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La responsabilità per gli illeciti delle organizzazioni internazionali

Il proposito di questo lavoro è di fornire un'analisi approfondita sul problema della responsabilità per gli illeciti delle organizzazioni internazionali: ovvero stabilire quali soggetti di diritto internazionale, gli Stati membri o/e l'organizzazione stessa debbano rispondere per gli illeciti commessi da quest'ultima. E' evidente allora, come necessario punto di partenza, dovrà essere l'esame dei concetti di soggetto di diritto internazionale e di personalità internazionale, in quanto solo se un ente è dotato di personalità, allora potrà essere considerato un soggetto giuridico e, di conseguenza, essere titolare di diritti e di obblighi, la cui violazione darà luogo a responsabilità. Dopo aver approfondito questi concetti, si potrà quindi, esaminare la prassi, che offre dei casi di illeciti commessi da organizzazioni internazionali, risolti in modi diversi, proprio in relazione al diverso modo di considerare le organizzazioni stesse. Infatti a seconda che si riconosca o meno la personalità internazionale delle organizzazioni, si avranno conseguenze diverse sul piano della individuazione dei responsabili degli illeciti da esse commessi. Solo a seguito dell'analisi di questi casi, si potranno trarre delle conclusioni su questo problema, sicuramente molto attuale, viste le proporzioni che va assumendo oggi il fenomeno dell'organizzazione internazionale.

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1 SOMMARIO Per soggettività s’intende comunemente il possesso da parte di un ente di una qualità giuridica astratta che lo rende idoneo a divenire titolare di diritti, doveri ed altre situazioni giuridiche concrete nell’ambito di un ordinamento. La dottrina internazionalistica è divisa in merito alla problematica della soggettività internazionale. Secondo i più la soggettività internazionale sarebbe la qualità di titolare di situazioni soggettive o l’idoneità a divenirlo. Come nel diritto interno, anche nel diritto internazionale si pongono, quindi, vari ordini di problemi in tema di soggettività, a seconda del punto di vista dal quale si considera il fenomeno. All’internazionalista manca il punto di partenza offerto al civilista, dall’immediata percezione della base sociale dell’ordinamento e dalla natura “semplice” degli enti – le persone fisiche – ad essa appartenenti. Chi studia la soggettività internazionale si trova, invece, subito di fronte ad entità, rispetto alle quali il problema del rapporto con l’ordinamento non si può risolvere senz’altro nell’indirizzarsi delle norme alle entità medesime, ma investe il rapporto fra le norme del sistema giuridico e la realtà sociale propria di ciascun ente. A “fortiori” la nozione di Stato è pregiudiziale alla soluzione di qualsiasi problema di soggettività internazionale, che appare così un “circulus inextricabilis” avente come punto di passaggio obbligato la nozione dei

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Daniela Lamanna Contatta »

Composta da 176 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 6370 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 23 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.