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La Danae tizianesca Coronini Cronberg. Ricostruzione della storia dell'opera e il problema della sua attribuzione

Il primo capitolo della tesi ricostruisce la vicenda biografica di Guglielmo Coronini Cronberg, ultimo discendente di un’antica e nobile famiglia goriziana morto il 13 settembre 1990, e le tappe che hanno portato alla nascita della Fondazione Coronini, l'ente morale istituito dopo la sua morte. Il capitolo comprende anche una breve panoramica sulla quadreria della Fondazione, con particolare riferimento a quelli che sono i generi principali e gli autori più noti. Come soggetto della tesi, l’attenzione si è puntata su un dipinto inedito, inventariato come Venere, la cui non comune bellezza stimolava a uno studio specifico e approfondito.
Il secondo capitolo ripercorre le tappe delle lunghe indagini d’archivio, all’inizio infruttuose e frustranti, rivelatesi ricche di soddisfazioni e di sorprese incredibili. E’ stato un lavoro complesso anche perché in gran parte svolto nell’Archivio Storico Coronini, ancora privo di un ordinamento sistematico: un’enorme quantità di materiale cartaceo riposto in migliaia di buste senza alcun ordine cronologico o tematico, con documenti in cui si alternano diverse lingue come il tedesco, l’inglese, il francese, lo sloveno. Numerosissimi i documenti esaminati e tradotti prima di trovare la pista giusta, prima di capire quale fosse la linea di svolgimento più redditizia. Nello stesso capitolo parlo anche del conte Guglielmo Coronini come collezionista e studioso; a questo proposito sono giunta a definire per la prima volta il suo intero corpus di scritti, editi e inediti.
Dal terzo capitolo in avanti si configura, gradualmente, l’inaspettato, enorme problema di una pertinenza tizianesca di quella Venere da cui era iniziata la ricerca, ma che poi aveva fatto risalire a un’insospettabile composizione, di dimensioni maggiori, opera oggi perduta con protagonista Danae.
Il quarto e ultimo capitolo espone, con la maggior ampiezza possibile di dati, riferimenti e riscontri, l’analisi stilistica seguita da una puntuale perizia di laboratorio con cui si è potuti giungere, con maggiore verisimiglianza e tranquillità, alla nostra proposta d’attribuzione dell’opera originaria.
In tal modo spero di aver portato un contributo degno di considerazione, in vista di successivi dibattiti, prevedibili, visto che ho accostato al nome del grande Tiziano un’opera finora estranea al suo catalogo. Il conte Coronini aveva seguito con caparbietà il medesimo percorso attributivo senza peraltro giungere, suo malgrado, a risultati suffragati da più plausibili fondamenti critici e scientifici, soprattutto senza trovare conforto in altri studiosi ed esperti. Lo scopo di questa tesi è dunque riuscire a convalidare la perspicace intuizione formulata dal conte Coronini.

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(pp. 24-27) II. LE RICERCHE II.1 La cosiddetta Venere e le sue vicende Nella Biblioteca, l'ambiente più bello e suggestivo della villa, in cui il conte amava trascorrere le sue giornate di studio e ricevere gli ospiti, sono collocati, fra i tanti, due dipinti a soggetto mitologico, già menzionati nel paragrafo precedente: una Venere e un Eros. Il dipinto raffigurante la presunta Venere 1 , appeso sopra la libreria in una cornice sansoviniana, ha un posto d'onore nella Biblioteca e anche la piccola tela rappresentante l’amorino reggente una faretra e un arco 2 , ha una collocazione importante, essendo inserita all'interno della boiserie . C'è una connessione essenziale fra le due tele appena citate e un terzo dipinto - anch’esso inedito e conservato nella Biblioteca - che riproduce invece un paesaggio con pioggia d'oro 3 , una connessione scoperta anche grazie ai suggerimenti di un funzionario della Soprintendenza 4 , il quale aveva incontrato spesso il conte Guglielmo, soprattutto negli ultimi anni della sua vita 5 . 1 Ministero per i Beni Culturali, Soprintendenza per i B.A.A.A.A.S. del F.V.Giulia, Sede di Gorizia, scheda OA n. inv. 924. 2 Ivi, scheda OA n. inv. 880. 3 Ivi, scheda OA n. inv. 925. 4 Si tratta del Signor Alfio Bertoni la cui collaborazione è stata preziosa per il reperimento di notizie e informazioni sulle collezioni e gli intenti del conte Coronini. 5 Il conte Coronini aveva più volte manifestato al Ministero competente, anche con un'esplicita richiesta del 10 giugno 1990, la sua volontà di vincolare tutti i suoi beni. Per i contatti con la Soprintendenza e più in generale sul fatto che volesse prendere dei provvedimenti di tutela per il palazzo e il parco, vedi ASGO, Archivio Storico Coronini, Serie Atti e Documenti, busta 59, fasc. 1 e Serie Materiali di Studio, busta 69, fasc. 1.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Serenella Ferrari Benedetti Contatta »

Composta da 257 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1514 click dal 20/03/2004.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.