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La valutazione dei beni ambientali nella Contabilità Economica Nazionale

Partendo dall'esame delle principali incoerenze dei sistemi contabili tradizionali, la tesi presente costituisce un tentativo di analisi delle diverse esperienze internazionali realizzate nell'arco degli ultimi decenni. Essa propone una descrizione delle principali problematiche connesse allo sviluppo di una contabilità delle risorse naturali e dei diversi metodi adottati con l'intento di organizzare, secondo un sistema logico coerente, le principali esperienze ed i principali approcci sviluppati a livello nazionale ed internazionale. Nel primo capito esamino la struttura fondamentale del sistema di contabilità nazionale (SNA).
Nel secondo si analizzano le principali proposte relative allo sviluppo di una contabilità delle risorse naturali basate sulla correzione diretta espressa in valori monetari dell'impianto contabile tradizionale.
Il terzo capitolo analizza gli approcci alternativi basati non sulla diretta modifica del sistema contabile tradizionale ma sulla costruzione di un vasto apparato informativo sull'ambiente che possa servire da supporto ai policy maker.
Nell'ultimo capitolo viene esaminato l'approccio cosiddetto "completo integrato" che integra appunto i due approcci precedenti rilevando in termini fisici le risorse naturali, assegnando ad esse un valore monetario che ne permetta l'inserimento diretto nel sistema dei conti nazionali tradizionale.

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5 INTRODUZIONE La questione ambientale ha assunto in tempi recenti una dimensione planetaria. I rischi economici e sociali connessi al manifestarsi di fenomeni ambientali quali, per esempio, l’esaurimento ed il crescente degrado delle risorse naturali, il cambiamento del clima, non sono più circoscritti a determinate aree geografiche, ma coinvolgono l’intero pianeta. Con l’acuirsi della crisi ambientale, perciò, accanto al riconoscimento del ruolo dell’ambiente come fattore essenziale dello sviluppo è aumentata anche la consapevolezza sociale degli effetti negativi della crescita economica. Concetti fondamentali quali “capacità di portata di un sistema” e “crescita sostenibile”, ormai di pubblico domino, si sono definitivamente imposti all’attenzione dei politici e degli amministratori di tutto il mondo in seguito alla pubblicazione del Rapporto Brundtland e al Vertice della Terra di Rio de Janeiro. La possibilità di conciliare crescita economica e ambiente è stata sancita e codificata nel termine “sviluppo sostenibile” ed è diventata il principale obiettivo di politica economica di ogni governo. Un processo di sviluppo ecologicamente sostenibile presuppone una corretta ed appropriata gestione delle risorse naturali. Ciò risulta, tuttavia, impossibile senza l’ausilio di un sofisticato sistema informativo che possa fornire ampie e valide indicazioni sullo stato attuale del patrimonio naturale e sulle modificazioni ambientali indotte da determinate politiche ed interventi economici. La valutazione dei benefici economici apportati da vasti insediamenti produttivi, ad esempio, dovrebbe tener conto anche dei costi ambientali imposti dalla costruzione delle relative infrastrutture e di quelli derivanti dal conseguente inquinamento atmosferico ed idrico. L’analisi sistematica ed approfondita dell’insieme delle risorse naturali e la valutazione economica sia del loro ruolo nel processo produttivo che delle alterazioni qualitative e quantitative conseguenti agli interventi economici costituiscono il presupposto indispensabile di una strategia di sviluppo sostenibile. I tradizionali sistemi di contabilità nazionale, che costituiscono a tutt’oggi il principale strumento informativo a livello macroeconomico di cui dispongono i responsabili politici in ogni paese, risultano, tuttavia, inadeguati a tale scopo. Essi, infatti, ignorano il ruolo dell’ambiente quale erogatore di beni e servizi essenziali ai processi di produzione e consumo e forniscono una descrizione del sistema economico nettamente fuorviante. Le principali incoerenze dei sistemi contabili tradizionali riguardano: I. l’esclusione delle risorse naturali - ad esempio foreste, fiumi, laghi - dall’insieme dei beni che compongono il patrimonio di una nazione; II. la mancata contabilizzazione del consumo di capitale naturale - ad esempio l’estrazione di materie prime - come costo di produzione a carico della collettività; III. l’inclusione delle spese sostenute per ripristinare o conservare la qualità ambientale tra le voci di reddito di una nazione senza sottrarre il costo del danno ambientale che le ha rese necessarie.

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Massimo Pinna Contatta »

Composta da 97 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4191 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.