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Il certificatore della chiave digitale

La tesi in questione tratta la figura giuridica del certificatore collocando tale istituto nell'ambito della problematica di attribuire valore giuridico al documento informatico. I riferimenti normativi, sia interni che comunitari sono confrontati con le altre normative internazionali in tema di firma digitale, in modo particolare con le esperienze anglosassoni.
L'approccio comparatistico della materia consente di collocare la disciplina della certificazione digitale in un ambito ''dinamico'' attraverso il quale diviene più facile comprendere quali saranno gli approdi delle recenti riforme normative. In particolare la tesi espone: la problematica dell'attribuzione di valore giuridico al documento informatico con un ampia analisi del relativo dibattito dottrinale; la tecnica crittografica, con riferimenti alle esperienze internazionali e all'evoluzione storica della criptografia; i requisiti del certificatore, confrontando la normativa interna con le novità introdotte dalla normativa comunitaria e dal suo decreto di recepimento; la procedura di validazione e la nozione di certificato digitale; gli obblighi del certificatore; la responsabilità del titolare di un sistema di firma digitale e dell'utilizzatore di un sistema di criptografia a chiavi asimmetriche: l'analisi precisa le diverse ipotesi di concorso di responsabilità contrattuale ed extracontrattuale, arricchita da un ampia casistica nonché confronti con la normativa internazionale e le ipotesi di responsabilità previste dalla direttiva comunitaria in tema di firme elettroniche; in ultimo la tesi tratta di un campo di applicazione concreta del sistema di firma digitale: il processo telematico, con un ampia trattazione delle diverse tesi dottrinali sull'introduzione degli strumenti telematici nel procedimento. Il compenso per ogni consultazione della tesi sarà devoluto ad Emergency: opzione prevista tra le modalità di pagamento dell'Autore dal sito tesi on line.

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1 Capitolo I Il documento informatico Sezione Prima Il documento 1.1 Nozione di documento L’ ordinamento italiano non prevede alcuna norma che fornisca la nozione generale di documento. Il codice civile pone, invece, un’ articolata disciplina relativa all’ attività di documentazione e ai suoi risultati. In modo particolare il codice, relativamente alle varie specie di documenti, statuisce sulla loro forma, sulla loro efficacia come mezzi di prova e, talvolta, sul loro essere condizione di validità degli atti giuridici. In secondo luogo si possono individuare quelle norme che disciplinano la modalità con cui devono essere conservati documenti di particolare importanza e, infine, la normativa che consente la conoscibilità a terzi delle situazioni giuridiche rappresentate dai documenti attraverso la notificazione, la pubblicazione e la pubblicità degli stessi. La nozione generale di documento è stata elaborata dalla dottrina. In modo particolare è risultato incisivo un primo apporto dottrinale 1 che ha considerato documento qualsiasi oggetto, qualsiasi cosa idonea a far conoscere un fatto, diversa dal testimone, il quale è una persona che narra e non una cosa che rappresenta. A questa concezione hanno fatto seguito, nel tempo, una serie di interventi dottrinali 2 e giurisprudenziali che non hanno alterato l’ impostazione fondamentale fornita dalla prima dottrina. Altro orientamento 3 ha considerato documento “un oggetto corporale, prodotto dell’ umana attività di cui conservi le tracce, il quale, attraverso la percezione dei grafici sopra di esso impressi, o delle luci o suoni che può fornire, è capace di rappresentare, in modo permanente, a chi lo ricerchi, un fatto che è fuori di esso documento”. 1 Carnelutti, “Documento-Teoria moderna”, in Nov. Dig. It., Torino 1957 pg. 85 e ss. 2 Chiovenda, “Principi di diritto processuale civile”, Napoli, 1923. 3 Guidi, “Teoria giuridica del documento”, Milano, 1950 pg. 46.

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Gianluca Torchiaro Contatta »

Composta da 357 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1979 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 8 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.