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Aspetti neuropsicologici nei Disturbi della Condotta Alimentare (DCA): contributo personale

Informazioni tesi

  Autore: Andrea Pierò
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1997-98
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Medicina e Chirurgia
  Corso: Medicina e Chirurgia
  Relatore: Secondo Fassino
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 161

Riassunto

Nel cap. 2 viene descritta la Neuropsicologia, disciplina sperimentale, che utilizza strumenti e tecniche di altre discipline (Neurologia, Psicologia, Psichiatria, Radiolgia, Neurochirurgia, Fisiologia) per indagare i rapporti tra mente e cervello.

Nel cap. 3 vengono descritte le applicazioni delle metodiche neuropsicologiche nell’ambito della ricerca psichiatrica. Viene, inoltre, sottolineato il contributo che queste hanno fornito nella comprensione di alcuni elementi psicopatologici di disturbi psichiatrici, quali la Schizofrenia, i Disturbi dell’Umore e il Disturbo Ossessivo Compulsivo.

Nel cap. 4 vengono presi in considerazione i DCA (Disturbi della Condotta Alimentare) dal punto di vista dell’epidemiologia, della diagnosi, dell’eziopatogenesi, del quadro clinico e delle prospettive terapeutiche. L’aumento epidemiologico dei DCA degli ultimi vent’anni, ha dato impulso allo studio di disturbi che fino a qualche decennio fa erano poco conosciuti e studiati, rispetto ai disturbi psichiatrici “classici” (come la Schizofrenia). La diagnosi viene posta in accordo con i criteri del DSM-IV, il quadro clinico è multiforme, l’eziopatogenesi è di tipo multifattoriale. Nel capitolo si sottolinea l’importanza di un approccio terapeutico multidimensionale, nell’ambito di una strategia terapeutica a “rete”.

Nel cap 5 viene considerato il ruolo della distorsione dell’Immagine Corporea nei DCA e l’evoluzione che questo concetto ha subito negli anni. Vengono, inoltre, descritti strumenti e tecniche di misurazione della percezione delle dimensioni corporee e le più recenti applicazioni del Test di Stroop nei DCA.

Nel cap. 6 viene presentato lo studio: esso è stato condotto su di una casistica clinica costituita da 20 pazienti affette da Anoressia Nervosa e 20 controlli non-malati. Nello studio sono stati applicati due test di tipo neuropsicologico: il Test di Stroop Modificato ed il Wisconsin Card Sorting Test. Il primo valuta le capacità attentive e di orientamento dell’attenzione, mentre il WCST indaga alcuni aspetti patologici del funzionamento del lobo frontale, quali la rigidità di pensiero. Lo studio si è avvalso dell’utilizzo di due questionari: l’EDI-II (Eating Disorders Inventory-II), che è uno strumento di valutazione del grado di gravità psicopatologica nell’ambito dei DCA, ed il BSQ (Body Shape Questionnaire), che indaga alcuni aspetti relativi alla distorsione dell’Immagine Corporea.
Lo scopo del lavoro è, nell’ambito di una ricerca sugli aspetti neuropsicologici dei Disturbi della Condotta Alimentare, di:
1. Confrontare, in un gruppo di pazienti affette da Anoressia Nervosa, le capacità attentive ed alcune caratterisriche del funzionamento frontale, quali capacità di astrazione e “flessibilità reattiva”.
2. Correlare le “prestazioni cognitive” allo Stroop e al WCST ed il livello di gravità psicopatologica (EDI-II, BSQ) ed “organica” (BMI).
3. In definitiva, la presente ricerca si propone di correlare alcuni elementi psicopatologici, già delineati, ad altri meno studiati, ed in particolare studiare la rigidità ideativa e comportamentale, presente in un consistente numero di pazienti anoressiche.
I risultati indicano la presenza di un deficit attentivo-prestazionale aspecifico al Test di Stroop, di tipo “risposta di evitamento”, e l’assenza di un deficit attentivo preconscio. Il deficit non correla, nelle anoressiche, con il disturbo dell’immagine corporea.
Si è mostrata, invece, una correlazione tra tratti e modalità cognitive più rigide (stile ossessivo) e minor rendimento alle prove neuropsicologiche da parte delle pazienti anoressiche. Un’altra importante correlazione mostrata è quella tra tratti e modalità cognitive più rigide e disturbo dell’immagine corporea: anche tale dato è specifico per le anoressiche.

Nel cap 7 vengono esposte le conclusioni a cui lo studio ha condotto:
- Fattori aspecifici di errori e prestazioni psicomotorie (allo Stroop): indicano un globale deficit di prestazioni, che fonda le sue radici più che nel deperimento fisico-mentale, dovuto alla denutrizione, in una più accentuata rigidità ideo-motoria.
- Fattori specifici di rigidità e difficoltà attentive: i risultati al WCST, pongono l’accento sull’importanza dei tratti ossessivi in alcuni sottogruppi di pazienti affette da Anoressia Nervosa.
- Rigidità associata a Immagine Corporea “disturbata”: la distorsione dell’Immagine Corporea non sembra direttamente correlabile ad errori attentivi, misurati con il Test di Stroop. Essa però sarebbe correlata alla rigidità ideomotoria, dimostrata in questo studio grazie al WCST: è questo un dato molto interessante che merita di essere ulterirormente approfondito.
Infine nel capitolo si sottolinea l’importanza di indagare ulteriormente gli aspetti neuropsicologici dei DCA, associandoli agli studi dei fattori temperamentali e caratteriali che stanno alla base della personalità e quindi dei disturbi.

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4 1.Introduzione La Neuropsicologia, disciplina che studia il rapporto tra mente e cervello, sta apportando un importante contributo allo studio degli aspetti psicopatologici di diversi Disturbi Psichiatrici. Essa ed ha fornito metodiche e tecniche, spesso innovative e complesse, in grado di scavare a fondo elementi eziopatogenetico-clinici ancora inesplorati di tali disturbi. Sebbene a volte i ricercatori in questo campo abbiano sovrastimato i risultati ottenuti con l’utilizzo di batterie di tests neuropsicologici, spesso sono state sottovalutate le potenzialità di tali metodiche e molti altri elementi del rapporto tra sintomi e funzionamento cerebrale dovranno essere studiati [Keefe, 1995]. La valutazione neuropsicologica applica i metodi della psicologia clinica e sperimentale all’analisi dei disturbi cognitivi e comportamentali causati da traumi, malattie o anomalie dello sviluppo dell’encefalo. Le procedure adottate da questa disciplina e che valutano capacità comportamentali e mentali quali orientamento, memoria, linguaggio, possono essere considerate come estensioni dell’esame neurologico. Altri test valutano altre capacità, quali attenzione, capacità di astrazione e di risolvere problemi, o funzioni più difficilmente indagabili con l’esame neurologico classico. I test neuropsicologici sono tecniche standardizzate: essi forniscono risultati qualificabili e riproducibili che si riferiscono ai punteggi ottenuti da persone normali con età e caratteristiche demografiche simili a quelle del soggetto che viene sottoposto al test. L’utilizzo dei test neuropsicologici in Psichiatria è andato aumentando soprattutto in questi ultimi anni. Grande impulso a quest’aumento è stato dato dall’affinamento delle procedure neuropsicologiche, ma soprattutto dalle più sofisticate tecniche

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