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Il mobbing: concetto e fenomenologia giuridica

Informazioni tesi

  Autore: Elio D' Orazio
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Università degli Studi Gabriele D'Annunzio di Chieti e Pescara
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Francesco Romeo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 172

Il mio lavoro riguarda il problema del mobbing: si tratta di persecuzioni psicologiche perpetrate sul lavoro ad opera dei colleghi o dei superiori gerarchici. E' un problema conseguente all'organizzazione attuale del mondo del lavoro, e che quindi esiste da molto tempo, ma di cui si è preso coscienza solo recentemente. Lo studio del fenomeno è iniziato in Svezia, e dal 1996 il problema è giunto anche in Italia.
Il mobbing è un fenomeno reale da cui è possibile difendersi avvalendosi degli strumenti che già da ora il diritto pone a disposizione delle tante vittime. E’ opportuno però che le persone credano in se stesse e abbiano il coraggio di agire contro gli autori delle violenze psicologiche. Il lavoratore colpito si trova di solito a lottare da solo contro un gruppo coalizzato: una condizione molto difficile, in cui si rischia facilmente di sbagliare mossa e di peggiorare ulteriormente la situazione. Senza dubbio lasciare il lavoro è comunque una sconfitta, perchè l’aggressore resta e la vittima lascia il campo. Anche restare passivi e rassegnati, in balia della situazione, comporta però conseguenze negative sull’equilibrio psichico, sulla salute fisica e più in generale sulla qualità della vita. Quindi, anche se ogni scelta comporta i suoi rischi, la via migliore da prendere in considerazione è quella di restare reagendo agli attacchi. Senza dubbio la lotta alle molestie morali sul lavoro dovrebbe competere prima di tutto alle associazioni che per mandato si occupano della difesa dei lavoratori, cioè i sindacati. A riguardo viene spontaneo il riferimento all’art. 9 dello Statuto dei Lavoratori, che riconosce alle rappresentanze sindacali non solo il diritto di controllare l’applicazione della normativa anti-infortunistica, ma anche quello di promuovere la ricerca, l'elaborazione e l'attuazione di tutte le misure idonee a tutelare la loro salute e la loro integrità fisica. Purtroppo le rappresentanze sindacali italiane non hanno finora dimostrato un impegno corrispondente all’ampiezza della questione, almeno a livello nazionale. I sindacati nazionali (Cgil, Cisl, Uil) stanno muovendo i primi passi sul problema solo da pochi mesi e non hanno strutture specifiche per affrontarlo.
Anche all’interno della struttura aziendale un aiuto alle vittime di mobbing potrebbe essere dato dalle Rappresentanze dei lavoratori per la sicurezza, che potrebbero svolgere un ruolo di consultazione, individuazione e segnalazione di situazioni a rischio.
Qualora questi strumenti di intervento preventivo o comunque extragiudiziario non dovessero risolvere il problema, sappiamo che esistono già ora degli efficaci strumenti di tutela giudiziaria. A riguardo è bene ricordare la tesi del danno esistenziale da mobbing, che può offrire una valida tutela giuridica, e di cui ho parlato nella seconda parte del mio lavoro.
Come dimostra la presenza di cinque proposte di legge in Parlamento, siamo in attesa di un intervento del legislatore in materia. Però, certo del fatto che ad una maggiore produzione legislativa non consegua una più alta legalità, sono d’accordo con quegli Autori di dottrina che ritengono che non ci sia necessità di uno specifico intervento legislativo. Credo invece che un uso adeguato degli strumenti di tutela esistenti possa dare idonea protezione alle vittime di mobbing.
Il mio lavoro è incentrato sull'aspetto giuridico del fenomeno, ed in particolare sulle possibilità di tutela che il nostro ordinamento oggi offre ai lavoratori. Mi sono interessato anche delle possibili vie percorribili dai ''mobbizzati'' per ottenere un risarcimento danni ed ho trattato delle ripercussioni del problema sull'INAIL. In conclusione ho analizzato il problema dal punto di vista della Common Law, cioè le esperienze Inglese ed Americana.

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1 INTRODUZIONE Nel nostro Paese, come spesso accade quando ci sono dei fenomeni nuovi, oggi tutti parlano di mobbing. In realtà il mobbing di nuovo ha soltanto il nome, perché è un problema da sempre esistito, che veniva indicato con altri termini. Comunque data la dimensione del fenomeno, la sua gravità ed i suoi effetti, non solo per le persone che ne vengono colpite direttamente, ma anche per le ricadute in termini di costi sociali per le aziende e per lo Stato, è molto positivo che il tema delle violenze psicologiche nei luoghi di lavoro sia oggi al centro dell’attenzione generale. Un’organizzazione in cui si instaura il mobbing è destinata alla disgregazione. Il peggioramento esistenziale che deriva dal mobbing è, allora, prima che soggettivo e individuale, innanzitutto oggettivo e collettivo. Sono le condizioni stesse del lavoro che cambiano oggettivamente in peggio sia per la vittima che per gli aggressori. Più i metodi utilizzati sono subdoli, sottili e silenziosi, più essi sono dannosi, perché distruggono più

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Parole chiave

bossing
bullying
danno biologico
danno esistenziale
danno morale
lavoro
mobbing
violenza psicologica
risarcimento del danno
vessazione

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