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La costruzione di un mito. L'influenza di JJ Bachofen sul pensiero contemporaneo

Anche se il matriarcato non è esistito come epoca storica, il ''mito del matriarcato'' ha avuto un suo peso nella nascita dell'antropologia e in molti settori del pensiero contemporaneo (teorie di destra e di sinistra, femminismo e pensiero della differenza, psicoanalisi, storia delle religioni e storia del diritto). Perché è nato questo mito? A quali esigenze risponde? Che valore ha oggi?

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L’idea di matriarcato, come fase necessaria nello sviluppo di ogni popolo, appare per la prima volta nella storia del pensiero occidentale nel diciannovesimo secolo e prende forma in una teoria elaborata dal giurista svizzero, Johann Jakob Bachofen, che, attraverso la riflessione su miti antichi, giunge, nella sua opera maggiore, il Mutterrecht, a ipotizzare nelle prime fasi delle vicende umane un’organizzazione sociale basata sul diritto materno e sulla religione ctonia. Oggi gli storici negano l’esistenza del matriarcato così come è stato ipotizzato da Bachofen. Non vi sono testimonianze storiche di società governate da donne, in cui religione, cultura e prassi politica siano ambiti esclusivamente femminili, ma forme di diritto matrilineare, antichi culti di potenti divinità femminili e società in cui le donne godono di prestigio religioso o politico. Dedurre, da questi elementi, l’esistenza di un matriarcato che sia l’esatto rovescio del patriarcato è, come dice Ida Magli, un “mito moderno”, cioè una costruzione simbolica e intellettualistica. Se il matriarcato non è esistito storicamente, tuttavia ampia diffusione da Bachofen in poi hanno avuto le teorie sul matriarcato, di cui si è ritenuto opportuno ricercare motivi e ideologie. Preliminare alla nascita dell’idea di matriarcato è la formazione di Bachofen, i suoi rapporti con la cultura ufficiale e il sedimentarsi nelle sue opere di temi che confluiscono nel Mutterrecht. L’idea di un matriarcato originario, intimamente connessa a una visione evoluzionistica della storia, per cui ogni popolo progredirebbe dalla vita “materiale” verso un’evoluzione “spirituale”, s’associa a una concezione del mito come espressione del senso profondo di un’epoca storica. Bachofen, rifacendosi a Creuzer, ricava dai miti antichi le presunte caratteristiche della ginecocrazia. Accusato di dilettantismo da storici e archeologi del suo tempo, Bachofen ottiene i primi apprezzamenti dai padri dell’antropologia. Gli studi di Mc Lennan e Morgan sui rapporti di parentela nelle popolazioni cosiddette “primitive” sembrano confermare l’ipotesi di un matriarcato originario, e garantiscono la diffusione del

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Ludovica Caniparoli Contatta »

Composta da 108 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3157 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.