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The Kid Factor, usabilità ed ergonomia dei siti internet per bambini

Informazioni tesi

  Autore: Mauro Cherubini
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Scienze dell'Educazione
  Relatore: Roberto Maragliano
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 124

Internet oggi rappresenta l’ultima frontiera per l’educazione. Le sue potenzialità sono ancora inesplorate, cosi come gli effetti che sta apportando al nostro stile di vita. Questa risorsa tecnologica non va semplicemente intesa come un oggetto fisico né tanto meno come un posto geografico. La Rete deve essere concettualizzata come uno spazio psicologico dove l’utente, l’individuo, l’utilizzatore viene trasportato, accolto, guidato in una serie di “ambienti”; dove è possibile incontrare altre “entità”, condividere momenti, situazioni, essere sommersi ed immersi nelle informazioni, nei colori, nelle animazioni. Queste esperienze si riflettono nella nostra vita quotidiana, nelle scelte che facciamo, nel modo in cui organizziamo il tempo. È improbabile ed impensabile considerare La Rete come uno spazio adulto, dove i bambini non siano coinvolti. Progressivamente, anche in questo mondo, i più giovani si fanno spazio e da questa nuova tecnologia vengono conquistati. Una reazione comune di stupore e paura si è registrata quando ci si è resi conto che questo fenomeno era già in atto, quando ci si è resi conto che la mancanza di linee guida, di punti di riferimento, di ambienti protetti aveva esposto le nostre case sicure ad attacchi incontrollati di maniaci, di pedofili. La mancanza di informazione porta verso chiusure incontrollate, verso la censura spropositata e verso l’alienazione di uno strumento che sta pervadendo il nostro mondo. È inconcepibile chiudervi la porta nella speranza di resistere in quanto non si può resistere al futuro, all’avanzamento tecnologico. Nonostante i pericoli che questo strumento comporta i vantaggi potrebbero essere incalcolabili. La reazione migliore e più efficace consiste nell’esplorazione controllata, nel prendere confidenza e nell’affrontare razionalmente l’ignoto. C’è poi da dire che da un punto di vista sociale è indubbio che il problema vada affrontato lungamente e approfonditamente, è questo, difatti l’obbiettivo di questa tesi. Occorrono nuovi strumenti di progettazione e di studio della Rete. Occorre riconsiderare l’approccio di utilizzo di internet in una prospettiva giovane.

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1 Introduzione Lunedì, 26 marzo 2001 Internet, oggi, rappresenta l’ultima frontiera per l’educazione. La nostra società si modifica continuamente e le nuove tecnologie entrano a far parte, in maniera profonda, della struttura del nostro modo di concepire il mondo. E’ buffo guardare a capolavori cinematografici come “Blade Runner”1, che pure immaginavano un futuro non molto lontano, dove non era stata ipotizzata la presenza di telefoni cellulari. Eppure se potessimo vedere quello che sarà il nostro prossimo futuro, rimarremmo disorientati dalle trasformazioni che la tecnologia comporterà al nostro stile di vita. Credo che tra pochi anni “La Rete delle reti” rivoluzionerà il nostro modo di vivere molto più di quello che sta già facendo adesso, e, tra l’altro, rivoluzionerà il nostro modo di insegnare, rivoluzionerà il modo con cui i bambini apprenderanno. Credo che le nuove tecnologie colpiscano in maniera più significativa, soprattutto le generazioni più giovani e, da queste, vengano metabolizzate e entrino a far parte della loro struttura cognitiva. Immagino che la navigazione, come la intendiamo oggi, diventerà sempre più continua al punto che da animali di terra ci ritrasformeremo in anfibi e poi in pesci nel mare dell’informazione. In questo momento, ritengo i tempi maturi per affrontare l’argomento di questa tesi, e cioè la posizione che le Scienze dell’Educazione prenderanno nei confronti di questa nuova opportunità educativa (La Rete). Se cioè sia preferibile restare a guardare e lasciarsi trasportare dalle decisioni che le Industrie imprimeranno alla Rete, oppure se le Scienze, la pura ricerca ed il mondo accademico in generale, dovrebbero imporsi come “catalizzatore storico” degli eventi. Io propendo per questa seconda strada e, senza perdermi in vaghe discussioni filosofiche, ritengo che il modo più efficace per affrontare questo cammino sia quello di essere pratici e cercare di individuare meccanismi, fenomeni, idée e soluzioni per questo nuovo mondo educativo. In effetti, ad una prima ricognizione sul campo, è emerso che il materiale sull’argomento sia praticamente inesistente, fatta eccezione per tanti e 1 Film diretto da Rydley Scott. 2 vaghi documenti sull’HCI, cioè la Human Computer Interaction2 (interazione tra uomo e computer). Un altro filone di ricerca che ho seguito, si occupa invece di USABILITA’, cioè di rendere le interfacce, in particolare quelle dei siti web, ottimamente fruibili da qualsiasi utente. Il Guru di riferimento per questo settore di ricerca è Jacob Nielsen3. Altri settori di ricerca come l’approccio ERGONOMICO o quello PSICOLOGICO hanno costituito la base portante di questo lavoro nel quadro di un’impostazione interdisciplinare che ho voluto sempre tener presente e cercare di valorizzare. E’ necessario sottolineare che spesso il tema internet/infanzia è associato alla piaga della pedofilia e quindi molti considerano la materia di “come fare un sito per bambini” un vero e proprio tabù. In questo lavoro non mi occuperò specificamente del problema della protezione dei bambini ma alcune soluzioni pratiche verranno comunque sottolineate. Quello che finora ho trovato, è che manca un settore di ricerca specifico sull’argomento. Tutti gli studiosi che si muovono nella stessa zona partono dal mondo adulto e ritornano al mondo adulto. Anche per quelli forse più prossimi al mondo infantile è presente una sorta di incomunicabilità e di specificità di ricerca. I bambini, i ragazzi, hanno una loro specificità di apprendimento, hanno un loro peculiare modo di simbolizzare, di avvicinarsi alla realtà, di interiorizzare i concetti. Non si può prescindere da questo, quando ci si accosta a queste tematiche. D’altro canto, i siti che si definiscono “per bambini”, altro non sono che rivisitazioni più o meno colorate dei siti “per adulti”. Dalle ricerche che ho compiuto, è emerso che una piccolissima minoranza di questi web è concettualmente rivoluzionata per il mondo infantile. Quello che questo lavoro intende ricercare, è quindi questa zona di sviluppo prossimale4 in cui il bambino possa trovarsi accolto e guidato. La ricerca comincerà, nella prima parte, con l’affrontare la letteratura e ogni materiale ritrovato sull’argomento. Nella seconda parte, verranno analizzati un campione rappresentativo di siti per bambini e, poi, procederò ad una osservazione sistematica degli aspetti significativi emersi 2 Un sito di riferimento sull’argomento è www.hcibib.org che offre una bibliografia ragionata e numerosissimi link a siti affini a questa questione. Il punto di vista di questo filone di ricerca però è il mondo dell’adulto, ed in moltissimi casi, del utente esperto di informatica. Manca cioè un approccio al mondo infantile. 3 Il sito di Nielsen è disponibile all’indirizzo www.useit.com . Presenta numerosi materiali, recensioni di libri dell’autore ed una serie di link per l’argomento. 4 VIGOTSKIJ, Lev S. Myšlenie y Reè’ (Pensiero e Linguaggio), Laterza, Bari, 1990.

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Parole chiave

siti internet per bambini
internet
didattica
usabilità dei siti web
ergonomia dei siti web
tecnologie dell'insegnamento

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