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Il folklore negli Stati Uniti d'America: analisi storico-sociale e riflessioni economico-turistiche

I primi europei che sbarcarono in America si trovarono di fronte ad un mondo strano e inospitale. Prima di poter lavorare la terra dovettero disboscarla e prosciugarla. Le foreste offrivano risorse apparentemente illimitate di combustibile, di legname e di selvaggina. I coloni impararono a conoscere nuovi animali e vegetali, quali il tacchino selvatico, i mirtilli, il granoturco (mais), i fagioli, le zucche, i pomodori, le patate, il tabacco.
Le immigrazioni provenienti dalla Gran Bretagna e dalla Francia si diressero prevalentemente verso le coste settentrionali del continente e si insediarono negli attuali Canada e Stati Uniti. I nuovi abitanti si incontrarono con le civiltà preesistenti al loro arrivo, alle quali imposero la loro superiorità militare, portando all’estinzione diversi gruppi etnici locali. Si diressero verso gli Stati Uniti poi immigrati dalla Cina, dalla Palestina, dalla Germania e da molti altri paesi; contemporaneamente venivano portati negli USA milioni di schiavi prelevati dall’Africa nera; in tempi più recenti una fortissima immigrazione verso gli Stati Uniti si è avuta da parte degli “ispanici”, soprattutto messicani e portoricani.
Da questo guazzabuglio di razze , etnie, culture diverse, sono nati gli Stati Uniti moderni, prima potenza economico-militare del pianeta, ma nazione che presenta fortissime differenze sociali e contraddizioni evidenti, e che la rendono Paese dalle mille opportunità ma anche delle grandi emarginazioni.
Capire gli Stati Uniti vuol dire capirne la storia, la cultura, le tradizioni, ma trovarvi un’unica civiltà che li rappresenti è impossibile perchè ogni etnia, ogni razza ha mantenuto gelosamente le proprie origini, la proprie radici come in un senso di non accettazione completa alla “nuova terra”. Tuttavia da sempre la maggioranza bianca protestante, che in gran parte esprime la classe media, decide i destini del paese e ne da all’esterno un’immagine cristiana, perbenista, “occidentale”.
Tuttavia l’osservatore esterno deve cercare di capire contraddizioni e differenze, soprattutto l’origine della natura poliedrica americana; per fare ciò necessita una analisi delle diverse etnie, razze, religioni, culture che trovano nel folklore e nelle tradizioni il sunto ideale.
Scopo di questo lavoro sarà allora quello di capire cos’è il folklore e come questo si esprime negli Stati Uniti, limitando l'analisi, per impossibilità rappresentativa, ai gruppi più significativi e alle manifestazioni che meglio rappresentano l’identità folklorica statunitense.
Quindi cercheremo di cogliere alcuni aspetti turistici del folklore degli Stati Uniti evidenziando il forte peso attrattivo turistico che gli USA detengono nel panorama mondiale e sottolineando le motivazioni che inducono il viaggiatore nella fruizione del proprio soggiorno “americano”. Infine daremo alcune riflessioni sul rischio della commercializzazione delle tradizioni e sul pericolo della scomparsa dell’unica vera cultura nazionale, quella dei nativi.
Il presente lavoro avrà un’impronta decisamente socio-geografica, e per l’argomento richiedente riflessioni storiche, e per l’inesistenza di tecniche di campionamento che permettano un’analisi turistica del folklore.

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7 INTRODUZIONE I primi europei che sbarcarono in America si trovarono di fronte ad un mondo strano e inospitale. Prima di poter lavorare la terra dovettero disboscarla e prosciugarla. Le foreste offrivano risorse apparentemente illimitate di combustibile, di legname e di selvaggina. I coloni impararono a conoscere nuovi animali e vegetali, quali il tacchino selvatico, i mirtilli, il granoturco (mais), i fagioli, le zucche, i pomodori, le patate, il tabacco. Le immigrazioni provenienti dalla Gran Bretagna e dalla Francia si diressero prevalentemente verso le coste settentrionali del continente e si insediarono negli attuali Canada e Stati Uniti. I nuovi abitanti si incontrarono con le civiltà preesistenti al loro arrivo, alle quali imposero la loro superiorità militare, portando all’estinzione diversi gruppi etnici locali. Si diressero verso gli Stati Uniti poi immigrati dalla Cina, dalla Palestina, dalla Germania e da molti altri paesi; contemporaneamente venivano portati negli USA milioni di schiavi prelevati dall’Africa nera; in tempi più recenti una fortissima immigrazione verso gli Stati Uniti si è avuta da parte degli “ispanici”, soprattutto messicani e portoricani. Da questo guazzabuglio di razze , etnie, culture diverse, sono nati gli Stati Uniti moderni, prima potenza economico-militare del pianeta, ma nazione che presenta fortissime differenze sociali e contraddizioni

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Alessandro Marunti Contatta »

Composta da 116 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4093 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.