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La Chiesa Ortodossa Russa durante il periodo sovietico

Il presente lavoro si propone, attraverso l’analisi delle figure più rappresentative del dissenso religioso ed in particolare di quello ortodosso durante il periodo sovietico, di raccontare la storia travagliata della Chiesa Ortodossa Russa negli ultimi anni dell’URSS.
Si è pensato, per poter cogliere in modo più profondo le particolarità della confessione ortodossa, di aprire questo lavoro con delle puntualizzazioni su quelli che sembravano gli aspetti centrali della vita della Chiesa durante il periodo sovietico. Viene quindi preso in considerazione, nel primo capitolo, ciò che riguarda l’attività della Chiesa dal punto di vista organizzativo: la vita parrocchiale, il clero, l’episcopato, il laicato e le pubblicazioni della Chiesa, mettendo in evidenza le difficoltà affrontate dalle Chiesa negli anni della campagna antireligiosa portata avanti da Cruschëv (1959-64), la mancanza di letteratura religiosa e quindi gli ostacoli che la Chiesa si trovava ad affrontare per la formazione di nuovi preti.
Nel secondo capitolo si cerca di tracciare un quadro del dissenso, partendo anche da quello non direttamente collegato alla Chiesa, che attraverso personalità come p. Gleb Yakunin, Dimitij Dudko, Nicolaj Esliman ed altri delinea le varie fasi dell’attività dei dissidenti dalla nascita del dissenso fino alla sua repressione.
Nel terzo capitolo l’attenzione è puntata sulla vita religiosa della Russia contemporanea, prendendo in esame innanzitutto la situazione della Chiesa Ortodossa Russa per poi analizzare le altre religioni, in modo particolare l’Ebraismo e l’Islam.
Per dare una visone più completa della realtà ortodossa si è voluta aggiungere un’appendice che elenca la collocazione e la situazione delle varie Chiese Ortodosse nel mondo.
La domanda che ci si pone è quale ruolo la Chiesa Ortodossa Russa ha vissuto nell’epoca sovietica. Complicità, asservimento, ricerca di una propria autonomia, opportunismo per conquistarsi uno spazio nei confronti delle altre chiese approfittando del particolare momento storico? Un’unica risposta non c’è; esistono, nelle pieghe della vicenda della Chiesa Ortodossa Russa, in questo periodo le sfaccettature combinate di tutti questi elementi che possono prevale ora in un senso ora nell’altro. È certo che la repressione ci fu e le Chiese dovevano trovare un modo per sopravvivere. A volte l’opportunismo è significato avere una possibilità di sopravvivenza nel futuro, laddove un’opposizione netta avrebbe segnato una crisi più radicale.
Cosa ha prevalso? L’asservimento della Chiesa allo Stato sovietico o la capacità di organizzarsi degli spazi di autonomia di fronte alla repressione Governo? Anche qui non vi è una risposta. Se vogliamo prendere in considerazione un’altra faccia dello stesso aspetto è quello del dissenso esplicito, e qui non si tratta solo del rapporto tra dissenso e Stato sovietico, ma del rapporto tra dissenso e Chiesa ufficiale.
Come giustificare l’atteggiamento di quasi indifferenza della Chiesa Ortodossa Russa davanti alle sofferenze dei dissidenti ? È innegabile che delle connivenze con lo Stato da parte di alcune figure della gerarchia ecclesiastica vi furono. Probabilmente, anche qui, un atteggiamento di estrema prudenza ha salvaguardato l’autonomia, anche se minima, goduta dalla Chiesa. Certo è comprensibile il senso di isolamento del dissenso e il desiderio di un appoggio ufficiale della Chiesa, vista anche la tragicità degli eventi che gli occorsero.
È difficile per ciò esprimere un giudizio netto, perché ogni parte esprime un suo particolare punto di vista e non può esistere, in una storia così complessa come quella sovietica, una verità assoluta anche se ogni parte in causa dallo Stato sovietico alla Chiesa ufficiale e al dissenso ne proclamano una.

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Il presente lavoro si propone, attraverso l’analisi delle figure più rappresentative del dissenso religioso ed in particolare di quello ortodosso durante il periodo sovietico, di raccontare la storia travagliata della Chiesa Ortodossa Russa negli ultimi anni dell’URSS. Si è pensato, per poter cogliere in modo più profondo le particolarità della confessione ortodossa, di aprire questo lavoro con delle puntualizzazioni su quelli che sembravano gli aspetti centrali della vita della Chiesa durante il periodo sovietico. Viene quindi preso in considerazione, nel primo capitolo, ciò che riguarda l’attività della Chiesa dal punto di vista organizzativo: la vita parrocchiale, il clero, l’episcopato, il laicato e le pubblicazioni della Chiesa, mettendo in evidenza le difficoltà affrontate dalle Chiesa negli anni della campagna antireligiosa portata avanti da Cruschëv (1959-64), la mancanza di letteratura religiosa e quindi gli ostacoli

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Roberto Romeo Contatta »

Composta da 114 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3374 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 3 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.