informazioni tesi

  Autore: Maria Antonia Somma
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Politecnico di Bari
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Ingegneria Civile
  Relatore: Francesco Selicato
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 233

Quando verso la fine del 1999 ho cominciato ad occuparmi di Agenda 21 Locale per la mia tesi, devo ammettere che avevo solo un’idea alquanto vaga di ciò che essa rappresentava in realtà. Man mano che la mia conoscenza si faceva sempre più approfondita, l’entusiasmo e la perplessità caratterizzavano questi progressi. L’entusiasmo perché scoprivo dei risvolti di Agenda che ne facevano uno strumento quasi unico per le potenzialità offerte alla singola Comunità locale in termini di equità, giustizia sociale e autodeterminazione e che, se sfruttate fino in fondo, avrebbero avuto un impatto grandioso sull’intero pianeta: “pensare globalmente e agire localmente” il vero sviluppo sostenibile! Ma, allora, se è un sistema così sensazionale perché solo in pochi lo conoscono e lo applicano? Di qui la perplessità!
La difficoltà maggiore che ho riscontrato più di un anno fa è stata quella di reperire le informazioni sull’argomento (paradossale per un processo che si basa sulla partecipazione e lo scambio di esperienze!). Infatti, che si trattasse di un processo in itinere non ancora “esploso” almeno in Italia, era chiaro considerando che solo alcune riviste del settore urbanistico riportavano dei resoconti parziali sulle problematiche ivi connesse (partecipazione, indicatori di sostenibilità, ecc.) e sui casi di applicazione in atto. La vera scoperta è stata la “rete”! Internet era l’unico media che riusciva a seguire quasi “in diretta” il fenomeno Agenda 21 Locale. A questo punto il rischio è stato quello di “perdersi” in questo mare di informazioni da elaborare, almeno finché non si sono individuati quei siti che sono divenuti una vera e propria guida sull’argomento. Primo fra tutti il sito del Coordinamento A21L italiano che mi ha letteralmente spalancato le porte (virtuali!) su un mondo che conoscevo solo a pezzi. Attraverso i suoi link sono entrata in contatto con le esperienze dei suoi membri (Comuni, Province, Regioni, Enti parco, ecc.) aderenti alla Campagna europea delle Città e Comuni sostenibili, che ho visto moltiplicarsi in modo sempre più accelerato negli ultimi tempi (dai 42 del primo collegamento ai quasi 350 attuali). Utilissimi sono stati anche i documenti scaricabili come i vari rapporti sullo stato di attuazione di Agenda in Italia e, soprattutto, la “Guida Europea all’Agenda 21 Locale”, versione italiana di quella fondamentale dell’ICLEI che propone lo schema esplicativo del processo di A21L, e le news che davano informazioni sugli avvenimenti e le iniziative in atto (es. per il Bando del Ministero dell’Ambiente a promozione di A21L, ecc.).
E, così, come una novella Ulisse, ho intrapreso questo viaggio che ha avuto parecchi cambiamenti di rotta in seguito alle difficoltà incontrate, ma anche alle nuove opportunità e sviluppi che nell’ultimo anno caratterizzano l’evoluzione di A21L in Italia.
Con grandi aspettative mi sono, quindi, recata per la parte applicativa da uno degli amministratori del mio Comune , che ha sempre mostrato un notevole interesse per i programmi innovativi (es. PRUSST, INTERREG, ecc.). Ma, quando gli ho nominato “Agenda 21 Locale”, l’espressione interrogativa apparsa sul suo viso non è stata incoraggiante. Poi, improvvisamente, si è illuminato ed ha esclamato: “Agenda 2000!?!”. A quel punto sono stata io a ricambiare la precedente espressione di perplessità! Dopo un breve chiarimento su cosa fosse effettivamente A21L, o meglio su cosa non fosse, ossia uno strumento finanziario, il suo interesse è diminuito. Infatti, mi ha spiegato che per quanto condividesse i principi di fondo dello strumento appena conosciuto, era alquanto improbabile che un’Amministrazione pressata da problemi di ordine pratico, riuscisse a reperire al suo interno risorse economiche ed umane tali da riuscire ad avviare un processo di tal genere che richiedeva tempo e impegno notevoli.
L’iniziale delusione si è trasformata in scoperta. Due erano le cose importanti comprese in quella sede e che avrebbero dato un taglio ben preciso alla mia tesi:
1. E’ necessario trovare fondi e risorse per sostenere il processo di A21L, sebbene sia basato sulla volontarietà.
2. Non si può iniziare un processo fortemente integrato come A21L senza conoscerne i naturali e possibili legami con le attuali politiche sull’ambito urbano e le similitudini con gli altri strumenti ed iniziative che perseguono la sostenibilità dello sviluppo.
Questi sono anche i temi conduttori dei primi due capitoli, che trovano applicazione nel capitolo progettuale dove si cerca di costruire un sistema di avvio del processo di A21L, tagliato su misura per la realtà locale del comune in esame.

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2 Introduzione Quando verso la fine del 1999 ho cominciato ad occuparmi di Agenda 21 Locale per la mia tesi, devo ammettere che avevo solo un’idea alquanto vaga di ciò che essa rappresentava in realtà. Man mano che la mia conoscenza si faceva sempre più approfondita, l’entusiasmo e la perplessità caratterizzavano questi progressi. L’entusiasmo perché scoprivo dei risvolti di Agenda che ne facevano uno strumento quasi unico per le potenzialità offerte alla singola Comunità locale in termini di equità, giustizia sociale e autodeterminazione e che, se sfruttate fino in fondo, avrebbero avuto un impatto grandioso sull’intero pianeta: “pensare globalmente e agire localmente” il vero sviluppo sostenibile! Ma, allora, se è un sistema così sensazionale perché solo in pochi lo conoscono e lo applicano? Di qui la perplessità! La difficoltà maggiore che ho riscontrato più di un anno fa è stata quella di reperire le informazioni sull’argomento (paradossale per un processo che si basa sulla partecipazione e lo scambio di esperienze!). Infatti, che si trattasse di un processo in itinere non ancora “esploso” almeno in Italia, era chiaro considerando che solo alcune riviste del settore urbanistico 1 riportavano dei resoconti parziali sulle problematiche ivi connesse (partecipazione, indicatori di sostenibilità, ecc.) e sui casi di applicazione in atto. La vera scoperta è stata la “rete”! Internet era l’unico media che riusciva a seguire quasi “in diretta” il fenomeno Agenda 21 Locale. A questo punto il rischio è stato quello di “perdersi” in questo mare di informazioni da elaborare, almeno finché non si sono individuati quei siti che sono divenuti una vera e propria guida 1 Urbanistica e Urbanistica dossier.

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