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Utopia e antiutopia socialista (''My''di E.I. Zamjatin e ''Krasnaja zvezda''di A.A. Bogdanov)

Il presente lavoro affronta il confronto tra My (1920-21), il romanzo-antiutopia di E. I. Zamjatin, e Krasnaja zvezda (1908), l’utopia di A. A. Bogdanov-Malinovskij. Autori pressochè contemporanei, Zamjatin e Bogdanov vissero, seppur separatamente, una serie di esperienze molto simili, dalla scelta di abbracciare l’attività letteraria nonostante una formazione tecnico-scientifica, ai numerosi arresti, alle altrettante condanne all’esilio per l’impegno politico nelle fila del Partito Bolscevico. Tuttavia, le opere qui prese in esame differiscono sotto diversi punti di vista: l’impianto narrativo, le premesse teoriche, il contesto storico, gli intenti con cui furono scritte.
L’elaborato è strutturato in quattro capitoli cui si aggiunge una breve parte conclusiva. Nel primo capitolo, i due autori vengono brevemente introdotti ripercorrendo i momenti salienti della loro vita e della loro attività letteraria. In particolare, al romanzo My viene dedicato un paragrafo di approfondimento sull’“odissea” che portò, dopo una serie di traduzioni pubblicate all’estero, alla più che tardiva edizione sovietica, nel 1988.
Il secondo capitolo contiene un excursus sullo sviluppo della tradizione utopica in Europa e in Russia, per vedere quali tappe hanno segnato il cammino che collega l’Utopia di Tommaso Moro alle moderne antiutopie, passando per Krasnaja zvezda, esempio di utopia socialista, e My, ritenuto l’archetipo delle più recenti antiutopie inglesi (in particolare i romanzi di Huxley e Orwell). Per il romanzo di Bogdanov abbiamo cercato di sottolineare quali elementi tipici del paradigma utopico fossero stati recuperati, e quali invece costituissero uno scarto rispetto alla tradizione del genere; gli stessi parametri sono poi applicati al testo di Zamjatin allo scopo di esemplificare il meccanismo che soggiace alla “costruzione” dell’antiutopia, mostrando cioè in che modo il rovesciamento di prospettiva riesca a conferire una valenza profondamente negativa ad elementi che nelle utopie fanno parte di modelli di presunta perfezione.
Nel terzo capitolo vengono messe a confronto le concezioni della Storia sostenute dai due autori, e il modo in cui questi diversi punti di vista si riflettono nelle opere prese in esame. In entrambi i casi l’analisi parte dalla lettura di due testi che fungono da complemento teorico ai romanzi in questione: l’articolo “O literature, revoljucii, entropii, i pr.” (1924) di Zamjatin, e il trattato Kratkij kurs ekonomičeskoj nauki (1897) di Bogdanov. Il primo non fa che confermare l’idea, già esposta in My, di una Storia ciclica, in cui il nuovo continua a sostituirsi al vecchio in una continua alternanza di rivoluzioni e fasi entropiche della quale non è possibile conoscere gli esiti poichè nulla è definitivo. Il secondo funge da modello per la società descritta da Bogdanov, e presenta una visione decisamente finalistica. Per Bogdanov la Storia è un percorso evolutivo lineare il cui sbocco inevitabile è la nascita del socialismo, l’ideale verso il quale tende ogni cosa, anche qualora i fatti sembrino muovere in direzione opposta.
Nell’ultimo capitolo abbiamo fatto un’analisi contrastiva dei due romanzi in base all’idea di mito del progresso che caratterizza entrambi i testi (anche se in modo differente) e che trova la sua realizzazione nel taylorismo. L’atteggiamento dei due autori di fronte a questo fenomeno appare profondamente diverso, tanto da diventare un modello di armonia e unità nell’utopia di Bogdanov, e un meccanismo disumano e massificante nell’antiutopia di Zamjatin.
Le conclusioni vogliono essere un tentativo di ripercorre il filo che collega le diverse parti dell’elaborato, al quale si aggiungono riflessioni personali nate nel corso del lavoro di analisi e confronto.
Le citazioni vengono riportate in lingua originale e, solo nel caso della lingua russa, viene fornita una nostra traduzione in nota; le eventuali edizioni italiane delle opere citate vengono riportate in bibliografia.



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iii Premessa Il presente lavoro affronta il confronto tra My (1920-21), il r m nzo- antiutopia di E. I. Zamjatin, e Krasna zvezda (1908), l’utopia di A. A. Bogdanov-Malinovskij. Autori pressoché contemporanei, Zamjatin e Bogdanov vissero, seppur separatamente, una serie di esperienze molto simili, dalla scelta di abbracciare l’attività letteraria nonostante una formazione tecnico-scientifica, ai numerosi arresti, alle altrettante condanne all’esilio per l’impegno politico nelle fila del Partito Bolscevico. Tuttavia, le opere qui prese in esame differiscono sotto diversi punti di vista: l’impianto narrativo, le premesse teoriche, il contesto storico, gli intenti con cui furono scritte. L’elaborato è s rutturato in quattro capitoli cui si aggiunge una breve parte conclusiva. Nel primo capitolo, i due autori vengono brevemente introdotti ripercorrendo i momenti salienti della loro vita e della loro attività letteraria. In particolare, al romanzo My viene dedicato un paragrafo di approfondimento sull’“odissea” che portò, dopo una serie di traduzioni pubblicate all’estero, alla più che tardiva edizione sovietica, nel 1988. Il secondo capitolo contiene un excursus llo sviluppo della tradizione utopica in Europa e in Russia, per vedere quali tappe hanno segnato il cammino che collega l’Utopia di Tomm so Moro alle moderne antiutopie, passando per Kr snaja zvezda, s mpio di utopia socialista, e My, ritenuto l’archetipo delle più recenti antiutopie inglesi (in particolare i romanzi di Huxley e Orwell). Per il romanzo di Bogdanov abbiamo cercato di sottolineare quali elementi tipici del paradigma utopico fossero stati recuperati, e quali invece costituissero uno scarto rispetto alla tradizione del genere; gli stessi parametri sono poi applicati al testo di Zamjatin allo scopo di esemplificare il meccanismo che soggiace alla “costruzione” dell’antiutopia, mostrando cioè in che modo il rovesciamento di prospettiva riesca a conferire una valenza profondamente negativa ad elementi che nelle utopie fanno parte di modelli di presunta perfezione.

Tesi di Laurea

Facoltà: Scuola sup. di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori

Autore: Nadia Ziliani Contatta »

Composta da 149 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4769 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 7 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.