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Tecnologia, industria culturale ed immagini femminili nell'Italia degli anni novanta

Premettendo che riassumere la mia tesi in 5000 caratteri è alquanto arduo, dato che ho scritto la bellezza di quasi 400 pagine, ho deciso di fornirvi una sorta di indice ampliato. Ho cominciato la mia tesi spiegando innanzi tutto il titolo e ho difeso il fumetto, per troppo tempo bistrattato da tutti e solo recentemente rivalutato.
Dopodiché ho fatto una breve carrellata di eroine di carta dalle origini agli anni 90: Betty Boop, Pantera Bionda, Satanik, Valentina, Barbarella, Vampirella, Eva Kant...
Poi in ogni capitolo ho preso in esame il fumetto d'autore italiano e da lì ho cominciato ad esaminare le figure femminili e il loro rapporto con la tecnologia e non: Valentina di Crepax, Miele e Claudia di Manara, Gilda di Leone, Druuna di Serpieri, Sprayliz di Enoch...
Poi sono passata al fumetto seriale della Bonelli e quindi Legs Weaver e Julia ed ho potuto dimostrare come anche questi fumetti siano pieni di citazioni cinematografiche e non solo.
Un altro capitolo è stato poi dedicato al fenomeno multimediale Lara Croft e a tutte le eroine virtuali del nostro tempo che passano da un media all'altro.
Per concludere ho cercato di dimostrare (e penso di esserci riuscita) che il fumetto non sia una realtà astratta, ma al contrario sia in stretto contatto con essa. Infatti, grazie a delle statistiche, ho avuto modo di scoprire che i fumetti sono lo specchio della realtà.
Da sottolineare il fatto che, nonostante abbia preso in esame il fumetto, non mi sono limitata a leggere ed interpretare “solo” quello, ma, come si può benissimo notare dalla bibliografia multimediale, ho consultato moltissimi libri, riviste, film, videogiochi, siti internet…

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14 Introduzione: Immagini femminili dalle origini agli anni 90 Dagli anni 20 agli anni 70 Origini e realtà sociale Per i paesi occidentali, il 900, il secolo dei fumetti è stato il secolo dell’emancipazione femminile: nella famiglia, nel lavoro, nella politica. Le donne sono nate principalmente come figure di contorno, riuscendo solo poi, lentamente, a guadagnarsi spazi di maggior importanza, sino ad imporre la propria presenza scenica, tanto da ottenere dei ruoli da protagoniste assolute. 1 I comics sono nati negli Usa, società capitalista per eccellenza,e l’immagine femminile che se ne trae è quella duplice della moglie-madre e dell’oggetto sessuale. Queste donne di carta spesso sono arrivate ad imporre alle donne reali dei modelli precisi di comportamento e canoni estetici, come negli stereotipi della moglie, della madre, dell’eterna fidanzata,della falsa emancipata e della pseudo liberata; il più delle volte non corrispondono alla vera realtà della condizione femminile e delle lotte emancipazionistiche, non hanno nulla di reale, ma riflettono un unico punto di vista che è, come sempre, quello maschile. La cultura, a volte, è la descrizione di un mondo maschile che definisce l’identità della donna in relazione a se stesso, e non alla donna stessa. 2 Purtroppo, questo è un problema presente anche nel fumetto odierno, che vede la donna, non com’è veramente, ma come la desidera l’uomo (di questo problema ne parlerò in modo più ampio nei prossimi capitoli): in parte a causa dei canoni estetici ed in parte a causa dei disegnatori stessi (maschi), che impongono al personaggio il loro imprinting sessuale. I personaggi femminili del fumetto dimostrano di aver perfettamente interiorizzato il ruolo della donna (assunto dalla società capitalistica con la divisione del lavoro per classe, sesso e cultura): tutte le loro caratteristiche fisiche e psicologiche sono un ossequioso omaggio alla “mistica della femminilità”, somma di una serie di condizionamenti e miti; insomma la donna 1 “Amori di carta: coppie celebri, eterni fidanzati, e altri libertini nel fumetto”. A cura di Paolo Guiducci e Francesca Cevoli. Villa Verucchio (RN). La Pieve, 1997. 2 “Le donne di carta: personaggi femminili nella storia del fumetto”. Rossella Laterza e Marisa Vinella. Dedalo Libri. Bari ,1980.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Samanta Zaghini Contatta »

Composta da 363 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5125 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.