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Le autobiografie di Lillian Hellman

La tesi affronta il problema dell'interpretazione critico-letteraria dell'autobiografia come genere letterario. In particolare parte dall'analisi dei testi autobiografici della commediografa americana Lillian Hellman che scrisse 4 opere di carattere autobiografico nell'ultima parte della sua vita. Tali opere furono oggetto di grandi controversie basate sulla convinzione che l'autrice non si fosse attenuta alla verità storica della sua esperienza di vita bensì avesse inventato interi episodi della sua vita allo scopo di costruire una nuova immagine di sé. Se questo in parte è confermato da numerose ricerche critiche, la tesi tende però a considerare la scrittura autobiografica non come la mera riproduzione di fatti ed eventi storici bensì come un genere letterario fine a se stesso che risponde a regole diverse e che finisce con l'essere inevitabilmente dipendente dai meccanismi della memoria che è per sua stessa natura mitopoietica. L'autobiografia è dunque il prodotto di arte e verità.

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Le Autobiografie di Lillian Hellman - Premessa 2 PREMESSA * La figura di Lillian Hellman si staglia nel panorama della drammaturgia americana del Novecento e a pieno diritto. Scrisse, infatti, otto opere originali e alcuni adattamenti tratti dal lavoro di altri artisti. Fu autrice di sceneggiature per Hollywood, tre delle quali sono tuttora considerate classici del cinema americano 1 e furono prodotte in collaborazione con nomi quali William Wyler, Bette Davis e Samuel Goldwin. Concluse la sua carriera letteraria pubblicando quattro fortunatissime opere autobiografiche. Le sue opere teatrali continuano ancor oggi ad essere messe in scena in tutto il mondo dando testimonianza della loro intrinseca vitalità. Pochi sono gli autori americani suoi contemporanei le cui opere vengono così altrettanto frequentemente rappresentate e i loro nomi sono Eugene O’Neill, Arthur Miller e Tennessee Williams. Il successo ottenuto sin dagli esordi, nel lontano 1934 con The Children’s Hour, impose il suo nome all’attenzione dei critici che in breve tempo la definirono la più grande “female playwright” del teatro americano. Intellettuale impegnata nella causa dell’arte al servizio dei valori e degli ideali, affrontò nel suo teatro temi spesso complessi e di impatto incerto quali quello * Tutte le citazioni tratte dalle memorie di Lillian Hellman si riferiscono all’edizione completa delle memorie: Lillian Hellman, Three (An Unfinished Woman, Pentimento, Scoundrel Time). Boston: Little, Brown & Co., 1979 e a Maybe: A Story by Lillian Hellman, Boston: Little, Brown & Co., 1980. Per praticità d’ora innanzi ci si riferirà alle singole opere con un’abbreviazione del titolo: AUW, P, ST, M. 1 The Dark Angel (1935), These Three (1936), The Litte Foxes (1940, in cui Bette Davis interpretava il ruolo di Regina Hubbard).

Tesi di Laurea

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere Moderne

Autore: Barbara Zoroddu Contatta »

Composta da 154 pagine.

 

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