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Sviluppi recenti della teoria del ciclo politico

Lo scopo della presente tesi è l’analisi e lo sviluppo delle tematiche riguardanti la teoria del ciclo politico.
Partendo prima di tutto dallo studio dei principali modelli di riferimento nella letteratura economica e analizzando il loro funzionamento in modo da comprendere i principali legami esistenti tra politica, economia ed elezioni, l’analisi continua cercando di applicare tali modelli alla realtà italiana degli ultimi venti anni, con gli opportuni adattamenti, e tenendo conto delle caratteristiche peculiari del sistema italiano.
Utilizzando quindi i preziosi suggerimenti di questi modelli, si procede con lo sviluppo di un approccio “a tutto tondo” sulle interazioni tra “sfera degli interessi politici” e “sfera degli interessi economici”.
La teoria del ciclo politico si occupa dell’interazione tra decisioni di politica economica, considerazioni di carattere politico e consenso elettorale.
In un sistema democratico i governanti rispondono all’elettorato, di conseguenza cercheranno di massimizzare la possibilità di essere (ri)eletti.
La possibilità dei governi e dei partiti politici di ottenere il consenso elettorale, è funzione delle decisioni prese dai politici stessi in materia di politica economica, poiché gli elettori premieranno lo schieramento che permetterà loro di ottenere i maggiori vantaggi presenti e futuri.
Proprio in questa logica “l’effetto annuncio” diventa uno degli strumenti più utilizzati dai partiti ed in generale politici al fine di ottenere consenso, mediante l’utilizzo di strategie che hanno luogo prima e dopo le elezioni.
Manipolazione elettorale, memoria evanescente, opportunismo politico, errori di previsione, logica di scambio politico e strategie elettorali volte al consenso sono concetti concatenati e formano una base di partenza per lo studio delle principali relazioni esistenti tra le due “sfere”.
In Italia, proprio per una serie di caratteristiche proprie che governano il sistema, non è possibile applicare in modo completo e sistematico i modelli analizzati nella prima parte del lavoro.
Le frequenti elezioni anticipate, la scarsa durata dei governi, l’instabilità politica costante per alcuni periodi storici, la crisi istituzionale che ha coinvolto i maggiori partiti politici del Paese e non da ultimo una crisi economica che ha interessato i primi anni Novanta, sono solo alcune degli elementi distintivi per cui è necessaria un’analisi ad hoc.
La presenza di un insieme di strategie politico-elettorali, esclusivamente orientate al consenso alle urne, sono trattate nella tesi con una particolare attenzione all’individuazione di “effetti annuncio” vistosamente non coerenti con le risorse disponibili, piuttosto che all’utilizzo un po’ troppo “generoso” della spesa pubblica nel periodo pre-elettorale.
L’ultimo capitolo si concentra sul tema delle pensioni, argomento ancora molto dibattuto nei diversi schieramenti politici e ancora considerato un “nodo” da sciogliere, poiché molto sentito dall’elettorato, difficilmente accantonabile data la sua importanza e caratterizzato da una storia di decisioni non prese che solo dal 1992 in poi finalmente, i partiti si sono decisi ad affrontare in modo serio, ma vedremo che anche in questo caso numerose saranno le particolarità nell’approccio adottato.

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CAPITOLO 1. 1.1. UNA CLASSIFICAZIONE DEI MODELLI La letteratura che tratta il ciclo politico economico si sviluppa in due fasi ben distinte. La prima fiorisce verso la met� degli anni Settanta ed utilizza modelli macroeconomici �tradizionali�, nei quali, grazie alle implicazioni teoriche della curva di Phillips, i Governi possono sistematicamente e prevedibilmente influenzare i risultati economici aggregati. Il primo filone sviluppato da questa parte della letteratura 1 enfatizza il ruolo �opportunista� del policymaker; i politici non hanno preferenze proprie, cos� scelgono le politiche che massimizzano la probabilit� di essere vincitori alle elezioni. Il secondo filone 2 mette in risalto soprattutto le motivazioni �ideologiche� del policymaker; andando pi� in profondit�, possiamo dire che i partiti di �sinistra� generalmente sono pi� favorevoli ad un basso livello di disoccupazione piuttosto che ad un basso livello di inflazione e viceversa i partiti di �destra�. La seconda fase di questa letteratura si sviluppa intorno alla met� degli anni Ottanta, come ramo della teoria dei giochi applicata alle politiche macroeconomiche 3 . Questi modelli di ciclo politico economico incorporano la teoria delle aspettative razionali mettendo in evidenza, come un pubblico razionale limiti l�estendersi delle influenze del policymaker sul ciclo economico 4 , inoltre, sono stati sviluppati modelli 5 che uniscono l�ipotesi del policymaker �ideologico� e la teoria delle aspettative razionali giungendo alla formulazione di un ciclo politico ideologico razionale. 1 Nordhaus W. (1975), The political Business Cycle, Review of Economics Studies, Volume 42; Lindbeck A. (1976), Stabilisation policy in open economies with endogenous politicians, American economic review, 66. 2 Hibbs D.A. (1977), Political parties and macroeconomic policy, American political science review, 71. 3 Barro R., Gordon D. (1983), Rules, discretion and reputation in a model of monetary policy, Journal of monetary economics, 12 4 Rogoff K. (1990), Equilibrium political budget cycles. American economic review, 36. 5 Alesina A., Cohen G.D., Roubini N. (1997), Political cycles and the macroeconomy, MIT Press, Cambridge.

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Francesco Pisapia Contatta »

Composta da 131 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3362 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.