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Migranti nello spazio: i luoghi della clandestinità nella città di Milano

Il migrante, "spogliato" dei suoi luoghi di origine, si trova in uno stato di momentanea nudità, in balia di uno spazio cosmico, in uno stato non gravitazionale, dove l'alto e il basso perdono di senso e le certezze si fanno evanescenti. A questa colorita ma interessante metafora potremmo aggiungere quanto dice Zanini, secondo il quale valicare una frontiera vuol dire "uscire da uno spazio familiare, conosciuto, rassicurante, ed entrare in quello dell'incertezza". In sostanza viene a mancare il senso dell'abitare e dell'appartenere ad un luogo. Per il migrante diventa di vitale importanza ridisegnare uno spazio capace di accogliere il suo mondo di credenze, di significati, di simboli o più semplicemente la sua cultura. Fino a quando questo atto di ridefinizione del proprio habitat non si esaurisce, l'esperienza del migrare rimane in una condizione di confine, in una sorta di bolla liminale.

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5 INTRODUZIONE “Anziché dirti di Berenice, città ingiusta, che incorona con triglifi abachi metope gli ingranaggi dei suoi macchinari tritacarne […], dovrei parlarti della Berenice nascosta, la città dei giusti, armeggianti con materiale di fortuna nell’ombra di retrobotteghe e sottoscale, allacciando una rete di fili e tubi e carrucole e stantuffi e contrappesi che si infiltra come una pianta rampicante tra le grandi ruote dentate […]; anziché rappresentarti le vasche profumate delle terme sdraiati sul cui bordo gli ingiusti di Berenice intessono con rotonda eloquenza i loro intrighi e osservano con occhio proprietario le rotonde carni delle odalische che si bagnano, dovrei dirti di come i giusti sempre guardinghi per sottrarsi alle spiate dei sicofanti e alle retate dei giannizzeri, si riconoscano dal modo di parlare, specialmente dalla pronuncia delle virgole e delle parentesi; dai costumi che serbano austeri e innocenti eludendo gli stati d’animo complicati e ombrosi; dalla cucina sobria ma saporita che rievoca un’antica età dell’oro: minestrone di riso e sedano, fave bollite, fiori di zucchino fritti. Da questi dati è possibile dedurre un’immagine della Berenice futura, che ti avvicinerà alla conoscenza del vero più d’ogni notizia sulla città quale oggi si mostra. Sempre che tu tenga conto di ciò che sto per dirti: nel seme della città dei giusti sta nascosta a sua volta una semenza maligna; la certezza e l’orgoglio d’essere nel giusto – e dell’esserlo più di tanti altri che si dicono giusti più del giusto – fermentano in rancori rivalità ripicchi, e il naturale desiderio di rivalsa sugli ingiusti si tinge della smania

Tesi di Laurea

Facoltà: Psicologia

Autore: Andrea Fianco Contatta »

Composta da 117 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2756 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.