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La comunicazione nelle affissioni

Informazioni tesi

  Autore: Nicola Bazzini
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Università degli Studi di Parma
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia Aziendale
  Relatore: Davide Pellegrini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 672

L’affissione è forse, tra i mezzi di massa, il più discreto ed il più rispettoso della libertà dello spettatore: il messaggio pubblicitario si offre liberamente a chiunque, senza però imporsi all’attenzione di nessuno. Ed è proprio per questo che la pubblicità dei manifesti è una delle più apprezzate dai consumatori: perché non interrompe le nostre attività, perché non ci chiede di pagare un prezzo per la sua fruizione, perché colora le città e diffonde immagini intriganti e divertenti.
Per capire l’importanza di quelle immagini che ci ammiccano dalle facciate dei muri o dalle impalcature dei palazzi, non dobbiamo fare altro che immaginarci una città senza affissione... strade grigie, case, qualche albero, e nulla più. Le affissioni hanno la capacità di portare nel sistema urbano quelli che sono i valori vacui e spensierati della comunicazione commerciale: portano la seduzione nelle strade ed il colore sui muri. Se realizzate con moderazione e consapevolezza, poi, le affissioni sono un valido mezzo per contrastare il degrado e l’isolamento sociale generati dall’urbanizzazione.
Purtroppo però, prima di arrivare a queste conclusioni ed a riconoscere l’importanza commerciale e sociale delle affissioni, gli operatori del settore hanno mantenuto per anni una mentalità “teledipendente” che non ha consentito loro di cogliere le opportunità provenienti da un mezzo ancora poco conosciuto e sfruttato in quelli che ne costituiscono i punti di forza. A partire dagli anni Novanta, però, la situazione è cambiata e, a fronte di una maggior consapevolezza operativa e creativa da parte degli operatori coinvolti, l’affissione è tornata ad essere quella “vetrina del negozio di sogni” che già era stata nella Francia della Belle Epoque. Per questo, dopo anni di emarginazione, ci sembra che l’affissione si meriti finalmente un’opera che le sia interamente dedicata, così come possono vantare la pubblicità televisiva e gli altri media. In attesa comunque che qualche firma più autorevole se ne occupi, anticipiamo noi il doveroso tributo con questa nostra trattazione.
Quanto abbiamo fin qui detto sul mezzo e sulle sue potenzialità, però, sono considerazione alle quali siamo giunti nel corso del nostra ricerca, dopo cioè aver trascorso mesi ad analizzare il mezzo; quando è nata l’idea di questa trattazione ancora ignoravamo tutto ciò, e guardavamo alle affissioni con quell’indifferenza inconsapevole che alberga un po’ in tutti noi.
Gli ultimi anni sono stati testimoni di importanti cambiamenti a livello normativo, operativo e organizzativo; ancora più recente è poi la consapevolezza del mezzo a livello creativo, laddove in precedenza erano state mutuate ed adattate alle campagne d’affissione, pubblicità originariamente destinate alla televisione o alla stampa giornalistica.
La visione che abbiamo voluto adottare è stata quella di una trattazione delle affissioni a trecentosessanta gradi: ci si è cioè posti l’obiettivo di realizzare quella presentazione completa del mezzo in tutti i suoi aspetti che a tutt’oggi manca nel panorama letterario.
Il piano dell’opera doveva allora partire dalle caratteristiche tecniche dell’affissione, per poi proseguire con la storia, la legislazione, il mercato ed i sistemi di misurazione dell’efficacia delle affissioni.
A questo punto, però, mancava ancora una parte fondamentale. Infatti la domanda più “banale” che avremmo dovuto porci nello studio del piano di questa trattazione sarebbe dovuta essere: «Che cos’è l’affissione?». E la prima risposta, altrettanto “banale”, sarebbe stata: «L’affissione è un mezzo di comunicazione». Dunque ciò di cui vogliamo parlare non è solo un “mezzo”, ma anche, e soprattutto, “comunicazione”. Su consiglio del nostro relatore Dott. Davide Pellegrini, si è quindi pensato di inserire prima della presentazione del mezzo, una parte introduttiva sul processo comunicativo e sulla comunicazione in generale, dedicando un’attenzione particolare a quegli aspetti del messaggio che appaiono dominanti nella produzione di manifesti pubblicitari.
A questo punto avevamo già tutti i tasselli, quello che ci mancava era solo un titolo capace di adeguarsi ad un orizzonte che nel frattempo si era notevolmente ampliato. Da qui nasce «La comunicazione nelle affissioni», il titolo che abbiamo pensato per la nostra tesi: l’unico che ci permette di mettere in evidenza da subito quelle che sono le due parti costitutive di questa trattazione.
Se siamo riusciti ad interessarvi almeno un poco, possiamo dunque a questo punto iniziare la lettura di questa trattazione che, come un romanzo di Wilbur Smith, speriamo vi appassionerà fino all’ultima pagina. Buona lettura!

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