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Il modello delle amministrazioni indipendenti in Italia e negli Stati Uniti. Profili comparati di disciplina della concorrenza.

La tesi si propone di analizzare l'evolversi della disciplina antitrust negli Stati Uniti ed in Italia con particolare riguardo all'emergere delle amministrazioni indipendenti. A tal fine, viene proposta una ricostruzione comparata del diverso contesto nel quale le authorities sono state istituite prima negli Stati Uniti e poi in Europa: vengono analizzate in particolare le funzioni ed i poteri della Federal Trade Commission e dell'Autorità Garante del Mercato e della Concorrenza. L'evoluzione della disciplina antitrust viene condotta principalmente attraverso una disamina della casistica giurisprudenziale al fine di sottolineare l'impatto decisivo delle diverse teorie economiche: si sottolinea il diverso atteggiamento proposto dalla per se condemantion theory e dalla rule of reason. Il tentativo esperito è quello utilizzare l'analisi economica per dare una lettura dinamica delle vicende che attraversano il diritto della concorrenza: di come siano stati elaborati i concetti di mercato rilevante, di abuso di posizione dominante, di tying, di essential facility, di monopoly leveraging, di network externalities e così via.La storia della legislazione antitrust negli Stati Uniti ed in Europa può essere riletta come la rappresentazione delle diverse modalità con cui, in fasi storiche e in contesti istituzionali quanto mai differenti, è stato affrontato il nodo cruciale dello sviluppo dei paesi occidentali, il ''dilemma'' irrisolto della democrazia liberale: l'emergere nel mercato, come espressione e prodotto della libertà individuale, del fenomeno opposto del potere privato; un potere tanto più pericoloso, che minaccia non solo di menomare la libertà economica degli altri individui, bensì di incidere sull'equilibrio delle decisioni pubbliche, e che dunque può essere fronteggiato soltanto con un accrescimento del potere pubblico, ossia con qualcosa che a sua volta può tradursi in una ulteriore restrizione degli spazi dell'autonomia individuale.Una società democratica è e resta tale se riesce a definire e a salvaguardare due confini: l'uno, al di là del quale sorge il potere non legittimo degli individui; l'altro, al di là del quale lo stesso potere pubblico legittimo diventa illegittimo.Tutto il dibattito che percorre la società contemporanea verte, in definitiva, sul ''dove'' collocare tali confini. Le complesse vicende concernenti le normative e le politiche antitrust ruotano, sostanzialmente, intorno al medesimo problema, cioè intorno alla alternativa tra la tensione verso un assetto dei mercati che privilegi l'eguaglianza delle opportunità ed un'altra che tuteli invece prioritariamente la remunerazione delle attività imprenditoriali.Il profilo che assume nei vari Paesi quello che chiamiamo lo ''Stato regolatore'' (funzioni, tecniche, soggetti) e lo sviluppo delle relazioni, delle contaminazioni e delle affinità tra i sistemi amministrativi, con riguardo particolare alle politiche di regulation, è oggetto privilegiato di analisi interdisciplinaridalle quali emerge il progressivo atteggiarsi dello Stato come ''Stato limitato'', che non significa Stato astensionista, ma che circoscrive il raggio delle risposte che organizza da sè e che invece rispetta sempre di più le logiche d'azione dei sistemi regolati dei quali tende a farsi garante.Il principale di questi sistemi, in cui il vivere sociale si articola mediante l'organizzazione normativa, come ci insegna la più matura esplicitazione della lettura weberiana e kelseniana, è appunto il mercato, che sarebbe sbagliato considerare un locus naturalis.Parlare di antitrust significa appunto sicuramente ''ibridare'' diritto ed economia, considerare cioè la valenza economica della istituzione-concorrenza come un quadro entro il quale deve condursi la valutazione dei diritti degli operatori sul mercato, in un doppio ambito di tutela, l'uno di tipo pubblicistico e l'altro di tipo privatistico: interesse generale versus massimizzazione del profitto.

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5 L’orizzonte nel quale si colloca lo sforzo di analisi del presente lavoro è il medesimo prescelto da un recentissimo saggio di Giuliano Amato, che fornisce non soltanto una limpidissima ricostruzione storico-critica delle forme e dei criteri della regolazione pubblica dell’iniziativa privata, ma evidenzia anche con grande finezza la vivissima attualità delle questioni, delle opzioni e dei dilemmi che caratterizzano l’evoluzione della disciplina del mercato e della concorrenza negli Stati Uniti ed in Europa 1 . La storia della legislazione antitrust negli Stati Uniti ed in Europa può essere riletta come la rappresentazione delle diverse modalità con cui, in fasi storiche e in contesti istituzionali quanto mai differenti, è stato affrontato il nodo cruciale dello sviluppo dei paesi occidentali, il “dilemma” irrisolto della democrazia liberale: l’emergere nel mercato, come espressione e prodotto della libertà individuale, del fenomeno opposto del potere privato; un potere tanto più pericoloso, che minaccia non solo di menomare la libertà economica degli altri individui, bensì di incidere sull’equilibrio delle decisioni pubbliche, e che dunque può essere fronteggiato soltanto con un accrescimento del potere pubblico, ossia con qualcosa che a sua volta può tradursi in una ulteriore restrizione degli spazi dell’autonomia individuale 2 . Una società democratica è e resta tale se riesce a definire e a salvaguardare due confini: l’uno, al di là del quale sorge il potere non legittimo degli individui; l’altro, al di là del quale lo stesso potere pubblico legittimo diventa illegittimo 3 . Tutto il dibattito che percorre la società contemporanea verte, in definitiva, sul “dove” collocare tali confini. Le complesse vicende concernenti le normative e le politiche antitrust ruotano, sostanzialmente, intorno al medesimo problema, cioè intorno alla alternativa tra la tensione verso 1 G.AMATO, Antitrust and the Bounds of Power. The Dilemma of Liberal Democracy in the History of the Market, Oxford 1997. 2 ibidem, p.2. 3 ibidem, p.3.

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Giuseppe Colangelo Contatta »

Composta da 234 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4550 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.